Cronaca della mia 1^ volta a Calderara di Reno (BO

Si parte quindi per correre la mia 20^ maratona dell’anno 2012 e chiudere in bellezza l’anno delle corse. Gli staffettisti hanno organizzato due squadre: “gialli” e “blu” composte da quattro frazionisti. I “gialli” erano capitanati dal Fonte (Gianluca Fontechiari) con Andrea Fanfoni, Mangone (Gianluca Manghi) e Deborah Olari. I “blu”, invece, erano capitanati dallo Scaio (Gianfranco Gobbi) con Renato Sacco, Luciano Fava e Taiorocco (Rocco Tagliavini). Io, invece, ho coperto l’intero percorso da solo, anzi, in compagnia di Ulisse Bia dell’Atletica Manara, che correva la sua prima maratona e che assieme al Mangone, dei Marciatori Parmensi, erano gli unici due esterni della Polisportiva Torrile e che si sono aggregati alla nostra comitiva. Ulisse, però, si è arreso al 27° Km.

foto 2Si capisce sin dall’inizio che avremmo trascorso una giornata in allegria e così è stato. Gli staffettisti hanno concluso la maratona prima che io concludessi la mia e si sono consolati con il pranzo offerto, al costo di 1 euro, dall’organizzazione; ma non contenti, hanno integrato con cibi, bevande e vino portati al seguito, offrendo da bere a tutti. Terminata la mia gara mi ricongiungo con il gruppo, mangio qualcosa anch’io e siamo pronti per rientrare a Parma. Appena fuori dal palazzetto, nel piazzale antistante adibito a parcheggio auto, Mangone, per salutare Calderara ed augurarle un felice anno nuovo, fa esplodere un petardo che fa tremare tutto il paese. Subito dopo il nostro gruppo è stato attirato dall’attenzione di uno dei fondatori del gruppo Lippo Calderara poiché rimasto in panne con la macchina; una spintarella e la vettura si è messa in moto. A questo punto si ritorna a casa, soddisfatti della bella giornata trascorsa in compagnia. L’arrivo a Parma è stato annaffiato con un calice di prosecco Foss Marai offerto da Luciano Fava per festeggiare il suo compleanno.

Tornando alla gara, in tutta sincerità si è trattato di una maratona insolita nel senso che non si corre sempre di domenica, come vuole la tradizione delle maratone, ma in qualsiasi giorno della settimana capiti il 31 dicembre. Non conoscevo Calderara sul Reno e semmai dovessi ritornarci non è sicuramente perché attratto dal percorso della gara, ricavato facendo ripetere per sette volte e tre quarti un circuito di oltre 5 Km, attorno ad una zona industriale. Altra stranezza riguardava la rilevazione dei chilometri ovvero lungo il percorso si rilevavano chiaramente quelli del circuito, che arrivavano fino a 5.

foto 3Personalmente, corro per il gusto di farlo a prescindere dal risultato, che sino ad ora è sempre stato dalla mia parte nel senso che non mi sono mai ritirato in nessuna delle mie 66 maratone/ultra corse, chiudendole sempre nei limiti di tempo stabiliti. Detto questo, credo che la maratona di San Silvestro sia una di quelle manifestazioni sportive ideate ad hoc per i cosiddetti “irriducibili”, un punto d’incontro dove si respira aria di festa e dove al termine della gara ci si riunisce per il pasta party e per farsi gli auguri di fine anno.

Ho letto diverse critiche sull’organizzazione della gara, dalla partenza ai ristori. Ad onor del vero, qualcosa non è andata come doveva e mi riferisco alla partenza della maratona che rispetto alla linea del traguardo, era spostata di oltre 1 Km prima e di questo, nonostante gli avvisi da parte dell’organizzazione sia all’interno del palazzetto, sia all’esterno, sembra che parecchi maratoneti non ne fossero a conoscenza. Personalmente, nonostante per me fosse la prima volta, non ho sbagliato perché il buon Dio mi ha dotato della parola e quindi ho semplicemente chiesto, ottenendo l’informazione giusta. Ora, fermo restando che questo handicap poteva essere risolto segnalando la cosa con appositi cartelli, ciò non toglie che le persone dovrebbero prestare più attenzione a ciò che gli succede attorno.

foto 4Senza andare per le lunghe con questo discorso, non mi rimane che elogiare l’operato dell’organizzazione e ringraziare tutti per quello che hanno fatto, errare humanum est, perseverare autem diabolicum, che tradotto letteralmente, significa “commettere errori è umano, ma perseverare nell’errore è diabolico”. Non è certamente il caso di una manifestazione sportiva. In quanto ai ristori credo proprio che l’organizzazione sia stata impeccabile in quanto c’era il necessario (acqua, integratori, the, Coca Cola, biscotti, banane, limoni). Forse chi si è lamentato voleva trovare ai ristori anche “un prosecchino”!

In tutta onestà, sento il dovere di dire che lo spirito con cui ho affrontato questa maratona è stato tutt’altro che competitivo. Al di la del risultato, a prescindere dal percorso e dalle lamentele scaturite, ero partito con l’intenzione di trascorrere una bella giornata, in compagnia di bella gente come il mio gruppo e come quello del “popolo delle lunghe” e così è stato. Un caro saluto quindi a tutto il “popolo delle lunghe” ed in particolare a Lorenzo Gemma, Mario Liccardi, Alessio Nistri e Michele Rizzitelli con il quale ho avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchiere.

Grazie a tutta la comitiva per l’affetto dimostrato con il tifo nei miei confronti.

Grazie ancora alla podistica Lippo Calderara ed a Gianfranco Gozzi, per l’impegno.

Buon Anno a tutti!!!!

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