Cronaca della XI Edizione della Ecomaratona del Ventasso

L’Ecomaratona del Ventasso è una manifestazione molto conosciuta e molto amata nella sua montagna, ma anche a Reggio e in Italia, e si svolge sul territorio dei Comuni di Busana, Collagna e Ramiseto. La gara si svolge sui canonici 42,195 km e si snoda interamente in ambiente naturale, sentieri/carrareccia; si parte da una quota di 800 metri per raggiungere il picco massimo di 1.727 metri sulla cima del Monte Ventasso. La partenza e l’arrivo coincidono e, quindi ,si parte da Busana e si arriva a Busana. Il dislivello positivo è di 2.300 metri, per cui la gare è da definirsi una trail runnig a tutti gli effetti.

A questo evento se ne sono aggiunti altri. Infatti, la domenica a Busana ha anche regalato una corsa breve non competitiva di 11 km ed una 30 km di nordic walking intitolata “Di passo sul Ventasso”, sugli stessi sentieri dell’Ecomaratoma.

Alla partenza, prevista alle 08:30, ci presentiamo in due della Polisportiva Torrile, io e Migliari Iames che alla fine conquista il titolo di categoria M60.

Il percorso, molto suggestivo, è ben segnalato con cartelli, frecce e fettucce di colore bianco/rosso, per cui è difficile perdersi. Dopo la partenza da Busana, il percorso tocca Casale, Cervarezza, Camping Le Fonti, ritorno a Busana, Casa Manari. Qui inizia il famoso “Tirone” ovvero circa 5 km di salita mozzafiato (durante i quali maledici il giorno in cui ti sei iscritto alla gara) fino a S. Maria Maddalena, Lago Calamone, Monte Ventasso, Monte Miscoso, Cerwood, Camping Le Fonti e Busana.

Dopo il Monte Ventasso, verso il 25^ km incontro l’amico Antonio Di Biagio dell’Atletica Casone e lo trovo sdraiato sul ciglio della strada, in preda ad una crisi di crampi muscolari. Lo incoraggio a riprendere la corsa, prendendomi carico di portarlo sino al traguardo. Affrontiamo gli ultimi 17 km con calma, alternando alla corsa periodi a passo veloce ed anche brevi soste quando gli ritornavano i crampi, ricordandogli spesso che avremmo tagliato il traguardo entro il tempo limite. Gli ultimi 2 km circa sono tutti in discesa ed allora dico ad Antonio che dobbiamo correrli tutti di un fiato, ma a 900 metri dall’arrivo ecco che Antonio è costretto a fermarsi nuovamente perché in preda ai crampi. Mancano 20 minuti alle 8 ore di tempo massimo. Antonio mi esorta a proseguire da solo perché lui non ce la fa, ma io non accetto l’invito rispondendogli che sarei rimasto con lui fino alla fine, e così è stato. Abbiamo terminato la nostra gara nel tempo di 07:46:00 e per me è stata una super vittoria perché ho aiutato un amico runner a portare a termine una gara difficile che, forse, senza il mio aiuto non avrebbe mai finita o comunque l’avrebbe conclusa oltre il tempo utile, e solo chi pratica questo sport sa quanto sia frustrante non classificarsi in una gara.

Non so quanti avrebbero fatto quello che io ho fatto domenica con Antonio, rischiando anche di non classificarmi all’Ecomaratona del Ventasso. Di una cosa, però, sono certo: l’ho fatto e lo rifarei ancora senza remore.

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