Cronaca della XIV Maratona Internazionale di Ravenna Città d’Arte

Dopo l’inopinato stop del 2010, la gara podistica si è riproposta con la riedizione della Forlì-Ravenna, epica podistica degli anni ‘70.

La maratona nasce con la qualifica di gara di livello nazionale e a partire dalla terza edizione viene collocata nel calendario delle maratone internazionali. Dopo questo breve excursus storico, ecco il mio racconto.

foto 2Il meteo anticipava che a fare da cornice alla maratona doveva essere la pioggia insistente per tutta la giornata e il vento; fortunatamente è stato protagonista solo il vento, a tratti anche forte, segno che anche i satelliti possono sbagliare. La partenza, prevista per le 09:00, è congiunta con la maratonina e con la gara dei 10 km non competitiva, con tragitti però diversi. L’inedito percorso della maratona, tecnicamente veloce e pianeggiante, prevede la partenza dal Pala De Andrè con direzione Punta Marina e Marina di Ravenna e ritorno verso la città dove si attraversa il Mausoleo di Teodorico, il Battistero degli Ariani, la Basilica di San Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia, il Duomo, la Tomba di Dante, quindi l’arrivo in Largo Firenze, nel cuore del centro storico della città bizantina.

Nel complesso l’organizzazione, il Ravenna Runners Club, ha ottimamente pianificato l’evento anche se, a mio avviso, bisogna rivedere quattro aspetti: parte del percorso, controlli lungo il percorso, ristori (ho apprezzato molto l’acqua in bottiglia) e arrivo. In particolare:

  • foto 3eliminare la parte del percorso che costeggia la darsena e che prevede un giro di boa in quanto rappresenta il tratto più deforme della gara con un impatto piuttosto demoralizzante per l’atleta;
  • intensificare i controlli da parte dei giudici FIDAL lungo il percorso in quanto svariati tratti tra Punta Marina, Marina di Ravenna e la Daresena sono facile preda dei cosiddetti “tagliatori di percorso”;
  • alcuni ristori erano sprovvisti di integratori salini;
  • Ravenna merita di più di Largo Firenze per l’arrivo. Per tradizione l’arrivo di una maratona viene sempre individuato in un luogo dove l’armonia degli spazi e degli edifici si sposa con l’armonia dell’incontro e quale posto migliore se non una piazza? In assoluto Piazza del Popolo!

Anche per questa edizione, come l’anno scorso, la medaglia per tutti gli atleti che hanno tagliato il traguardo, di forma ovale, raffigura un mosaico che riproduce un particolare della veste di Teodora. Anche quest’anno ho avuto l’onore di indossare la medaglia tagliando il traguardo in 4h e 20′. Ha indossato la medaglia anche il mio compagno di squadra Stefano Iappini che ha chiuso con un eccellente tempo di 2h59’31”.

Clicca qui per la classifica

Clicca qui per le foto

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Leggi anche