


45 anni fa praticavo il ciclismo, regolarmente tesserato alla F.C.I., conoscevo l’Abruzzo soltanto come geografica regione italiana. Annualmente dei miei parenti andavano a Canistro in vacanza. Entusiasti a parlarmi del Borgo; stradine a pendio animate dal vociare di bambini. Imperante schiettezza, semplicità nel vivere. Umana solidarietà ed i forestieri benvoluti nel sentimento di comprensione.
L’ ascolto dell’ospite a sfociare nella piena capacità di cogliere il sentimento, dimostrando umana solidarietà.
Nel 2008, passato ormai da 15 anni dal ciclismo al podismo, la mia prima maratona in Abruzzo fu a Lanciano. In seguito una serie di 6 Ore tra Luco dei Marzi, Villa Iubatti, maratone a Chieti, ogni anno alla maratona di Pescara, 12 Gran Sasso, le prime tre partenza ed arrivo a Castel Del Monte.
Atessa mi ha reso partecipe della 6 Ore dedicata al caro Duilio Fornarola, che ci lasciò alla maratona di Pescara. Lo conobbi alla maratona di New York del 2013, momento edificante di apprendimento, condivisione partecipata di pensiero. Duilio impersonava capacità di affrontare con ostica durezza difficoltà in uno ad innata educazione, gentilezza. Prerogative che continuano a farmi tornare in questa inimitabile Regione.
Gli Abruzzesi considerano l’ospitalità un vero e proprio stile di vita. Accoglienza immediata, quasi istintiva, in uno ad empatica predisposizione non limitata solo ad amici, parenti, ma anche a perfetti sconosciuti.
Non per fare gratuita pubblicità, non ne ha bisogno, se mi riporto all’abbraccio della sig.ra del negozio “Nonna Peppina”, sotto gli Archi di Santo Stefano di Sessanio; al rivedermi sabato pomeriggio. Ancora, la calorosa accoglienza della titolare della “Locanda Palazzo” al mio arrivo. L’ essere fermato da un comune cittadino per strada a farmi i complimenti per la presenza da più anni.
A Pescara ogni anno non solo per la maratona; anche in virtù degli eventi propedeutici del sabato pomeriggio in Piazza Salotto. Alberico De Cecco raduna, organizza Gruppi di bambini di differente estrazione, provetto animatore della vita sociale, dimostra elevato interesse al Bene comune. Sviluppa una prolungata serie di mini gare. Intere famiglie ad incitare calorosamente i piccoli atleti sino al far della sera.
Il Gran Sasso concede il privilegio di riordinare le idee vivendo tanta Bellezza tra il suo impareggiabile paesaggio.
La Rocca di Calascio che scorre a lato sinistro del Tuo andare. La vista di Castel Del Monte, icona naturale, appare, scompare durante i quattro km di stressante salita. L’ esultanza al raggiungere 1.610 metri del Valico la Serra.
Miriade infinita di motociclisti all’ orizzonte del Ristoro Mucciante; in contrapposizione alla quiete, serenità, tranquillità tra i Camper stanziali al Racollo. Impareggiabile “il muro” Gran Sasso, visto nella sua imponenza con Campo Imperatore oltre l’orizzonte.
Gradevole nel suo senso compiuto il siparietto avuto con Simonetta Cameruccio. Passato uno sperone di roccia, Simonetta mi chiama, turbata da una mandria di placide mucche attraversanti la carreggiata.
Le mucche continuano il lento cammino con ostentata indifferenza, ammirate nella loro palese maestosità.
A Prada Transidonia, 23 km da Santo Stefano, dove ha alloggiato il mio storico compagno di avventure- Tonio Specchia-: osservare la proprietaria raccogliere, con morbida leggerezza, fiori di zucchina nel minuto spazio di una valle sconfinata: tornano alla mente periodi di idilliaca, serena vita campestre.
Trascrivo, in piena rispondenza d’ intento quanto vissuto dal caro amico Domenico Martino.
“Quest’ anno un motivo in più mi ha regalato l’emozione più bella di tutte le mie gare…………da una certa distanza mi ritrovo a fianco………di Piero Cossalter, la sua Pamy che con Alessio stavano accompagnando un ragazzo meraviglioso……… Alex……..ho preferito condividere la mia gara con loro……… vivere l’emozione di tagliare il traguardo con loro. Grazie ragazzi per avermi regalato l’arrivo più bello di tutte le mie gare. La felicità di Alex cari amici Vi assicuro è contagiosa”. Niente da aggiungere da parte mia, se non tanta grande commozione: l’essere del mondo è bello quanto la vita.
Fresco Alessio, Cossalter Piero, Di Gregorio Pamela giunti in 07:03:15 assieme al meraviglioso Alex.
Estrema applicazione dell’Organizzazione, unanime plauso e soddisfazione degli atleti partecipanti. In coda, come ogni anno il dover ripetere il percorso il lunedì mattina da parte dello staff. Quest’ anno raccolti di tre sacchi grandi di bottigliette di plastica vuote lasciate a bordo strada durante la gara.
Fatto increscioso, da non ripetere in avvenire per naturale, ovvio rispetto e senso di adattamento al contesto.
Per quanto riguarda la mia gara, chiusa in 08:00:03, vale quanto affermò quel famoso Abate: “Per un pelo, Martin perse la cappa”. Pazienza, mi rifarò l’anno venturo…………..









