Dicevo della scelta, la Collemarathon la Barchi- Fano, una Maratona tra le più belle d’Italia, l’ho sempre detto, fin dalla 1^ edizione, il percorso collinare molto suggestivo con partenza da Barchi un piccolo comune del pesarese, situato a 319 mt s.l.m. si parte in discesa ma subito dopo si risale x attraversare Mondavio dove si passa dentro la Rocca, poi si riscende e si risale per attraversare Orciano e via via altri paesini molto suggestivi, Piagge, San Giorgio, per poi scendere verso il mare e giungere a Fano, fino ad un paio di anni fa si arrivava sul molo turistico invece adesso l’arrivo è stato spostato nel centro storico. L’accoglienza che non ha pari, al mattino il servizio bus che trasporta tutti i maratoneti e anche accompagnatori presso la partenza, dove troviamo il solito speaker che saluta uno ad uno tutti i partecipanti, ritiro pettorale, e il caffè e pasticcini? In poche parole quello che non trovi da nessuna parte ad eccezione di una neonata Ultramaratona delle Fiabe che si svolge a Rapone in provincia di Potenza, anche questa da mettere in calendario la 1^ domenica di settembre, (informatevi su questa “gara”. Oggi all’inizio le gambe non giravano, mi sentivo un po’ pesante, forse ho sbagliato qualcosa su l’alimentazione? (dubito),oggi ho modificato il percorso, mi serviva salita e discesa, (dove abito non ho problemi) partenza verso Est ritorno verso Ovest ma dopo 50 mt una discesa (spacca gambe) di 125 mt, poi risalire da ripetere 70 volte, dopo dichè ho modificato di nuovo il percorso perché alla fine la Collemarathon è quasi tutta in pianura.
Dopo quasi 2 mesi di (prigionia) è finita da domani posso riprende il “mio” lungomare, sarò sicuramente attento con tanto di mascherina e guanti, domani sul lungomare e sulla spiaggia ci sarà un assembramento non indifferente, la voglia di fare la solita passeggiata è tanta che si dovrà stare attenti ulteriormente.
Finalmente buone notizie per quanto riguarda i ricoveri e le guarigioni, facciamoci forza con la speranza di riprendere la vita di tutti i giorni e dimenticare questa maledetta primavera.
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Francesco Capecci





