Ti confesso la mia invidia per la tua partecipazione alla proiezione del “Cinema Ritrovato”. Incredibile, oltre quattrocento film accompagnati da musicisti e compositori, e poi c’è sempre Piazza Maggiore, un serraglio di emozione e ricordi.
Anch’io come te, leggendo il tuo articolo, ho fatto un tuffo nell’infanzia. Erano tutti film che davano e ridavano in TV quando ero bambino. Era la fine degli anni 60. Mi domandavo perché bisognasse vedere film così vecchi, e perché facessero divertire più dei recenti.
Come se in mezzo il tempo si fosse fermato per 40 anni. Adesso mi piacerebbe rivederli per provare la stessa sensazione e domandarmi perché il tempo si sia fermato per quasi 100 anni….
Però mentre stai guarendo dai trionfi romani ripercorrendo vecchie emozioni, noi pure a Milano tra Alsazia Abetone e Colla ci diamo da fare la sera… Io e Piero abbiamo un fitto calendario di serate alla Scala.
Ieri una meravigliosa prima del Lago dei Cigni con il Corpo di Ballo al completo: più di 80 ballerini sul palco, orchestra e soprattutto tanto Charme e Storia. Ecco la nostra “triplete”.
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20/06/2016, Pollini che ha interpretato Chopin e Debussy 28/06/2016, Verdi, opera Simon Boccanegra con Leo Nucci 30/06/2016, Tchaikovsky, balletto il Lago dei Cigni (Prima) |
Chopin con la luna piena dei giorni scorsi ci ha fatto sognare con i fantastici i tocchi del Maestro Pollini. Più impressionistico il repertorio di Debussy.
Verdi ci ha riportato alle angosce terrene del dramma esistenziale del Simon Boccanegra. Direzione Myung-Whun Chung e il potentissimo baritono Leo Nucci, famoso per aver interpretato più di 500 volte il Rigoletto che abbiamo visto a gennaio.
Tchaikovsky è la leggenda della vita. Andiamo indietro di 140 anni, era il 1877. Ma come per Mario Liccardi con Chaplin, il tempo si è fermato. La sua musica è il tessuto in cui si muove ogni piede e volteggia ognuno degli ottanta ballerini del corpo di ballo. E poi c’è sempre la ricerca e il ritorno del misterioso lago: Orta forse, o magari un lago Alpino. Tutti cerchiamo la bellissima Odette, e vorremmo essere il principe Siegfried, anche se ieri a dire il vero ieri, come vuole il copione, Timofej Andrijashenko era più effeminato e bello della Regina. E poi il malvagio stregone Rothbart e sua figlia Odile. Tutto precipita in un pauroso temporale sul Lago, la tempesta, il lago straripa. Il Mago muore. La tempesta si placa. E il Cigno bianco Odette diventa una ragazza. E ce ne siamo andati lasciando lì sulla seconda galleria la “Leggenda”. Lasciando lì Peter Ilyich Tchaikovsky. Lasciando “Il Lago dei Cigni“. Fantasie, idee, storie e sentimenti eterni contemporanei come tutti i minuti che viviamo.
Sono legato immensamente a questa Musica di Tchaikovsky, per una altro verso: la scena più commovente del film Uomini di Dio. Se conoscete la Storia vera a cui è ispirato il film si può solo sperare che dove sono adesso quei poveri monaci ci sia un Lago e una radiolina per ascoltare ancora una volta Tchaikovsky con il suo lirismo e la sua intimità senza parole. É meraviglioso come poi questa intimità diventi partitura di un balletto in modo così naturale, dove la musica non è illustrazione, ma azione scenica organizzata e coreografie che nascono spontanee. Come non si può ballare e librarsi ascoltando questa musica. L’ho visto tante volte, oltre che a Milano, a Praga, Londra e perfino New York, ma ogni volta che chiudo gli occhi e li riapro le immagini dei ballerini sono lì perfette e concatenate come poste da una mano divina.
Laura avrebbe voluto essere con noi nei palchi della Scala ma purtroppo un malvagio destino l’ha intrappolata nel Liceo Galilei di Siena. Spero che presto Siegfried corra a liberarla e che Bologna sia sui nostri passi.
A presto Mario.
Uomini di Dio













Timofej Andrijashenko



