Ora tra un rullo e l’altro a me sovviene il ristoro pluri stellato del grande Vittorio al decimo dell’Orta. Complice una fonte gelida i vari prodotti nella calura estiva si condensavano ed evaporavano nei gargarozzi impietosi dei concorrenti i quali non contenti prenotavano al grande chef il cocktail magico da prendere al volo tornando a rotoloni dal giro di boa di Ronco dopo appena 10 minuti. Angurie, birre, coche. Pomodori con sale grosso, bruschette, banane, pesche, mele, albicocche tutte rigorosamente al gelo. Solo a ripassare la lista arrivo al settimo km di tapis roulant mio limite estremo.
Vittorio meglio conosciuto come il signor Carla Gavazzeni ha deliziato i palati raffinati di ormai migliaia di partecipanti, il suo tavolo è lì dal 4/8/2014 dalla mitica Maratona Zero per un ottantina di volte tra 10in10 e 4ortathon. Le due storiche foto sotto testimoniano quel giorno. In questi giorni in cui la tragedia si è abbattuta su Bergamo ha voluto rispolverare il suo vecchio tavolino. A Pasquetta ha assistito questa volta una sola concorrente la sua signora, impegnata in un anello di km 42.5 all’interno della sua celebre proprietà, il castello della Baronessa ad Carobe. Li vediamo ritratti con un ristoro personalizzato con dei finissimi biscotti a Quadrifoglio sfornati da nonna Lucia in onore della Quadrortathon, logo che riporta la Baronessa anche sulla elegante mise.
Vicino al Castello della Baronessa c’è un’altra grande famiglia della ristorazione italiana, quella dei Cerea proprietari di un Ristorante omonino al nostro ristoro ma questo con tre stelle Michelin –vere- si chiama “Da Vittorio” un nome ormai famoso in tutto il mondo e un posto da provare una volta nella vita. Adesso è chiuso e serrate le porte del tre stelle Da Vittorio a Brusaporto, i proprietari sopravvivono alla pandemia concentrandosi nel business rodato del “fuori ristorante” (i Cerea sono campioni di catering d’altissimo livello) con tre menu per tutti i gusti – di carne, di pesce e vegetariano – e garantiscono le consegne entro i 15 chilometri dal locale (anche un po’ oltre con un sovrapprezzo). Il top è il pesce 120 euro.
Mentre invece al Castello i Gavazzeni si stanno preparando per la Maratona del Santo che si terrà domenica nel giardino del parco trasformato per l’occasione in Prato alla Valle di Padova. Cosa riserverà il ristoro stellato del “grande” Vittorio lo scopriremo. Da indiscrezioni giuntemi all’orecchio sembra che nonna Lucia stia lavorando al “Dolce del Santo”, tipico dolce dedicato a Sant’Antonio il patrono della Città, è un prodotto da forno farcito con marmellata di albicocche, buccia d’arancio candita, pan di Spagna, marzapane di mandorle o granella di amaretti, il tutto avvolto in pastasfoglia.
Un ristoro stellato è un ristoro stellato!




