La notte passa serena con la ciurma satolla. Giunge l’alba dalle dita dorate sui colli pugliesi. Una limpida giornata ci accompagnerà nel nostro girovagare. Due mete. I Sassi di Matera e la sei ore di San Giuseppe a Putignano. Raffaelle ci fa da guida. Oltrepassiamo i confini pugliesi e giungiamo in Basilicata, a Matera. Eccola Matera. Mi appare come la favolosa Petra, Sana’, la capitale delle Mille e una notte. Sono entrambe «città di pietra» che hanno attraversato i millenni e la storia. Eccoli i Sassi, le grotte naturali scavate nel tufo delle gravine. Ecco le architetture sotterranee, cisterne, masserie, chiese e palazzi si compongono come un enorme groviera sul canyon del fiume.
“…Arrivai ad una strada che da un solo lato era fiancheggiata da vecchie case e dall’altro costeggiava un precipizio. In quel precipizio è Matera… Di faccia c’era un monte pelato e brullo, di un brutto color grigiastro, senza segno di coltivazioni né un solo albero: soltanto terra e pietre battute dal sole. In fondo… un torrentaccio, la Gravina, con poca acqua sporca ed impaludata tra i sassi del greto… La forma di quel burrone era strana: come quella di due mezzi imbuti affiancati, separati da un piccolo sperone e riuniti in basso da un apice comune, dove si vedeva, di lassù, una chiesa bianca: S.Maria de Idris, che pareva ficcata nella terra. Questi coni rovesciati, questi imbuti si chiamano Sassi, Sasso Caveoso e Sasso Barisano. Hanno la forma con cui a scuola immaginavo l’inferno di Dante… La stradetta strettissima passava sui tetti delle case, se quelle così si possono chiamare. Sono grotte scavate nella parete di argilla indurita del burrone… Le strade sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelli di sotto… Le porte erano aperte per il caldo, Io guardavo passando: e vedevo l’interno delle grotte che non prendono altra luce ed aria se non dalla porta. Alcune non hanno neppure quella: si entra dall’alto, attraverso botole e scalette” (C.Levi “Cristo si è fermato ad Eboli”)
Questo brano famosissimo racconta di questi insediamenti divenuti case, armonizzandosi con le difficili condizioni geografiche. Ma l’impatto della modernità con un ecosistema così delicato è stato distruttivo: Matera è stata per anni una «vergogna nazionale», simbolo dell’arretratezza meridionale. Solo il mutato clima culturale ed economico ha permesso l’avvio di un processo di recupero e valorizzazione diventando Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Da vergogna a perla della cultura e del turismo. Sono molti gli atelier di scultori e pittori e gli eventi. Tra cui da 26 anni il ciclo «Grandi Mostre nei Sassi». Le mostre di scultura e arte contemporanea si sono tenute nel complesso rupestre della Madonna delle Virtù e di San Nicola dei Greci. Nel tempo sono stati ospitati grandi autori, tra cui Kengiro Azuma e Sebastian Matta. E’ candidata a diventare Capitale della Cultura Europea nel 2019, crisi e finanziamenti permettendo.
Lasciata Matera, lasciati i Sassi, ci aspettano i tanti passi che dovremo fare nel pomeriggio. Ci avviamo verso Putignano, dove si sono già accesi i primi motori della 6 ore che partirà alle 14. Imponente ci aspetta sulla via principale il carro allegorico vincitore nelle settimane scorse del Carnevale. Le vie sono ancora deserte. Arrivano i primi podisti in cerca del piattino di pasta. Poi il selciato si popola e inizia la gran Carambola. Su e giù, giragira, corricorri, canta e balla, e le sei ore passano in fretta. Diventa buio. Una medaglia. Un’autostrada. Lunghissima notte. Si risale l’Italia, una nuova alba. Un nuovo pettorale, quello della maratona di Ferrara.
Clicca qui per le foto (di Michele Rizzitelli)
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