Dall’altra parte del traguardo

In principio è stato un modo per spogliarsi delle tensioni accumulate nella giornata, “un’evasione” dalle ore trascorse in un ambiente chiuso. Gradualmente vedevo in lui la voglia di appropriarsi di quel tempo felice quando la strada era la palestra della sua giovane vita. All’inizio non credevo che quelle uscite potessero diventare un impegno duraturo, poi invece con meraviglia mi son dovuta ricredere, la corsa stava divenendo per mio marito una compagna necessaria come l’ossigeno. Passo dopo passo aveva la sensazione di liberarsi dai legacci che inevitabilmente tendevano a imbrigliarlo, fino a portare la mente e il corpo ad essere sgombrati da ogni scoria … Come se tornasse a rinascere ogni volta a vita nuova.

Questa graduale trasformazione lo ha portato ad assumere durante le gare il nome di “The Golden Lion”, per poter gridare ad ogni traguardo di avercela fatta, di aver vinto la sua scommessa più ardua: ritornare a vivere quando non credeva di averne più le capacità. Rispetto a prima, tra allenamenti e gare (in due anni oltre alle gare da 10 e 20 chilometri, ha effettuato 17 maratone e ultra), lo vedo di meno, ma vivaddio ne è migliorata la qualità della vita. Avere accanto un uomo che segue una sana passione come la corsa appaga  di più che averlo sempre vicino in pantofole e vivo per inerzia. Il sorriso che porta a casa insieme al sudore e alla stanchezza mi fa ri-innamorare di lui ogni volta perché vedo nei suoi occhi una nuova luce, quella di un uomo soddisfatto.

Questa esperienza ci ha reso consapevoli che la vita, questo meraviglioso dono, dà sempre delle opportunità, basta volerle e cercarle. Non so quello che mio marito farà domani, non so dove lo porteranno le sue gambe, senza dubbio accarezza il sogno di continuare a correre. Io glielo auguro come gli auguro che dalla corsa ne possa trarre sempre soddisfazioni e benefici, fino a che il Signore gli concederà. Quello che so, e ne sono certa, è che alla fine di ogni gara, alla fine di ogni strada mi troverà sempre ad attenderlo dall’altra parte del traguardo.

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