I ricordi del periodo del servizio militare sono stati tanti e, come sempre, il tempo trascorso fa dimenticare i momenti più ripetitivi e noiosi (e non si può certo dire che il servizio militare, dovunque si trascorra, non sia comunque un periodo di stasi e noia).
Ritornano alla mente invece i momenti divertenti, i luoghi che hai potuto visitare tra Vercelli e dintorni, incluso Santhià, e le persone che hai conosciuto. Tra i ricordi più curiosi i 15 giorni che trascorrevamo, periodicamente, in un manipolo di 30 soldatini giovinastri, nella città di Alba, (proprio quella della Ecomaratona del Barbaresco e del Tartufo), a presidiare una cosiddetta caserma-deposito di materiale. Eravamo di fatto l contingente che arricchiva un presidio fisso, formati da 1 colonnello ed 1 Maresciallo, e noi praticamente la “forza” che dava sostanza, e sorveglianza, ad un Comando senza organico.
Ma oltre questi ricordi, mi sono venute tante idee: mi ripeto continuamente che questa esperienza di stare di più a casa mi ha dato la possibilità di abbassare i ritmi frenetici che hanno caratterizzato i mesi precedenti e soprattutto hanno messo in moto i pensieri e le idee, per il presente e per il futuro. Dobbiamo essere pronti per le fasi successive e dobbiamo portarci dietro gli stimoli che in questo periodo abbiamo maturato: il futuro si prepara con il presente.
“Faber est suae quisque fortunae”,
“Ognuno è artefice del proprio destino”.
E qui un idea al Presidente Paolo ed a tutti: ottima l’idea di raccogliere le storie ma, vedendo i disegni che ai balconi dicono “Andrà tutto bene”, suggerirei di raccogliere, tramite i Supermaratoneti che hanno bambini di far esprimere i loro pensieri sulla Maratona con disegni che arricchiranno il volume delle 11 maratone della Speranza.
Speranza per noi ma soprattutto speranza per i bambini che sono il Futuro del Mondo.


