ACIDO LATTICO
Acido organico, CH3 CH(OH)COOH, che è un metabolita dell’acido lattico, risultante dall’incompleta scissione del glucosio. L’acido lattico si dissocia rapidamente in idrogeno e ioni lattato[1]. È il prodotto che viene a formarsi nell’organismo, quando viene impiegato il glucosio come carburante muscolare in assenza di ossigeno. L’acido lattico si trova nel sangue in quantità non rilevante anche in condizioni di riposo. Durante impegni di una certa intensità, esso si accumula nelle fibre muscolari, passa dalle cellule al sangue e, se si supera la soglia anaerobica, a un valore di 4 mmol/l di lattacidemia, la sua concentrazione si accresce. Durante le corse di resistenza è conveniente non superare la soglia anaerobica in modo che, non accumulandosi acido lattico, lo sforzo possa essere protratto a lungo, poiché viene ritardata l’insorgenza della fatica. La crisi da acido lattico si verifica qualora si accumula acido lattico nei muscoli, e non si riesce a smaltirlo a causa di partenze troppo veloci o brusche variazioni di velocità.
AEROBICA, POTENZA, MASSIMA (MPA, VO2 max)
È la massima quantità di ossigeno che un soggetto può assumere attraverso l’atmosfera, trasportare e utilizzare nei tessuti. Quantitativamente è equivalente alla massima quantità di ossigeno che un soggetto può utilizzare nell’unità di tempo durante un impegno fisico a intensità crescente e che coinvolge grandi gruppi muscolari. Generalmente viene espressa come VO2 max, il massimo volume di ossigeno che può essere consumato per minuto (l/m), o come volume di ossigeno per minuto relativamente al peso corporeo. La determinazione del massimo consumo di ossigeno viene generalmente effettuata in laboratorio su atleti che svolgono lavori crescenti su un tappeto rotante o al cicloergometro. I valori medi di MPA sono tra 36 e 44 ml (kg/min) nei maschi di venti anni d’età, e tra 32 e 38 ml (kg/min) nelle donne di venti anni d’età, mentre gli atleti degli sport di resistenza, generalmente hanno una MPA dell’ordine del 15-20% o maggiore, imputabile ai mutamenti a livello del sistema di trasporto cardiopolmonare e della biochimica tessutale[2].
ALATTACIDO, DEBITO D’OSSIGENO
Parte dell’ossigeno impiegato per sintetizzare e quindi ripristinare le scorte di fosfageno nel muscolo al termine del lavoro, la maggior parte della quale viene pagata nei primi minuti successivi all’esercizio. Ha un valore intorno ai 2,3 l e un tempo di emireazione attorno ai 30’’[3].
ANIDRIDE CARBONICA
È il gas incolore presente nell’atmosfera quale prodotto dell’ossidazione di carbonio e di composti a base di carbonio. Essa possiede una densità superiore all’aria. È il prodotto di rifiuto della respirazione aerobica dell’intero organismo. Viene trasportata sino ai polmoni per essere eliminata mediante il sistema venoso e come bicarbonato[4]. La concentrazione di anidride carbonica rappresenta il principale stimolo alla respirazione. Il 60-80% dell’anidride carbonica viene trasportata nel plasma come ioni-bicarbonato, formati partendo dall’acido carbonico mediante l’azione dell’anidrasi carbonica, mentre una piccola quantità viene trasferita sotto forma di carbamino-composti.
ANTAGONISTA
È un muscolo che viene a opporsi all’azione oppure che viene a invertire l’azione di appoggio.
ATP (ADENOSINTRIFOSFATO)
Composto organico complesso, contenente adenina, ribosio e tre gruppi fosfato, che si forma aggiungendo un gruppo fosfato all’adenosindifosfato (ADP). Esso rappresenta una fonte energetica immediatamente disponibile attraverso la scomposizione dei cibi. L’ATP viene immagazzinato nelle cellule, in special modo in quelle muscolari, ed è l’unica forma di deposito di energia la quale può essere direttamente utilizzata dalla cellula per le sue funzioni. La scorta di ATP presente nell’organismo umano, può provvedere ai bisogni dell’organismo stesso solamente per pochi secondi e perciò dev’essere continuamente utilizzata.
ATTRITO
È la forza che produce resistenza al movimento relativo tra superfici in contatto, e si forma quando un corpo si sposta o tende a muoversi lungo la superficie d’appoggio.
BASALE, CONSUMO METABOLICO, METABOLISMO DI BASE, BMR
È la stima minimale del metabolismo di un soggetto a una temperatura corporea differente da quella della digestione o dell’assorbimento di cibi. Si calcola su un soggetto a riposo, dopo almeno 8 ore di sonno e dopo 12 ore dall’assunzione dell’ultimo pasto, ed è espresso in unità di tempo. È relativamente costante per ciascun soggetto, ma presenta un’ampia variabilità interindividuale. influenzato da: a) età; b) taglia corporea; c) massa muscolare; d) sesso. Il BMR negli adulti và da 1˙200 a 1˙800 kcal per 24 ore.
BILANCIO TERMICO
Condizione che si ottiene quando il calore immagazzinato da un corpo è uguale a quello perduto. Nell’uomo il calore si può immagazzinare attraverso il metabolismo e dall’ambiente. Il calore contenuto in un corpo è il prodotto della sua massa, della sua temperatura e della sua capacità termica specifica.
CALORIA (Cal)
Unità di lavoro e di energia. Una caloria è la quantità di calore richiesta per innalzare di 1 °C la temperatura di 1 g di acqua[5].
CAPILLARIZZAZIONE
L’aumento del numero di capillari in una parte del corpo, che permette un maggior assorbimento di sostanze nutritive dal sangue e un miglior smaltimento delle sostanze tossiche. Attraverso un allenamento di resistenza si verifica una migliore capillarizzazione del muscolo cardiaco e del muscolo scheletrico[6].
CARBOIDRATI
Composti organici formati da carbonio, idrogeno e ossigeno, caratterizzati dalla formula chimica Cx(H2O)y. I carboidrati sono elementi fondamentali per la nutrizione dell’uomo e fornitori di energia. Essi si dividono in:
a) complessi, ossia a lunghe catene di glucosio, come gli amidi di cereali, tuberi, verdure;
b) semplici, formati da uno o pochi monosaccaridi, come il saccarosio, lo zucchero da cucina, il fruttosio.
Ciascun grammo di carboidrato contiene circa 4 kcal di energia.
CARDIACA, FREQUENZA (FC)
Numero di battiti cardiaci per minuto, rilevabili in posizione seduta, in posizione supina, nella stazione eretta rapidamente raggiunta e dopo essere stati 1’ in piedi[7].
CARDIACO, VOLUME MINUTO
La quantità di sangue pompata dal cuore in 1’[8].
CARICO DI LAVORO
L’ammontare complessivo di lavoro svolto in un determinato periodo di tempo. È il prodotto dell’intensità dell’allenamento per la sua durata.
CHILOGRAMMO
Unità di misura di base del SI (Sistema Internazionale), definita come la massa del prototipo internazionale di chilogrammo: un particolare cilindro, di una lega di platino-iridio, conservato all’Ufficio Internazionale di Pesi e Misure di Sévres, Parigi. Un chilogrammo equivale a 2,2 pound.
CHILOMETRO
Da chilo- + metro. Unità di misura delle lunghezze, pari a 1˙000 m (simbolo km).
CORSA
Attività muscolare ciclica durante la quale il corpo partecipa all’avanzamento grazie alla spinta determinante degli arti inferiori; è finalizzata al rapido avanzamento del corpo nello spazio.
Le fasi che caratterizzano la corsa sono:
1) fase di appoggio;
2) fase di caricamento;
3) fase di spinta.
In atletica leggera le corse si dividono in:
a) corse di velocità (100 m, 200 m, 400 m);
b) corse ad ostacoli (100 hs, 110 hs, 400 hs);
c) corse di resistenza, che a loro volta si suddividono in:
‒ mezzofondo veloce (800 m, 1˙500 m);
‒ mezzofondo prolungato (3˙000 m, 3˙000 m siepi, 5˙000 m, 10˙000 m);
‒ fondo (42,95 km, ultramaratona).
CPK (CREATINFOSFOKINASI)
Enzima muscolare, il quale catalizza la scomposizione della fosfocreatina, liberando energia e fosfato inorganico utilizzati per produrre ATP nel sistema fosfageno[9]. La concentrazione di CPK è maggiore nelle fibre rapide e di tipo II.
CRAMPO MUSCOLARE
È uno spasmo muscolare “spontaneo”, che si accompagna a dolore intenso. Sovente è causato da un’eccessiva perdita di sali minerali attraverso il sudore o da un brusco raffreddamento o eccessivo riscaldamento della muscolatura in esercizio.
DEBITO D’OSSIGENO
È la quantità di ossigeno, che dev’essere fornita all’organismo a conclusione di un esercizio fisico al fine di compensare il consumo contratto durante il lavoro. Il debito d’ossigeno consta di due componenti:
a) rapida, per la ricostituzione della fosfocreatina (CP), composto chimico immagazzinato nel muscolo, ossia debito alattacido;
b) lenta, dipendente dallo smaltimento di acido lattico dal sangue, chiamato debito lattacido.
DIETA
È l’insieme degli alimenti e quindi delle singole sostanze che li compongono, che l’uomo assume quotidianamente, per ricavarne energie e sostenere tutti i processi vitali.
DINAMOMETRO
Strumento usato allo scopo di misurare la forza di torsione o la forza sviluppata da un muscolo[10].
DOPING
Somministrazione o uso di sostanze estranee all’organismo o uso di procedure anormali o sostanze fisiologiche in quantità abnormi, effettuate da parte di atleti allo scopo di conseguire un miglioramento prestativo, considerato però sleale, innaturale, artificiale. Il CIO ha prodotto un elenco di sostanze proibite, che viene utilizzato da tutte le discipline sportive nel corso dei Giochi Olimpici. Ogni singolo sport ha una propria lista, che può differire da quella del CIO.
ELETTROCARDIOGRAMMA (ECG)
È la registrazione grafica dei cambiamenti elettrici che si compiono nel muscolo cardiaco durante un battito. È il metodo di indagine della funzione cardiaca più usato.
EMOGLOBINA
È la sostanza proteica complessa coniugata di dimensioni notevoli, formata da quattro catene polipeptidiche, aventi un gruppo prostetico, eme, contenente ferro, il quale si combina con l’ossigeno. Mediante l’emoglobina avviene il trasporto dell’ossigeno dai polmoni ai tessuti.
ENDURANCE, FORZA DI
Forza ricavata dalla formula: forza = massa x accelerazione, ove entrambe le componenti non sono prevalenti. Essa ha lo stesso significato di forza resistente.
ERITROPOIETINA
Proteina prodotta dal sangue per opera di un enzima rilasciato dai reni in risposta allo stimolo dell’ipossia (condizione di inadeguato apporto di ossigeno ai tessuti). L’eritropoietina fa parte dell’elenco delle sostanze proibite dal CIO, quali sostanze dopanti.
ESERCIZIO
Attività fisiche e movimenti umani nei quali si impiegano grandi gruppi muscolari. L’esercizio fisico comprende: danza, callisthenics, nuoto, jogging, corsa e altre attività.
FIBRA MUSCOLARE
Ogni singola cellula muscolare, principale componente dei muscoli scheletrici. Ogni muscolo è composto da un numero di fibre variabile tra 10˙000 e 450˙000. In funzione della minore o maggiore velocità di contrazione si hanno:
1) fibre bianche o veloci o di tipo I, presenti in quantità più consistente nei velocisti e nei saltatori;
2) fibre rosse o lente o di tipo II, presenti maggiormente negli sciatori fondisti, nei corridori resistenti, nei maratoneti.
FLESSIBILITÀ
L’ambito di movimento di un’articolazione, che è influenzata dalla natura della struttura articolare, dalle condizioni dei legamenti e dell’estensibilità muscolare. Un atleta che si sottopone a molti esercizi di flessibilità, a scapito dell’allenamento della forza, può vedere ridotta la propria stabilità articolare[11].
FORZA
Come sinonimo di forza muscolare, è la capacità di applicare forza e di vincere una resistenza. È elemento fondamentale nella prestazione fisica e comprende modalità di espressione: forza assoluta, forza dinamica, forza elastica, forza esplosiva, forza isometrica, forza relativa, forza specifica.
FORZA DEL MUSCOLO
La forza espressa mediante la contrazione muscolare in funzione del tipo, del numero, della grandezza delle fibre muscolari, del livello di allungamento muscolare, dagli elementi elastici in serie. La forza muscolare può essere misurata mediante speciali dinamometri.
FRATTURA
Rottura ossea causata dall’applicazione di una forza eccessiva. Esistono diversi tipi di frattura:
a) frattura comminuta (l’osso danneggiato è frammentato in molti pezzi);
b) frattura composta (o aperta quando le estremità rotte di un osso protendono attraverso i tessuti molli e la pelle);
c) frattura da compressione;
d) frattura infossata;
e) frattura a legno verde (quando l’osso non si rompe completamente, come avviene in un ramoscello verde);
f) frattura semplice (in cui l’osso si rompe senza penetrare la pelle, in maniera “pulita”);
g) frattura spiroide (rottura angolare, che avviene quando all’osso viene applicata una torsione eccessiva).
FRUTTOSIO
Carboidrato semplice, monosaccaride che si trova nella frutta dolce e nel miele, a volte aggiunto alle bevande come dolcificante, più facilmente assorbito del glucosio e rapidamente convertibile in grasso. Non determina brusche variazioni della glicemia e del livello di insulina nel sangue, quindi è ideale per chi fa molta vita attiva, come gli sportivi.
GLICEMIA
Livello di glucosio nel sangue, il cui valore medio nei soggetti normali è di 80-100 mg per 100 ml di sangue. In caso di diminuzione, entrano in azione le scorte del fegato. È importante che la glicemia si mantenga a un livello costante durante una prestazione sportiva, per non creare diminuzione di rendimento.
GLICOGENO (AMIDO ANIMALE)
Polisaccaride. Il glicogeno epatico costituisce il principale accumulo di carboidrati di tutto l’organismo. Esso è formato da numerose molecole di glucosio legate assieme da legami 1-4 alfa glucosidici e da catene ramificate collegate tra loro mediante legami 1-6 alfa glucosidici. È la forma nella quale i carboidrati assunti attraverso la nutrizione vengono trasformati e depositati come carboidrati complessi nei muscoli e nel fegato, divenendo riserve di energia. È un’importante fonte di energia per i muscoli impegnati nel lavoro[12].
GLICOGENO MUSCOLARE
Scorta muscolare del polisaccaride glicogeno, il quale non determina la concentrazione di glicogeno nel sangue, ma viene utilizzato solamente nel muscolo in cui è accumulato. Durante un esercizio pesante e prolungato, esso costituisce un combustibile metabolico di importanza notevole. Una persona in genere ha circa 1,5 g di glicogeno per 100 g di tessuto muscolare fresco, cioè combustibile sufficiente per circa 1h20’ di attività fisica.
GLUCOSIO
Zucchero monosaccaride, che costituisce la più importante forma di carboidrato utilizzato dal corpo umano, combustibile primario per il cervello, per i globuli rossi e per i muscoli. Il livello ematico di glucosio dev’essere mantenuto costante, poiché viene convertito nel fegato in glicogeno oppure in grasso. È presente in molti frutti.
GRASSO
Lipide estraibile mediante un idoneo solvente. I grassi costituiscono uno dei nutrienti di base e la fonte energetica più concentrata di energia dell’organismo. Un grammo di grasso produce circa 9 kcal di energia per un costo di ossigeno di 2,03 l, ossia 0,255 di ossigeno x kcal -1. Il grasso viene metabolizzato principalmente durante esercizi di bassa intensità e di lunga durata. La moderna medicina ritiene che i grassi non debbano essere presenti in quantità maggiore del 35% nell’assunzione calorica totale dell’essere umano, anche nei soggetti che praticano intensa attività sportiva.
GRASSO CORPOREO
Misura della quantità di grassi nel corpo umano, espressa generalmente come percentuale del peso corporeo totale, rilevabile attraverso metodi quali:
a) misurazione delle pliche cutanee;
b) risonanza magnetica nucleare;
c) tomografia assiale computerizzata (TAC);
d) ultrasuoni.
In un maschio adulto medio, la percentuale di grasso corporeo è in genere compresa tra il 15 e il 17%. Nella donna intorno al 25%. Negli sportivi tendenzialmente è più bassa, ed è stimata a partire dalla densità corporea, utilizzando l’equazione di Siri:
percentuale di grasso = (495/densità corporea) – 450.
Il grasso corporeo assoluto è dato dal peso complessivo del grasso nel corpo umano, ed è il prodotto della percentuale di grasso corporeo per il peso corporeo complessivo.
INDICE PONDERALE
Indice della taglia e della morfologia corporea. È dato dall’altezza divisa per la radice cubica del peso corporeo[13].
INTENSITÀ DI ALLENAMENTO
1) Il livello di impegno di allenamento nell’unità di tempo, in contrapposizione al volume di allenamento. L’intensità di allenamento per ottenere i massimi benefici, si ricava con:
a) il metodo dell’acido lattico;
b) il metodo della frequenza cardiaca mirata (THR);
c) il metodo della ventilazione/minuto.
2) Il carico di lavoro totale di allenamento[14].
ISOCINETICO, DINAMOMETRO
Struttura per valutare la forza di torsione delle contrazioni muscolari isocinetiche a differenti velocità sino al limite del dinamometro[15].
JOGGING
Tecnica di allenamento senza fine competitivo che include corsa continua, lenta e rilassata, in modo che il soggetto sia in grado di conversare comodamente. Non richiede abilità particolari e può essere svolto ovunque.
KILOCALORIA (kcal)
La quantità di calore necessario per innalzare di 1 °C la temperatura di 1 l di acqua. Le modificazioni energetiche associate con le reazioni biochimiche sono sovente riportate in kilocalorie, sebbene l’unità di misura del SI è il joule. Talvolta, il termine caloria, che si usa per descrivere il contenuto energetico dei cibi, equivale in realtà alla kilocalorie; 1 kilocaloria equivale a 1˙000 calorie[16].
LABORATORIO, TEST DI
La misura di una funzione fisiologica svolta in ambiente controllato, e che impiega protocolli e apparecchiature che simulano uno sport o un’attività[17].
LATTACIDA, SOGLIA
Intensità di esercizio in cui inizia a crescere il livello di lattato nel sangue. I sistemi per individuare tale intensità si basano sulla specificazione di una certa concentrazione di lattato nel sangue, generalmente compresa tra 2 e 4 ml 1-1, e sulla rappresentazione grafica dell’apparizione di una crescita esponenziale della concentrazione del lattato. La soglia lattacida è utile per individuare una determinata intensità di esercizio, al di sotto della quale la resistenza costituisce principalmente una funzione dell’apporto di combustibile, della temperatura corporea e altro, e al di sopra della quale al contrario, si verifica una notevole riduzione della resistenza, collegata con probabilità con squilibri metabolici quali l’acidosi. Un adeguato sistema di allenamento può permettere allo sportivo di ritardare l’accumulo di lattato, sino al conseguimento di più elevate intensità di esercizio.
LATTACIDO, DEBITO D’OSSIGENO
La parte di ossigeno impiegata per rimuovere dal sangue l’acido lattico, che si accumula in seguito all’esercizio fisico. Il massimo valore del debito d’ossigeno lattacido è tra 5 e 10 l. La maggior parte dell’acido lattico viene avviata nel sistema aerobico, riconvertita in acido piruvico, e alla fine metabolizzata in anidride carbonica e acqua, mentre una quantità meno considerevole viene espulsa con le urine e con il sudore; una piccola parte contribuisce alla costruzione proteica, un’altra è convertita nel fegato o nei muscoli in glucosio e glicogeno[18].
LATTATO
È un prodotto della dissociazione di acido lattico che ha luogo nel sangue, il cui livello ematico nell’uomo è in genere di 1-2 ml per litro di sangue negli esercizi di intensità bassa, fino ad arrivare a 25 ml-1 durante un esercizio di intensità elevata. La concentrazione di lattato ematico viene usata come misura biochimica di capacità anaerobica e di capacità aerobica. I valori normali vanno da 0,7 a 1,8 mmo/l[19].
MACROCICLO
L’insieme delle unità di allenamento necessarie affinché l’allenamento sia al livello da corrispondere agli obiettivi del macrociclo, che generalmente ha la durata di 4-6 settimane[20].
MASSA CORPOREA, INDICE (BMI)
Misura della composizione corporea: BMI = peso in kg/altezza in metri2; indice che si collega con la misura delle pliche cutanee. Maggiore è l’indice, maggiore è l’entità del grasso corporeo; ciò però non è sempre vero[21].
PASSO, LUNGHEZZA DEL
La lunghezza di ciascun passo nella corsa o nella marcia, componente fondamentale della velocità, data dal prodotto della lunghezza del passo per la cadenza. Dipende dalla forza dei gruppi muscolari impegnati nell’esercizio e dal buon movimento delle articolazioni[22].
PERIODIZZAZIONE
L’ordinamento dell’anno di allenamento in periodi differenti per conseguire obiettivi diversi. Esistono numerosi e svariati schemi di periodizzazione. Quello più usato divide l’anno in tre parti: periodo preparatorio – periodo agonistico o di competizione – periodo di transizione, ognuno dei quali può essere suddiviso in più fasi. Esiste anche una doppia periodizzazione, cioè due cicli di allenamento in un anno o un ciclo della durata da due a quattro anni o anche maggiore[23].
PLICHE CUTANEE, TEST DELLE
Test clinico indicatore di livello di adiposità. Si compie con un compasso da pliche su una plica cutanea all’altezza del braccio posteriormente o al di sotto della scapola. Una plica superiore a un pollice (2,54) è indicatrice di eccesso di grasso corporeo[24].
PLIOMETRIA
Esercizi di balzo, come quelli in cui si effettua il contatto con il terreno, un rimbalzo, in cui l’impegno massimo è dato quando il gruppo muscolare subisce un allungamento durante contrazioni eccentriche[25].
PRESTAZIONE ANAEROBICA DI BREVE DURATA
Esercizio massimale della durata di 10” in cui è impegnato il sistema ATP-CP[26].
PRESTAZIONE ANAEROBICA DI DURATA INTERMEDIA, CAPACITÀ
Esercizio massimale della durata di circa 30”, la cui capacità totale di lavoro impiega il sistema anaerobico lattacido e alattacido, e in quantità più modesta il sistema aerobico[27].
RENDIMENTO
Il rapporto tra lavoro svolto rispetto a un carico e l’energia impiegata per effettuarlo. In genere si esprime come percentuale del rapporto tra lavoro ed energia: rendimento = (lavoro fatto/energia spesa) x 100[28].
SCIENZA DELLO SPORT
Sistematica raccolta ed esame delle informazioni sullo sport, attraverso un metodo scientifico e osservazioni rilevabili visivamente riguardanti gli atleti, gli allenatori, gli spettatori. Essa comprende qualsiasi disciplina che impiega il metodo scientifico e fa assegnamento sulle informazioni, piuttosto che sui giudizi opinabili e sulle impressioni approssimative, per spiegare e predire i fenomeni sportivi[29].
SOGLIA ANAEROBICA
Rappresenta l’intensità di corsa, che segna il confine tra il meccanismo aerobico e quello anaerobico, e pertanto il momento in cui nei muscoli comincia ad accumularsi l’acido lattico. Si è soliti misurare la soglia anaerobica in chilometri orari (km/h), ma non per questo una soglia da 15 km/h sta a indicare che l’atleta è in grado di correre quella velocità per un’ora di seguito: tutto dipenderà dal grado di efficienza e pertanto dal livello di allenamento dello stesso. Le sedute per migliorare la soglia anaerobica sono quelle delle ripetute medie (1 km) e lunghe (3-5 km).
SOVRALLENAMENTO (inglese overtraining)
S’intende l’allenamento che oltrepassa le capacità psichiche e fisiche dell’organismo di recuperare la fatica protratta durante lo sforzo nel successivo periodo di riposo[30].
STEADY STATE
La condizione di una funzione fisiologica o di un sistema di rimanere a un valore costante (steady) o di modificarsi di poco[31].
SUPERCOMPENSAZIONE
A seguito del cambiamento di un’abitudine di vita o evento esterno, si altera l’equilibrio fisiologico, scatenando un processo di adattamento o difesa, al quale l’organismo risponde con un’azione mirante al mantenimento dell’equilibrio interno. Quando in un’attività motoria il recupero attraverso l’alimentazione e il sonno non permette di ricostituire le sostanze consumate e la fatica spesa, l’organismo cerca di ricostituire più di quanto consumato per premunirsi da possibili successive aggressioni attraverso la supercompensazione o reazione che eccede l’azione. Generalmente una notte di riposo permette di recuperare quanto speso con l’allenamento, mentre invece sono necessarie 24-28 ore, affinché si verifichi appieno il fenomeno della supercompensazione, in modo che l’ammontare e la velocità della risintesi nei muscoli scheletrici di glicogeno, s’incrementino su valori più alti del normale[32].
TURNOVER PROTEICO
Processo di catabolismo e anabolismo delle proteine, che si accresce a conclusione dell’esercizio fisico. Le strutture proteiche consumate dal lavoro vengono espulse e l’organismo attraverso la sintesi di nuove proteine provvede alla loro sostituzione.
VEGETARIANA, DIETA
Dieta composta da sostanze vegetali ed eventualmente uova (ovo-vegetariana), latte (latto-vegetariana), latte e uova (latto-ovo-vegetariana), pesce (fish-vegetariana o pesco-vegetariana). Una dieta simile dev’essere attentamente costruita, per includere una sufficiente varietà di cereali e legumi, poiché tutti gli aminoacidi essenziali devono essere inclusi. Una dieta vegetariana dovrebbe altresì prevedere noci e semi. La dieta vegetariana è in genere ipocalorica e ad alto contenuto di fibre, ma contiene tutti i princìpi nutritivi necessari all’organismo umano, se ben condotta. L’unica vitamina che può essere carente è la B12, in ragione degli attuali metodi di preparazione dei cibi. Il controllo dell’omocistenia nel sangue può segnalare se il problema esista o meno[33]. L’anatomia e la fisiologia comparata c’insegnano che l’uomo non è né carnivoro, né onnivoro, né erbivoro, ma è assai simile alle scimmie antropoidi, il cui cibo elettivo è costituito da frutti, grani e semi. La dieta vegetariana quindi risponde alle esigenze costitutive dell’essere umano.
VEGETARIANO
Individuo che segue una dieta che omette i “carnami” (carne, insaccati, prodotti della pesca). I tipi classici di vegetariani includono coloro che escludono tutti i cibi di provenienza animale, tranne il latte, i prodotti del latte e le uova, e i cosiddetti vegan, i quali invece escludono dalla loro dieta tutti i prodotti animali. Ma vi sono pure individui che si nutrono soltanto di frutta (fruttariani); soltanto frutta secca e seccata (naturiani); solo cibi crudi (crudisti); vegetariani che consumano anche latte e uova (latto-ovo-vegetariani); latte e prodotti del latte (latto-vegetariani) [34].
VELOCITÀ
Distanza percorsa nell’unità di tempo, misurata in ms-1 (metri al secondo). Nella corsa è data dal prodotto della lunghezza del passo per la frequenza dei passi. La velocità media è data dalla velocità percorsa divisa per il tempo impiegato:
s = s/t, dove
v è la velocità,
s è la distanza percorsa
t è il tempo impiegato a percorrere la distanza.
La rappresentazione grafica della velocità tempo è data da un diagramma in cui sull’asse x è posto il tempo (s), e sull’asse y la velocità (ms-1).
L’area inferiore del grafico rappresenta la velocità coperta; l’accelerazione del corpo si ottiene dal gradiente della curva[35].
[1] Cfr. M. KENT (ed.), “Lattico, acido”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, Roma 19961, 298.
[2] Cfr. ID.,”Aerobica, potenza, massima”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 15.
[3] Cfr. ID., “Alattacido, debito di ossigeno”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 19.
[4] Cfr. ID., “Anidride carbonica”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 36.
[5] Cfr. ID., “Caloria”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 87.
[6] Cfr. ID., “Capillarizzazione”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 91.
[7] Cfr. ID., “Cardiaca, frequenza (FC)”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 93.
[8] Cfr. ID., Cardiaco, volume minuto”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza delle sport, 96.
[9] Cfr. ID., “Creatinfosfochinasi”; “Creatinchinasi”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 150.
[10] Cfr. ID., “Dinamometro”, ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 170.
[11] Cfr. ID., “Flessibilità”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 224.
[12] Cfr. ID., “Glicogeno (amido animale)”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 244-245.
[13] Cfr. ID., “Indice ponderale”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 269.
[14] Cfr. ID., “Intensità di allenamento”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 277.
[15] Cfr. ID., “Isocinetico, dinamometro”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 290.
[16] Cfr. ID., “Kilocaloria”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 294.
[17] Cfr. ID., “Laboratorio, test di”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 296.
[18] Cfr. ID., “Lattacido, debito d’ossigeno”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 297.
[19] Cfr. ID., “Lattato”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 297.
[20] Cfr. ID., “Macrociclo”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 311.
[21] Cfr. ID., “Massa corporea, indice (BMI)”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 317.
[22] Cfr. ID., “Passo, lunghezza del”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 373.
[23] Cfr. ID., “Periodizzazione”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 378.
[24] Cfr. ID., “Pliche cutanee, test delle”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 387.
[25] Cfr. ID., Pliometria, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 388.
[26] Cfr. ID., “Prestazione anaerobica di breve durata”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 399.
[27] Cfr. ID., “Prestazione anaerobica di durata intermedia, capacità di”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 399.
[28] Cfr. ID., “Rendimento”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 423.
[29] Cfr. ID., “Scienza dello sport”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 454-455.
[30] Cfr. ID., “Sovrallenamento”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 482.
[31] Cfr. ID., “Steady state”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 493.
[32] Cfr. ID., “Supercompensazione”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 504.
[33] Cfr. ID., “Vegetariana, dieta”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 544.
[34] Cfr. ID., “Vegetariano”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 545.
[35] Cfr. ID., “Velocità”, in ID., Dizionario scientifico Oxford di medicina e scienza dello sport, 544.


