Domani, 2 gennaio, Silvana in sala operatoria

Oggi, primo giorno dell’anno, le ho telefonato in ospedale per avere notizie di prima mano e porgere gli auguri. Mi ha risposto con voce sicura e squillante, come se nulla fosse accaduto. Il suo morale è altissimo. Evidentemente, la prostrazione non è di casa fra i Supermaratoneti.

Non mi ha saputo riferire il tipo di “frattura dell’anca” subita. Ma quando mi ha detto: “Alle ore 10:00 di domani, 2 gennaio, mi operano di artroprotesi d’anca”, mi sono fatta un’idea precisa.

Probabilmente, ha avuto una frattura del collo del femore molto vicina alla testa femorale (frattura sottocapitata). A questo livello, il rischio che la testa vada in necrosi, per disturbi vascolari, è altissimo. Pertanto, si preferisce eseguire un intervento chirurgico di asportazione della testa ed impianto di una di metallo o ceramica; frequentemente, si sostituisce anche la componente acetabolare dell’articolazione, cioè la parte concava che contiene la testa.

E’ un intervento difficile? In Italia se ne fanno 100.000 in un anno.

Se la rima di frattura avesse interessato un tratto di osso lontano dalla testa femorale, allora sarebbe stato possibile effettuare un’osteosintesi (unione dei segmenti ossei) con chiodi, viti o placche. A questo livello, il femore è bene irrorato, e la consolidazione spontanea è la regola.

Si può fare sport con un’artroprotesi di anca? Nessun problema con attività a basso impatto traumatico, poi dipende dai materiali impiegati, dal tono muscolare recuperato, dal peso, ecc. Ma questa è un’altra storia.

Domani, 2 gennaio, giorno dell’intervento chirurgico, non disturberò Silvana. Notizie in diretta, dunque, nei prossimi giorni.

Un grido si alzi fino al cielo: Forza Silvana!

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