Domenica 8 dicembre 2013 – 18^ Maratona di Reggio Emilia. Tante eccellenze

Nata in sordina nel 1996 come maratona casereccia e paesana, “donna emiliana di zigomo forte” (Guccini), Reggio Emilia è diventata una delle più interessanti maratone italiane. Pedecollinare, può ugualmente vantare un percorso scorrevole e veloce, lontano da smog e traffico cittadino, anche se quest’anno si sono viste alcune auto sul tracciato. Con scarsi mezzi e sponsor pochi ma buoni, senza possedere grandi monumenti, famose opere d’arte, paesaggi da brivido, nonostante il minaccioso Dio Inverno alle porte e la crisi economica che ci succhia il sangue, Reggio Emilia ha portato al traguardo 2.387 appassionati.

Oltre al bel percorso, questa maratona ha molte altre eccellenze: la comoda base logistica del Palazzetto a 200 metri da partenza e traguardo; asciugamano sulle spalle a tutti i finisher per invogliarli ad usufruire delle docce sempre calde; prezzi contenuti, per noi 30,00 € e un pettorale gratuito ogni undici.

Scrivendo di Firenze, due settimane fa avevo intitolato l’articolo “Eccellenze e Non Conformità”: fra le note dolenti, i ristori carenti dopo le prime ore di corsa. La scarsa attenzione per i maratoneti lenti (i cosiddetti “tapascioni”) è una caratteristica non solo di Firenze ma della maggior parte delle maratone italiche. Reggio Emilia è una delle poche eccezioni a questa regola. Due esempi: l’iniziativa slow-time (di cui parlerò successivamente) e i pacemakers “scopa” delle 6 ore che hanno accompagnato al traguardo un gruppetto numeroso di tapascioni.

Molti maratoneti e accompagnatori sono arrivati in bus dalle località di partenza; con la promozione “002Ti veniamo a prendere”, l’organizzazione ha predisposto pullman con andata e ritorno in giornata. Per ogni località è stato fissato l’orario di passaggio, il luogo dell’appuntamento ed il prezzo del biglietto, peraltro molto contenuto. Evitando, a chi ha aderito all’iniziativa, l’obbligo stressante di mettersi al volante, l’organizzazione ha nel contempo favorito l’ecologia, riducendo traffico e inquinamento.

Circa il rispetto verso gli ultimi, una curiosità. Quest’anno c’è stata anche la promozione “Slow-time”, in altre parole “Aiutare i maratoneti stracchi”, illustratata bene nell’intervista che il maratoneta tapascione nonchè Presidente del Comitato Organizzatore Paolo Manelli, ha rilasciato a Stefano Morselli di Podisti.net: “Di solito nelle gare si parla sempre degli atleti “veloci”, di “fare il tempo”, di record ecc. A Reggio, oltre che per questo, si è sempre corso per passione e per il piacere di stare insieme. Abbiamo quindi pensato di prevedere qualcosa di diverso per chi vuole affrontare la maratona con uno spirito meno agonistico, ma con la voglia di esserci e gustarsi in pieno l’evento. Usiamo il termine “gustare” non a caso, in quanto a partire da un certo orario alcuni ristori diventeranno un po’ più ricchi del solito: compariranno alcune delle specialità reggiane per “aiutare” questi atleti a raggiungere il traguardo, e così da slow time a slow food….. il passo sarà breve”.

003004Non ho approfittato dei pullman perché, abitando a Bologna vicino alla stazione, mi è più comodo prendere il treno. Avrei invece voluto trarre vantaggio dallo slow-time e vivere l’ultima parte del tracciato come una passeggiata enogastronomica domenicale … ma, nonostante dal 35° km abbia camminato molto e corso poco, ho trovato ristori ricchi sì di biscotti, frutta e zuccheri vari, ma privi delle specialità reggiane promesse. Soltanto al ristoro del Parco del Crostolo ho notato bottiglie di vino e alcune teglie coperte da carta stagnola, all’interno delle quali erano gelosamente custodite focacce reggiane pronte all’uso. Allora ho capito: tagliando il traguardo in 5:17, ho corso troppo velocemente (!!). Le leccornie c’erano, ma erano destinate solo agli atleti stracchi degli ultimi 45 minuti.

005A fine maratona, dopo esserci docciati, pettinati e profumati, grande festa in sala mensa, dove si sono festeggiate le 350 maratone di Libero Zerbinati e le 300 di Massimo Faleo. Alla festa ha partecipato l’astro nascente Paolo Francesco Gino, vestito da Batman e accompagnato da una avvenente Batgirl, destinato a interrompere il lungo regno del pluridecorato Vito Piero Ancora.

Una nota statistica: i Senatori del Club di seguito elencati hanno concluso felicemente la loro 18° maratona. Con l’augurio che tutti possano, fra due anni, tagliare il traguardo della ventesima.

01

Basletta

Fausto

 

08

Mastrolia

Angelo

02

Blo

Wainer

 

09

Mazzetto

Giulio

03

Busetti

Fabio

 

10

Paracchini

Roberto

04

Dellapiana

Fausto

 

11

Solfrizzo

Paolo

05

Ferri

Mario

 

12

Starz

Emilio

06

Folli

Ivano

 

13

Tamburini

Giovanni

07

Liccardi

Mario

 

14

Zerbinati

Libero

(*) Senatori: Atleti che hanno ultimato tutte le 18 edizioni della Maratona di Reggio Emilia.

 

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