Dopo la salutare irruenza del giovane Massimo Ciocchetti, la saggezza del veterano Vito Carignani

Di seguito, chiesi a Massimo Faleo chi fosse quel signore. Risposta: Luciano Bigi, il nuovo Presidente del Club. Così ho conosciuto Luciano Bigi. Dopo, incontri in altre gare, corrispondenza epistolare telematica organizzativo/tecnica, sempre improntata al “bon ton” di garbo, stile.

Lo scrivente (io) è della classe di ferro 1943, figlio della guerra, che, all’ultima visita fiscale annuale dello scorso novembre, ha recepito l’annuncio dal proprio amico cardiologo: “Giovanotto, stiamo arrugginendo, inizia la ruggine”. Quindi, ciò che scrivo a Voi è ciò che penso, giusto o sbagliato, tuttavia nella massima sincerità, disinteresse, buona fede.

Ho letto, con attenzione, anche tra le righe, gli scritti di questi giorni. Prima impressione: il Direttivo, in scadenza di mandato, è costituito da componenti dal forte carattere, indubbiamente propositivo per carisma, “talenti” dei soggetti. Persone di navigata conoscenza, esperienza nel nostro settore, che hanno dato al Club una svolta, “sterzata”, nella gestione, programmazione, inserimento “in rete” a livello nazionale, adeguata ai tempi. Si sono poste le fondamenta per ulteriori passi, progetti, anche a livello trans nazionale. Attenzione, però, all’ampiezza dimensionale, che non deve mai cozzare con la snellezza, semplificazione, immediatezza, finalizzazione diretta degli atti, decisioni, iniziative, riferiti al nostro settore, i cui eventi, uomini, agiscono in ambito meramente dilettantistico.

Considerazione, che mi fa condividere quanto auspicato dagli amici, che tendono al privilegio delle gare minori. Lo sforzo del Club è da essere “punto di forza” per la buona riuscita della “Monte Sole-Rioveggio” e innumerevoli altre della specie. A Roma, di cui sono “ senatore”, possiamo anche scriverci singolarmente, tanto, siamo parte minima di quell’universo. Pesando i pro e contro, il Club non sarà oberato da quell’impegno organizzativo esorbitante di partecipazione alle gare di prima fascia.

Resta, comunque, da sostenere l’impegno singolo di chi affronta l’organizzazione di gare sia in luoghi di richiamo, che località amene. L’impegno, sereno, civile, leale, del Direttivo, è che tali gare (vedi le 10 maratone del Lago d’ Orta) si svolgano entro limiti di sufficiente regolarità, rispetto delle regole, norme base del podismo.

Con la massima umiltà utilizzo “la rete”, Fecebook, WhatsApp per quel che serve; ho dimestichezza anglofona, sono stato sei volte a New York, in piena autonomia di movimento e “lingua”. Posso, quindi, suggerire, di non troppo “tirare la corda“ sull’utilizzo informatico nella gestione, comunicazione totale, oltre che nei termini. Ad esempio, forse è il caso invece di “webmaster”, scrivere: maestro di rete, informatico, maestro di computer, operatore o altro affine, alla portata di tutti. Ricordo che soltanto il 34% degli italiani navigano, utilizzano le moderne tecnologie.

Un “sassolino” me lo voglio togliere pure io: rimasto male, perplesso, nel leggere, lo scritto larvatamente ironico, delle numerose candidature. Tra i soverchi, ci sono anch’io, l’ho fatto, perché sollecitato, convinto dall’amico Massimo Faleo. Con certezza, che non serve essere nel Direttivo, per partecipare attivamente alla vita del Club, apportando linfa, freschezza, idee, esperienza, saggezza all’organizzazione.

Torno a Luciano Bigi. Nel riconfermare le impressioni primarie circa “l’uomo” avute in quel del Borgo Incoronata, al primo fuggevole incontro, credo che, nello scritto di commiato traspaia più che risentimento, delusione, insoddisfazione da Lui recepita nel passato anno di responsabilità gestionale. Ho dubbi che la non ricandidatura sia dipesa dagli espressi motivi professionali, bensì dal non avere potuto raggiungere quanto prefissatosi negli obiettivi dell’anno decorso. Peccato! Il Club, speriamo non abbia smarrito una risorsa, un riferimento carismatico.

Chiudo queste mie esternazioni con un ulteriore auspicio, che non sembri, però, simile all’orazione di Marcantonio in commemorazione di Cesare! Ho già inteso tutti i componenti del Direttivo in scadenza di mandato, soggetti dal forte carattere, con esperienza, carismatici, dotati di “talenti” per consolidata conoscenza del settore. Analoghe caratteristiche, sicuro, avranno i nuovi eletti. Tanto premesso, l’auspicio è che, tra gli eletti, vi sia anche Adanti Andrea, valido giovine, che sarà “testa di ponte” tra passato e futuro nella conduzione del Club. Ho avuto, più volte, motivo di apprezzare le doti di consapevolezza, unite all’umiltà, equilibrio nel rapporto interpersonale.

Tanto sentivo, tanto ho espresso, lontano dal momento elettivo di San Benedetto e Terni.

Auguro buon, proficuo lavoro al nuovo Presidente e Direttivo e… buone corse a tutti, alla maniera di Luciano Bigi.

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