ANDRIA – LEVERANO 6/8 ORE 20 E 25 APRILE
di Vito Carignani
Da Santa Maria di Leuca a Poggio Imperiale, quasi 400 km. Puglia regione più lunga d’Italia. Popolata in maniera disadorna da variegate etnie: Dauni, Peucezi, Calabri, Iapigi, Messapi nella parte meridionale.
Differenti i Messapi per indole, comunicazione, apertura a commerci, scambi etnici, pur sempre di presunta origine illirica.
Andria e Leverano, distanti circa 220 km, teatro di due splendide 6/8 Ore nel lasso di soli 5 giorni. Il 20 aprile ad Andria ultimati 48,230; giovedì 25 a Leverano 53,300 km sempre in 8 ore.

Cortese l’accoglienza, consona a quei sani principi di ospitalità, retaggio da millenni della daunia stirpe andriese.
Metà gara trascorsa leggera al fascinoso perimetro della Villa intitolata al sindaco dott. Giuseppe Marano. Opposto il vespro, al subentrar di nubi, vento, pioggia scrosciante nelle ultime tre ore. Alle 19, fine dell’avventura. Le rigide articolazioni delle mani ad impedire il togliere il bagnato e cambiarsi in oltre 10 minuti.
Per mia sprovveduta disattenzione al Regolamento gara, attendere sino alle 20,15 una mancata premiazione. Giungere a casa alle 23, dopo oltre due ore di macchina. Pur col bagaglio dell’antica esperienza, si rinnova il piacere, quasi metaforicamente gioia nel vivere tale avventura. Corsa, sport dei poveri, bastano pantaloncini, maglietta, scarpe per vivere in contesto fuori dal tempo.
Partenza, preceduta da minuto di silenzio a memoria di Marilena Brudaglio, 47enne mamma di tre figli, investita dal suv di un 76enne. La conobbi alla 8 Ore di Palagiano; semplice, di poche parole, per niente pervasa da esteriore appariscenza.
Istanti effimeri, pur vivi di significato nel valore assoluto del momento. Il segno di Croce alla partenza, quale Confessione impartita da don Giuseppe Fazio, parroco di Curinga, compagno di viaggio nelle ultra maratone. Fugace saluto, quasi abbraccio con Santovito Giovanni, prima dell’ultimo giro, già caro collega del Banco di Napoli, Al traguardo, venirmi incontro Michele Rizzitelli, salutarmi ed elogiarmi con vero cuore per impegno, fatica sostenuta.
Tutto riassunto in fervente sensazione di spirito comunitario, appartenenza. Tanto resta della trasferta di Andria, non è poco.
Cinque giorni di fugace intervallo, eccomi giocare in casa a Leverano.
In primis la doverosa menzione a Vanessa Fina, SF ASD Mesagne. 20 aprile ad Andria 48,79 km- 25 a Leverano 50,300- 28 aprile maratona di Madrid.
Totale 141,287 km per 3 gare in una settimana. Trascrivo testualmente l’ultima parte della recensione fatta dalla Podistica Mesagne a tanta “Bandiera”: “…. dimostrando al mondo intero la sua determinazione, la sua forza e la sua capacità di superare i propri limiti”. Nulla da aggiungere.
Pervengo alle 7,30 al Parco della Mennula, spazio di 1.500 mq di rigenerazione urbana da trasformare in risorse di valorizzazione sul territorio.
Giornata splendida, accoglienza festante, tanto calore, colori, continua partecipazione dalle 9 inizio gara sino alle premiazioni delle 18 meridiane.
Leverano, unitamente a Taviano, due centri salentini denominati San Remo del meridione. Serre floreali sul territorio, protese sino ai limiti della marina di Porto Cesareo.
Vivi ancestrali retaggi di tradizioni riconducibili al mondo degli antenati per: atteggiamento, accoglienza, cordialità dei leveranesi.
Nei 1200 metri del percorso di gara, folta presenza degli Organizzatori ad incitare, applaudire, dar conforto dal primo all’ultimo degli atleti. Il ristoro ricolmo di bevande, solidi dai variegati colori. Torte, crostate, bevande nel vano di accoglienza a disposizione sin oltre il dopo gara. Il tutto eccezionale, raro a vedersi.
Oltremodo ardua l’organizzazione di gare della fattispecie da noi. Accentuato rischio a progettare, attuare Ultra per mancanza di cultura, esperienza, sconnessione civica locale. Pionieristico il presidente Daniele D’ Agostino e gli atleti dell’ADS Leverano a dar via alla prima edizione della 6/8 Ore della Mennula con solo 63 partecipanti. Auguro una seconda Edizione con adeguata presenza.
Arrivederci al 2025.






