Doppietta…quasi tripletta

Alle ore 22.00 di venerdì 28 settembre, mi sono recato in Santa Maria Maggiore di Siponto, una chicca che da sola merita un viaggio, situata in aperta campagna a 3 km a sud di Manfredonia. Sipontum fu importante città della Daunia, colonia romana, possesso longobardo, bizantino e normanno; il terremoto del 1223 la rase al suolo ed i suoi abitanti trasferiti a Manfredonia. La chiesa, antica cattedrale della città, è una singolare costruzione romanica del sec. XI, orientaleggiante nella struttura a pianta quadrata con cupola, immersa nel Parco Archeologico.

2 grottaDolcissimi canti sono risuonati lungo le nude pareti cariche di secoli di storia, creando un’atmosfera suggestiva. A messa terminata, ha avuto inizio il pellegrinaggio alla Grotta di San Michele Arcangelo di Monte Sant’Angelo. Rischiarata dalla luna piena, una fila indiana orante s’è mossa verso gli aspri tornanti. Quando dopo 23 km è giunta al Sacro Speco, erano le prime luci dell’alba di sabato 29 settembre, festa di San Michele Arcangelo, lo spettacolo che si presentava sul Golfo di Manfredonia da 796 m l.m. era grandioso.

Molti sono i motivi che spingono ad un atto simile. Lo si fa per fede, per tradizione, per spirito di appartenenza, per il paesaggio, per cultura, per curiosità, per semplice esercizio fisico, per passeggiare sotto la luna, per vedere sorgere l’alba.

Quei pellegrini non hanno fatto nulla di nuovo. Hanno semplicemente ripetuto un gesto antico. Nella Grotta, tra il 490 ed il 493, l’arcangelo Michele è apparso tre volte e vi fu costruita una chiesa, che i Longobardi elessero a Santuario nazionale. Ascendevano al monte per la Via Sacra Longobardorum per venerare colui che, con la spada sguainata, tanto incarnava il loro spirito guerriero.

In seguito, divenne tappa obbligata per i crociati e per i pellegrini che si recavano in Terrasanta, diventando famosa come il Santo Sepolcro di Gerusalemme o la tomba dei Santi Apostoli a Roma o San Giacomo di Compostela in Spagna. Vi sono passati papi, regnanti e santi. Gli altri santuari micaelici sono tutti posteriori, nati non soltanto per pura pietà religiosa, ma dalla possibilità reale di dirottare buona parte dei pellegrini dal cammino verso la celebre grotta del Gargano.

Montagna fortunata il Gargano, due volte sacra: per San Michele e Padre Pio.

Monte Sant’Angelo è entrato a far parte del patrimonio UNESCO.

3 manfredoniaDomenica mattina, sono tornato a Manfredonia per partecipare alla 10^ CorriManfredonia, gara di 10 km valida come 15^ prova del CorriPuglia 2012, riservata ad atleti FIDAL, che da queste parti fa il bello ed il cattivo tempo. L’evento è molto sentito e le Società partecipano in massa per vincerlo. Oltre 1100 i partecipanti in questa città fondata nel 1256 da Manfredi, figlio illegittimo di Federico II di Svevia e Bianca Lancia. Lo svevo – biondo era, bello e di gentile aspetto – fece le cose in grande. La strada maestra era larga 15 m, quando a Pietrasanta ed a Camaiore, fondate dai Lucchesi cinque anni prima, era larga 7 m. Nei suoi sogni, doveva diventare una delle più belle città del mondo, capitale del vagheggiato impero mediterraneo. Qui trasferì gli abitanti di Siponto, distrutta dal terremoto. La storia prese altre pieghe.

Tutto pianeggiante il percorso. Epicentro della gara è stato il grandioso castello, uno dei 200 fatti costruire o ristrutturare da Federico II, mentre il tragitto s’è sviluppato lungo il mare, al davanti del porto turistico, affollato di barche, ed i quattro porti commerciali, dove non era attraccata l’ombra di una nave.

Tornato a casa, distante 50 km, mi sono reso conto che i 10 km erano serviti semplicemente come stretching. Motivo per cui mi sono recato a Melfi, lontana 90 km, alla “1^ Corrinsieme per donare un sorriso”.

16.000 abitanti e 570 ml.m., fu longobarda, bizantina, normanna e sveva. E’ stata sede di quattro Concili e vi fu preparata la 1^ Crociata, mentre Federico II promulgò le celebri Constitutiones Augustales, uno dei primi esempi di legge scritta in sostituzione alle consuetudini.

La città vive schiacciata dalla possente mole del castello, dove la gara, partita dal piano, ha avuto il suo giro di boa. Duro il percorso di 5 km da ripetere due volte. La Bramea Vultur Runners, con un anno di vita ed iscritta FIDAL dal febbraio scorso, ha fatto le cose per bene e, se è vero che il buon giorno si vede dal mattino…

139 i classificati, di cui 16 donne. Premi a tutti: al più giovane, al più vecchio, al più lontano, al primo melfitano, al 100° arrivato ecc.

Ho sciolto le gambe sul veloce percorso pugliese, le ho potenziate sul quello collinare lucano: gli MM/65 sono avvertiti.

4 Melfi

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