“Doppiette” ed altro dal Borgo Incoronata (FG)

foto 2Penso: saranno per il punto di ristoro dei concorrenti. Invece, abitanti del Borgo si approvvigionano del prezioso liquido, per interruzione della fornitura d’acqua alla comunità, ormai da tre giorni! Commento col Presidente Bigi Luciano il fatto, esprimendo rassegnazione, sconcerto per la situazione disastrata, ormai comune al nord e sud del paese. Con arguzia, Luciano mi fa notare che un sindaco del nord, avrebbe, tempestivamente, agito per evitare il disagio.

Verso le 13:00 si gonfia il pallone dello start, s’installa l’apparecchiatura elettronica, Massimo Faleo, al solito factotum, anima i preparativi, sostituendo anche lo speaker ufficiale, puntuale partenza alle 14 di 34 “pazzi”, suddivisi equamente in 17 per la maratona e 17 per la sei ore. Sin dall’inizio due tronconi: i reduci della 100 Km, Capecci, Ancora, Gargano, Gallo, Carignani, Rizzitelli, Giuliani, Gavazzeni, Bigi, Intini ed il resto. Soltanto Intini e Patruno hanno andatura differente.

Grande mia sorpresa per la corsa in continua accelerazione, sin dall’inizio, del Presidente Bigi. Bravo, molto bravo, non avevo avuto, ancora, il piacere di conoscerlo “sul campo”. Maratoneta imperturbabile, che riesce a nascondere lo sforzo, pur piena andatura “anaerobica”. Non semplice chiudere la maratona in 3.27.08, dopo 41 giri di percorso di appena un km.

La nostra “insana” passione, al di là delle altre discipline sportive, è miniera di storie, emozioni, fatiche, speranze, insomma un surrogato della vita. Realtà che mi ha fatto capire Vito Intini, quando, dopo 5 ore di corsa, nel superare me ed Angela Gargano, affermare amaramente di sentirsi vecchio a 47 anni. Ci sta! Dopo il Passatore in 10 ore e 11 minuti, i 66 km 950 metri del Borgo, 31 maggio, la mezza maratona di Metaponto, 2 ore e 03 minuti il 1 giugno, tra bosco sterrato e banchisa in riva al mare.

foto 3Per fortuna, paesaggi diversi entrano narrativamente nella nostra fatica, come un personaggio della corsa. L’imponenza dei boschi del Mugello, la lussureggiante vegetazione che ha accompagnato la 6 Ore del Borgo, il bosco del lido di Metaponto, ricolmo di macchia mediterranea, diversità di specie floricole spontanee, unito al litorale inclinato con le centinaia e centinaia di meduse spiaggiate. Un universo unico, primordiale, addirittura selvaggio, esplosivo, il NOSTRO! Tant’è, che Massimo Faleo, da tempo, parla di “doppiette”. Sarebbe più appropriato dire: nastri di mitragliatrice, obici di mortai 120. Andiamo oltre a qualsiasi regola di equilibrio organico. La maratona, sappiamo, logora, produce micro lesioni, è indispensabile il tempo di recupero per fibre, muscoli, struttura ossea. Contravveniamo più volte a questi principi di anatomia e medicina. Calabrese Michele che passa dalle 11 ore e 49 minuti del Passatore ai 58,7 km delle 6 ore del Borgo, dopo circa 100 km in macchina di strada per Metaponto, alle 4 ore e 30 di quella difficile maratona. Lo stesso dicasi di Gallo Aldo, 15.09 al Passatore, 44 km 290 al Borgo, 6 ore 54 a Metaponto. L’indomita Gavazzeni Carla 16 ore 42 minuti al Passatore, 5 ore 54 alla maratona del Borgo e 6, 54 a Metaponto, sempre il primo giugno. Vito Antonio Ancora, basta il nome!, 15,26 al Passatore, 47 km 380 alla 6 ore del Borgo e , eureka, 5 ore 40 a Metaponto.

Una pubblica raccomandazione all’amico Paolo Gino. Prima della partenza alla sei ore del Borgo è stato richiamato, con truculenza, dal truce Felice Russo, che ne ha annotato l’assenza. Raccomando l’amico Paolo Gino ovviare alla grave mancanza, con la presenza alla 6 Ore Lavellese del 6 settembre prossimo. Felice, anche se in pensione, resta sempre un maresciallo di Finanza!

Volgono alla fine queste note sparse, non dimenticando l’impegno profuso dai sette VV.UU per il buon esito della gara, il freddo pungente che ci ha accompagnato sino al termine delle 6 ore. Dato che tutti i salmi finiscono in gloria, la prelibata torta fatta dalla mamma dell’amica Carla Gavazzeni.

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