purtroppo non sono riconosciuti ancora come dovrebbero. Tutto nasce il 10 dicembre del 1948, quando dopo la sfacelo della seconda guerra mondiale l’assemblea delle Nazioni Unite ha proclamato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani stilata da persone con background culturali diversi e lontani, ci è stato dimostrato invece come possiamo essere consapevoli di ciò che è giusto o sbagliato e di come possiamo essere uniti dopo un tragico e logorante evento come lo è stato l’ultima guerra.
Eleanor Roosevel una volta scrisse: “Dove, dopo tutto, iniziano i diritti umani universali? In piccoli posti, vicino a casa – così vicini e così piccoli che non possono essere visti su nessuna mappa del mondo. […] A meno che questi diritti non abbiano un significato in quel luogo, anche se hanno poco significato ovunque. Senza un’azione concertata dei cittadini per mantenere questi diritti vicino a casa, cercheremo invano progressi nel mondo più vasto. “
Così ci scrive da Lecce Vito Carignani per ricordarci che per godere di Diritti ogni uomo ha anche in fondo al suo animo anche dei doveri (P. Gino):
Oggi 10 Dicembre Giornata Mondiale dei Diritti Umani. Già, uomo titolare di diritti universali, in primis la sopravvivenza. Non plausibile una giornata dei Doveri, in quanto individuali, rivenienti dal rispetto verso persone, cose, animali, ambiente, ecosistema ecc. Ecco che giungo sotto un ponte stradale; transito simile a cerchio dantesco. A quel tempo la Commedia fu immaginata, pensata a somiglianza di uomini, fatti concreti. Qualche amico si perita a rappresentare foto del sudiciume, montagne di rifiuti putrefatti. Nessuna statica istantanea può sostituire lo sgomento visivo del transito in tale colonna infame ambientale. E’ necessario passarvi al contrasto del sole al tramonto in andata, pieno crepuscolo al ritorno. Il tutto a ridosso del campo scuola di Galatina. Solo, in sintonia col lacerante rombo dei caccia in volteggio assordante per aria. A completamento la masseria di Tramacere, maniero cinquecentesco in piena rovina, con antistante pozzo ovale, ornato da residuo di colonne. Cimelio di rara bellezza, unico nel territorio. Per chiarezza, innumerevoli bustoni, masserizie, rifiuti sparsi non lontano da ville, moderni casali blindati da decine di metri di muro a recinto. Quasi rettilineo di dieci km tra andata e ritorno. Solingo, mi impegno a distogliere lo sguardo dall’infame vista, riandando a tempo remoto, quando la contrada denominata “ Scumenecate” e “ Guadagnuli” era affrescata da ondeggianti oliveti, col rossiccio di foglie damascate dai raggi del sole al tramonto. Distese di verdeggianti cippuni di vigna ondeggiavano le zolle. Il tutto distante 4/5 km dal paese. Ci si arrivava a bordo di “ uscialabba”- traino che cammina, in viaggio- tirati da poderosi cavalli, con sopra a guidarli tanti : Ninu, Peppu, Nunziatu, Nanu, Cosiminu, Stella. Seduti su assi di ruvido legno, tra sobbalzi per la strada “ fricciata”- fondo stradale non asfaltato, fatto da pietrischio battuto- Tale processione, lungo l’attuale SS 101, con ai lati alberi di pino mediterraneo da Lecce a Gallipoli, opera di Attilio Starace, raggiungeva le contrade per togliere “ li inchiuni” dai tronchi degli ulivi, arare, munnare- potare-, “ spugghinare”- togliere florescenze superflue dalla vigna- ad aprile. Settembre, tempo di vendemmia, una festa umana. Tini che sembravano camminare da soli a ridosso di possenti spalle, altri a “ cofenisciare”-sistemare- i racemi su traini ricolmi. La siesta occupata da frise alla “ capunata”- bagnate e con contorno di pomodori. Il bicchiere di vino confortato da canti popolari di tradizione.
A questo, tanto altro pensavo al ritorno, evitando di inciampare nel lerciume. Ormai sera. Dice : come fa questo scriteriato a correre al buio? Chi conosce me, la mia storia, sa che ciò è normale per il sottoscritto; sempre con accortezza, esperienza ed , in primis, aiuto del Signore.
Vedo la luce: l’impianto sportivo dell’amico Andrea Corallo, in piena attività con in corso partita di calcio. Fortuna per la comunità, il coraggio, il rischio imprenditoriale, che ha portato alla realizzazione in contesto non strutturato, con tratti di vero degrado ambientale.
Torno alla vasta discarica esistente, che continuerà a persistere finchè nuove generazioni avvenire avranno acquisito il rispetto di ciò che è vita. Tale rispetto oggi latita in toto. E’ inutile dare colpe, addossare responsabilità a menti, animi insensibili. Un invito direttamente ai genitori, non alla SCUOLA troppo catalogata, succube di regole imperanti. Il Consiglio dei genitori porti, autonomamente, i figli in età scolare, sul posto. Faccia constatare lo scempio. Per i fanciulli, uomini agenti di domani, questo è Educazione Civica, per che la porta dei diritti passa dai doveri.
A proposito, l’allenamento di questa sera, spero sia utile per farmi terminare la Mezza Maratona di Corigliano D’Otranto di domenica prossima nel tempo limite di 2 ore e 30 minuti.
Buona corsa a tutti.


