Per la cronaca, la vittoria è andata al portoghese Carlos Alberto Gomes in 24h38’; i concorrenti all’arrivo sono stati 81 su un lotto di 96 partenti; il tempo limite era di 48 ore; i runners erano obbligatoriamente accompagnati da un equipaggio di almeno due persone. Gli italiani in gara erano 3, con il veronese Marco Mazzi che si è ritirato dopo circa 12 ore.
Nel panorama delle ultramaratone, la Badwater è ritenuta la più prestigiosa oltre che fra le più impegnative al mondo. All’atto d’iscrizione, vengono accettati solo i più forti specialisti. Il percorso si sviluppa per gran parte nel deserto e durante la gara si affrontano temperature anche di 50-55°C. Portarla a termine è il sogno di tutti gli ultramaratoneti. La partenza è nel Bacino di Badwater, situato 85 metri sotto il livello del mare; l’arrivo è presso il portale di accesso al percorso trail verso la vetta del Monte Whitney, a quota 2530 metri, sempre in California. Il dislivello totale positivo è di 3962 metri, quello negativo 1433 metri.
Per Ciro Di Palma si tratta della più importante affermazione dopo 3 anni di “preparazione” all’obiettivo. Tappe fondamentali i 246 km della Spartathlon 2010, i 202 km della Nove Colli Running 2011, i 212 km della Ultrabalaton 2012 ed i 217 km della Brazil 135 a gennaio 2013, quelli che hanno completato il “curriculum” col quale l’atleta “napoli-reggiano” si è presentato negli Stati Uniti.


