Arrivo con Marina Mocellin da Bologna domenica mattina. Un caro saluto agli amici della Podistica Prato Nord con i quali recentemente ho passato due splendide giornate in Slovenia. Qualche foto ai partecipanti e una speciale alle tre Grazie pratesi socie del nostro Club: Francesca Brachi, Rossana Turchi e Grazia Ranfagni, toprunners che oggi si classificheranno le prime due in 4:45 e la terza in 5:03.
Pur essendo alla prima edizione, il gruppo podistico Fratellanza Popolare di Grassina ha disegnato un tracciato che, senza raggiungere le vette di altre blasonate ecomaratone autunnali (Chianti e Barbaresco d’Alba), ha lasciato i partecipanti ampiamente soddisfatti.
Il percorso è gradevole, in gran parte strade bianche e sentieri con molto sterrato ma anche lunghi tratti di asfalto. Ottimamente segnalato, è moderatamente impegnativo per i continui saliscendi ed alcuni tratti trail peraltro facilmente superabili. Si corre nelle colline del comune ripolese con suggestivi scorci, nel finale Firenze con la cupola del Brunelleschi e il campanile di Giotto che si stagliano nettamente all’orizzonte.
Il Tempo limite di 9 ore che fa pensare ad una gara difficile a causa dei 1.300 m di dislivello positivo, risulta invece ampiamente sufficiente. Anche il cancello orario al 23^ km di 4 ore e 30 minuti si rivela uno spauracchio inesistente.
Corriamo fra boschi, prati e uliveti, in una giornata fresca caratterizzata dall’assenza di sole, con la temperatura giusta per non sprecare inutilmente energie.
Non diversamente dalle ultime ecomaratone, arrivano le cadute. La prima volta mi rialzo senza danni apparenti. Nella discesa del 20^ km inciampo nuovamente e cado rovinosamente sul fianco sinistro. Il braccio è sporco di terra e sanguinante. Come nel 2016 al Chianti, quando intervenne San Daniele Mulinacci che mi seguiva da vicino, anche oggi la fortuna aiuta gli audaci: 5 minuti dopo, mi imbatto in una postazione medica che mi rimette in ordine. Concludo la gara correndo molto guardingo in discesa per non incorrere in ulteriori inconvenienti.
Dopo l’arrivo, un abbondante pasta party fa dimenticare i brividi causati dalle docce troppo fredde. Marina, come al solito con una marcia in più nelle discese trail, arriva 40 minuti prima di me e si aggiudica il primo premio di categoria.
Di seguito una carrellata di foto tratte dalla galleria fotografica allegata.
Arrivederci fra una settimana a Rimini per una maratona di tutto riposo.
Clicca qui per le foto (di Mario Liccardi)



















