7 ore??? (mariolino): Speriamo che con la prossima edizione l’ecomaratona del Collio, “neonata adulta” come l’ha chiamata Rizzitelli, cresca ancora un po’. Infatti stabilire un Tempo limite di 7 ore in presenza di 1.200 m di dislivello positivo e 45 km da percorrere, denota inesperienza oppure volontà di escludere i tapascioni ……. Auspico quindi che l’organizzazione porti il tempo massimo a 8 ore, pari a quello della maggior parte delle ecomaratone italiane: più che giustificato dal fatto che il Collio sia una eco-ultra. Ciao. Mario
Collio (Manlio): Il tempo massimo era di 8 ore, considerando 11 minuti al km per i più lenti. Non capisco da dove escano le 7 ore. Chi ci conosce sa che non ci passa nemmeno per la testa di escludere qualcuno. In questo paesaggio non vogliamo togliere 1 ora di puro godimento ad alcuno. Ciao. Manlio
Refuso di stampa? (mariolino): Caro Manlio. Scusa se, pur non conoscendoti personalmente, ti do del tu. Quest’anno prima di decidere Russi, ho dato un’occhiata al regolamento: visto il Tmax di 7 ore, ho prudentemente rinunciato. Se, come credo, è stato solo un refuso di stampa, confido l’anno prossimo di potere anch’io godere del paradiso collinare chiamato il Collio. Ciao. Mario
Refuso (Manlio): Caro Mario, purtroppo è stato proprio un refuso di stampa. Insisto nel dire che togliere un’ora di “Collio” ai partecipanti è come rubare il gelato ad un bambino: non lo faremmo mai! Ti aspetto il prossimo anno. Ciao. Manlio
Anche per non deludere le aspettative del gentilissimo Manlio, ma soprattutto per “godere del paradiso collinare chiamato il Collio” quest’anno non mi sono fatto sfuggire l’opportunità.
Il tracciato della Ecomaratona è cambiato: per la prima volta si sconfinerà nella vicina Slovenia. Inoltre i chilometri sono 46 e il dislivello positivo è pari a 1.500 metri. Le discese sono di media difficoltà, con alcuni tratti difficili per la presenza di sassi e solchi profondi. Anche se non particolarmente impegnativa, trattasi di una Ecomaratona ben più faticosa rispetto a quella del Chianti.
Insieme a Mario Ferri, Graziano Guerrieri e all’esperto Aligi Vandelli alla guida, raggiungiamo sabato pomeriggio Cormons, ridente cittadina in provincia di Gorizia. Ecco Rosetta Lettieri e il marito e, poco dopo, arriva Silvana Tosolini, giunta appositamente da Remanzacco per incontrarci. Dopo l’infortunio all’anca, la riabilitazione procede in maniera ottimale. Silvana è in splendida forma. Siamo certi che, tosta com’è, fra pochi mesi la ritroveremo a gareggiare al nostro fianco.
Dopo una squisita cena a base di primo, secondo, contorno e birra al modico prezzo di dodici euro, tutti a nanna. Alcuni di noi scelgono una struttura provvista di brandine, messa a disposizione gratuitamente dall’organizzazione. Aligi e io, più vecchierelli ed esigenti, scegliamo invece la più comoda camera d’albergo: tanto più che l’organizzazione, per sviluppare il turismo locale, rimborsa la metà dell’importo del pettorale dietro presentazione della fattura dell’hotel.
Si parte alle 8:30 e splende il sole. La pioggia, caduta abbondante nei giorni scorsi, non ha recato danni al percorso composto per il 90% da sterrato. Il terreno non è scivoloso e anche nei tratti di bosco appare compatto. Molto bella la natura circostante. I tratti boschivi si alternano a quelli più aperti collinari, caratterizzati da filari di viti a perdita d’occhio.
Immerso nel verde di un magnifico giardino, dopo circa un’ora arriviamo al Castello di Spessa, oggi lussuoso Hotel e centro di convegni, le cui origini risalgono al 1200. Mi attardo a fotografare le numerose sculture che lo adornano, fra cui una splendida Diana Cacciatrice. Costeggiamo i Laghetti Rossi, ed entriamo nell’Azienda agrituristica della Subida, ove si produce un rinomato aceto locale.
Un’ora dopo il via i maratoneti, anche quelli più veloci, devono fare i conti con i partecipanti del Trail del Collio di 22 km che, pur partendo mezzora dopo e correndo per almeno i primi 15 km sul medesimo nostro tracciato, ci raggiungono in fretta. In un tratto di ripida discesa in mezzo al bosco, non riuscendo a farmi da parte con tempestività, l’orda degli specialisti del trail mi travolge. Cado in avanti e batto il costato per terra: senza danni apparenti tranne un dolore ad una costola che, una settimana dopo, non è ancora passato. É l’unica “non conformità” riscontrata in questa peraltro bellissima manifestazione: il Trail deve partire prima, oppure insieme all’Ecomaratona, mai dopo!
Al 20° km la Slovenia ci da il benvenuto. Corriamo nel Collio sloveno per una quindicina di km, attraversando le cantine di una rinomata azienda vinicola locale e transitando davanti allo scenografico Castello di Dobrovo.
Fin dalle prime salite sono in compagnia di Adele, una simpatica prof. ferrarese amante del trail e profonda conoscitrice della vegetazione spontanea. Mi insegna le proprietà terapeutiche del tarassaco, “Taraxacum officinale”, una pianta comunissima a fiore giallo. Le colline del Collio ne sono piene. Secondo Adele, le foglie di sapore amarognolo hanno proprietà medicamentose: curano il fegato dell’atleta stressato dalla fatica e fanno passare la fame. Provo a mangiarne anch’io e, magari per l’effetto placebo, corro con un vigore ritrovato inimmaginabile pochi minuti prima.
Ridendo e scherzando scaliamo il monte Guarin, in cima al quale è situato un vecchio Castello. Da qui è possibile spaziare lo sguardo su tutto l’ambiente circostante, con in basso il traguardo di Cormons che ci attende. Una ripida discesa ci porta all’arrivo. Inesorabilmente Adele, specialista del trail, mi rifila 10 minuti negli ultimi 3 km.
Per finire, un lussuoso pasta party con tiramisu finale offerto dall’Organizzazione.
Solo oggi sabato, sei giorni dopo la Ecomaratona e in procinto di partire domani per Rimini, riesco a scendere a piedi le scale di casa. Nei giorni precedenti, i quadricipiti doloranti mi hanno sempre imposto di prendere l’ascensore.
Come scrive Manlio: “Un susseguirsi di salite e discese tra cantine, vigne e boschi che rimarrà a lungo impresso nel cuore. Il Collio è pronto a lucidare i vostri occhi e a soddisfare il vostro desiderio di faticare emozionandovi. Vi aspettiamo convinti di non deludervi, certi che tornerete a casa stanchi ma felici”.
Così è stato, lo giuro.
Clicca qui per le foto (di Mario Liccardi)


