Pregevoli anche i canali con i caratteristici “casoni” per la pesca con reti. Arriviamo al Lido di Classe e torniamo verso Cervia. Nell’ultima parte del tracciato spariscono frecce direzionali e bandelle azzurre penzolanti. Sbagliano quasi tutti, chi correndo qualche chilometro in più, chi qualcosa meno. Stessa sorte tocca a me ed altri quattro compagni di sventura. Lungo un tratto di pineta la strada si biforca e ci fermiamo indecisi sulla direzione da seguire. Arriva trafelato un ciclista dell’organizzazione alla ricerca dei dispersi che ci riporta sulla retta via.
Oramai mancano pochi chilometri. Dopo aver attraversato il parco Spallicci e costeggiato entrambi i lati del Porto Canale, ecco l’ingresso in spiaggia e il traguardo finale. Mentre lo speaker snocciola i dati delle mie imprese sportive, mi accoglie scortandomi verso il traguardo Cristiana di Pietrantonio, oggi nell’insolita veste di giudice di gara.
Una doccia caldissima e un’ottima pastasciutta alle melanzane concludono questa gradevole giornata all’aria aperta.
Intravedo Cristiana discutere animatamente con un gruppo di supermaratoneti: proporrà al Consiglio Direttivo di non convalidare la maratona perché, secondo il responso di alcuni GPS Garmin, i km totali sono 39/40.
Ma come! Dopo aver faticato le proverbiali sette camicie, vuoi privare Lamberto Agnoletti, Roberto Borsani, Aroldo Broccoli, Luciano Ferrari, Mauro Gambaiani, Greta Massari, Enzo Paglione, Elvis Tasca, Maurizio Teggi, Stefano Toffoli, Claudia Vannucci e il sottoscritto del punto-maratona? Dobbiamo pagare per colpe altrui? Occhio Cristiana! Proteggiti il collo perché, nonostante la mia intercessione, gli altri soci potrebbero arrabbiarsi e tramutarsi in un’orda selvaggia di vampiri.
Pur con un percorso gradevole e una buona logistica, questa Eco del Sale non riesce a decollare. Dai 170 nel 2016, solo 70 partecipanti quest’anno causa la concomitanza delle maratone di Roma e Milano. Dotata anche di ottimi ristori, basterebbe poco per farla diventare un appuntamento annuale di rilievo: organizzandola in una domenica priva di maratone, pubblicizzandola in maniera adeguata e garantendo un percorso ben segnalato e misurato.
(*) “Per favore non mordermi sul collo”, celebre film di Roman Polanski del 1967
A integrazione del mio racconto fra il serio e faceto, considerato di aver ricevuto diversi messaggi da vari soci che chiedevano lumi, chiarisco quanto segue: in un tratto dell’ultima parte di un percorso peraltro ottimamente segnalato (gli organizzatori sostengono che i segnali c’erano ed erano stati tolti da qualcuno) mancavano completamente le frecce direzionali. Lì, non certo per colpa loro, quasi tutti gli atleti hanno sbagliato percorso. Qualche concorrente ha rilevato di avere corso meno di 42,195 km, pare fra 39 e 40. La causa potrebbe essere un errore iniziale nella misurazione del tracciato oppure un taglio involontario degli atleti a causa dei segnali carenti. In ogni caso gli organizzatori della Ecomaratona del Sale hanno certificato nel loro sito di aver organizzato una Eco di 42 km, una Mezza di 21 e una Eco di 11, e tanto basta.
PS! Siccome la storia dei segnali messi dagli organizzatori e poi tolti da buontemponi, vera o presunta che sia, è capitata spesso nei tracciati eco/trail, gli organizzatori farebbero bene a ricontrollare il percorso la sera prima della gara per verificare che tutto sia in ordine.
Clicca qui per le foto (di Mario Liccardi)






