

Vittorino ZACCONE nato a Nizza Monferrato il 25 agosto 1959 residente a Nizza Monferrato strada Vecchia d’Asti 90, segno zodiacale Vergine.
Figlio di agricoltori ho aiutato la famiglia fino a 22 anni poi diventato ferroviere, mi occupavo di manutenzione agli impianti di sicurezza e segnalamento, oggi in pensione e continuo a svolgere attività agricole, coltivo nocciole e pesche, in azienda famigliare.
Mi piacciono un po’ tutti gli sport, seguo volentieri lo sci, tennis e la F1, fan del compianto Ayrton Senna e viva la Ferrari. Di mio mi piace giocare a scacchi ma il tempo è sempre poco, leggo tutto quel che mi capita sott’occhio. Quando sono particolarmente stanco o sento di dover caricare le pile mi piace ascoltare la musica rock, Ac/Dc, Bruce Springstein, Pink Floyd, Pill Collins o Bob Dylan ma apprezzo anche i nostri cantautori italiani.
Sono un enigmatico, un calcolatore, un matematico, un precisino, mi piacciono le sfide ma nella mia complessità mi ritengo persona molto semplice, senza giri di parole mi piace giungere al dunque. Amo la schiettezza, quei valori umani che purtroppo oggi vanno un po’ scemando. Sono un lupo solitario che cerco la solitudine, mi piace, mi fa star bene, mi rilassa ma al tempo stesso mi piace pure la compagnia ma la scelgo io altrimenti no, diventerei selvaggio J Ecco il gruppo del club fa proprio al caso mio. Persone a cui piace stare insieme, rispettose di tutto e di tutti, non a caso aumentano i tesserati !
Mai praticato sport prima di quel fatidico giorno…eravamo a fine giugno del 1978 quando, un mio amico Renato il macellaio, che giocava a calcio e “correva per fare fiato” diceva lui…. , mi chiese di accompagnarlo a correre. Cosa? Mah…un giorno d’inizio settimana, decisi di correre con lui e dopo due chilometri mi dovetti fermare perché mi sentivo scoppiare…!!! Terminai il giro stabilito di pochi chilometri e il gioco non mi dispiacque affatto, anzi andai a correre altre due volte da solo e a sua insaputa, sicchè ecco che la domenica successiva si sarebbe corsa una gara podistica nelle vicinanze alla mia città, mi disse: ci andiamo? Perché no. Sul percorso di circa nove chilometri, dieci coppe ai primi dieci arrivati, io giunsi undicesimo assoluto, grrrr … ma la felicità fu che giunsi ben davanti al mio amico Renato eeeee … ecco forse, il tarlo del podismo già si era impossessato di me, ahah J Praticamente non smisi più da quell’evento.
Ho frequentato solo tre squadre prima di accasarmi definitivamente all’Asd Brancaleone, dalla fine del 1994 ad oggi.
La prima maratona? Ecco, era l’anno 1984 quando Orlando Pizzolato vinceva la maratona di New York ed io ero fan di Orlando come di tutti i campioni di quei tempi, primo fra tutti fu Venanzio Ortis…correvo già da sei anni e mi sono detto perché non provare anch’io. A quel tempo a Nizza nessuno aveva mai corso una maratona ed io decisi, senza tanti chilometraggi particolari, l’anno successivo, era il 24 novembre del 1985 in quel di Cesano Boscone alle porte di Milano ( mentre a New York Pizzolato raddoppiava la vittoria J ) terminai in 2h 51’40” con lo stupore mio di come ho condotto la gara cosi lunga e dei miei amici che mi accompagnarono, di cui uno mi segui in bicicletta su una graziella !!! Alla fine era più stanco di me!!!
La maratona più bella non esiste, sembrerà strano ma lo sono tutte in cuor mio e le ricordo con molto affetto, alcune per la fatica fatta “esagerata”, altre per il luogo, vedi per esempio l’Etna dove si parte dal bagnasciuga di Marina di Cottone e si arriva sul vulcano a 3.000 metri di quota (nelle ultime centinaia di metri un addetto mi indicò il percorso…eravamo tra la nebbia e le pietre laviche, mi diceva stai attento qui, passa di là…ecc.); alla maratona alpina di Vaduz in Liecthenstein, verso il finale su tratti di sentieri stretti, con scalini in legno e passaggi angusti, alcuni addetti ci proteggevano a braccia aperte in modo da non scivolare nei burroni…; l’ecomaratona del Barbaresco e tartufo bianco d’Alba, mi piace in modo particolare per la tipologia di percorso tra i vigneti delle colline, territorio Unesco e organizzata da un amico; altre per la gente a fare il tifo sulle strade, o per altri motivi….insomma, veramente tutte hanno lasciato in me ricordi indimenticabili! Per non menzionare le maratone all’estero come Boston, Chicago o New York poi in europa Stoccolma o Mosca, ogni luogo è particolare a se stesso, Istanbul, Atene o Lisbona ognuna con il suo fascino. Ovviamente non dimenticherò mai quella dove stabilii il mio miglio tempo, 15 maggio 1988 a Bologna, tutta sotto una leggera pioggerella accompagnando sin dall’inizio la Maria Curatolo, aneddoto curioso fu che ci fermammo ben tre volte (a lei si slegarono i lacci delle scarpe più volte) terminammo in 2h 33’48”.
Mi piacerebbe collezionare la Pistoia-Abetone o addirittura un Passatore, ma vista l’età e il mio telaio non più giovanissimo credo che resteranno un sogno o forse va bene così, felice di tutto cosa ho fatto ed ottenuto dal podismo, che mi ha dato moltissimo, mi ha aperto gli orizzonti aiutandomi a crescere e migliorare il mio carattere.
Beh una compagna di squadra (Liliana Pagliero) mi mise il tarlo dei numeri, tanti numeri e collezionare maratone, in una sfida di chi ne avrebbe corse di più in squadra, sicchè tra lei che vestiva indumenti del club mi venne la curiosità di capirne di più ed ecco che sul sito vostro ho trovato di tutto di più con numeri impressionanti, dei vari traguardi con gli scudetti ogni 50….ero a 56 e mi venne la voglia d’iscrivermi, eravamo nel 2017 forse, ed ecco fatto, le tentazioni avanzano e mi son detto perché no di arrivare almeno a 100 ecc…
Frequentando il club formato da belle persone, il tutto è più facile nel clima famigliare, le maratone vengon da loro, vedi le 10 in 10 al Lago d’Orta dove la sfida con me stesso ha avuto il sopravvento poi ripetute l’anno successivo con gran piacere mio di essermi migliorato!!!
Recente è l’ultima esperienza: sono partito per Forte dei Marmi un po’ nervoso per il fatto che sapevo benissimo cosa andavo a realizzare, ci tenevo troppo. In Versilia ho trovato condizioni meteo leggermente migliori rispetto dove vivo, ma solo i primi due giorni con un pallido sole con 15° questo mi ha favorito, certo che il percorso di andata e ritorno sullo stesso tracciato il tutto da ripetere per 5 volte, ogni giorno diventava pesante sia a livello muscolare che mentale !!! Ogni giorno concludi e pensi 98 – 99 ancora una e la tensione sale, gli altri concorrenti, un centinaio circa, ti caricano come un torello ma nel tempo stesso ti esaurisci, diventa snervante !!! Poi sei contento perché è bello così. Il terzo giorno sabato 7 proprio quello fatidico … ecco, nella notte ho dormito poco o niente per problemi intestinali, (forse la tensione ?…) mi trovo alla partenza e via, vada come vuole l’importante è partire poi si vedrà, nuvole minacciose e leggera pioggerella infastidiscono parecchio quando già non sei al meglio, controllavo ogni passo, ogni appoggio per non scivolare e cadere, ho camminato molto concludendo la fatica sotto la pioggia ma il traguardo era troppo importante, quel 100 lo volevo, l’ho cercato e mi stava diventando un incubo J quel numero a tre cifre !!! Ho tagliato il traguardo con le lacrime agli occhi, emozionato come un bambino ! E’ fatta J E’ storia, felice !!! L’indomani era la quarta e ultima ma ero scarico e senza motivazioni, l’ho terminata con la sola forza di volontà, certo non si molla, ormai avevo ottenuto ciò che desideravo, mi dicevano: oggi è la carica dei 101 evvai. Ad oggi sono il primo in Brancaleone ad aver ottenuto questo, ma si sa che è tutto migliorabile …
Credo che ormai tornerò in maratona soltanto a marzo dove finalmente dopo 4 anni di attesa, si andrà a Tokyo per conquistare la sesta stella del challenge “six world maraton major” in compagnia e in veste di ambasciatore dello sport della città di Asti. Nel frattempo ci saranno i festeggiamenti per il cinquantenario di fondazione della mia squadra, a metà febbraio.
Grazie club, grazie presidente.


