Enrico Enoch

foto 1Enrico Enoch, classe 1960, medico fisiatra, tesserato per il C.A.I., vive e lavora a Prato.

E’ entrato a far parte del “Club Supermarathon” qualche anno fa, “ad honorem “, per meriti sportivi legati alla grande dedizione verso il podismo in generale.

Autore di testi sul “feet walking”, ne è un assiduo praticante. Il suo esempio ha contribuito al formarsi di una nutrita schiera di proseliti, che si cimenta tutte le domeniche nelle varie gare. Il problema si pone, però, in occasione di una maratona. Lungo i Fori Imperiali a Roma, si sussurrava che, in occasione della maratona omonima, il presidente e il responsabile “time data service”, citassero la famosa invettiva di Cicerone: “Quo usque tandem Catilina… Fino a quando Catilina abuserai della nostra pazienza! Fino a quando Enrico Enoch dovremo stare ad aspettare, prima che arrivi?”

La fatica di Sisifo è sì una fatica immane, ma mentre per lui è inutile, tanto non gli servirà più di tanto, per Enrico il riuscire ad arrivare al traguardo è una sfida vinta contro tutto e tutti.

La sua potente mole, degna di un campione di rugby, lo pone in una posizione di grosso svantaggio, con le complicanze che ne derivano. La sfida con la sua perfida amante, “la maratona”, lo lacera già una settimana prima dell’appuntamento e lo esaurisce a tal punto durante la gara che spesso lo porta ad ammutolirsi completamente.

La maratona di Padova per lui è la preferita, poichè lì trova molti supermaratoneti giocherelloni, che amano travestirsi e fare una bella comparsata, attraversando molte cittadine piene di spettatori e, quindi, una buona spalla e un grande aiuto a superare la prova senza l’ossessione temporale.

A Prato si dice che al triangolo delle visioni: Lourdes, Loreto e Fatima, si contrappone il triangolo delle guarigioni: via Pistoiese, viale Montegrappa e via Fabio Filzi, sedi degli studi medici dove svolge la sua attività.

Le sue mani sono come le gambe di Usain Bolt, l’esatto contrario il suo corpo per una disciplina come la maratona, eppure…

Enrico Enoch, o per meglio dire, Enrico “Inox”, acciaio puro!

 

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