Società: G. P. A. Lughesina
Specialità: ultramaratona, consulente IUTA dal 2009
Professione: commerciante
Stato civile: coniugato
| MIGLIORI PRESTAZIONI IN GARA – RECORD PERSONALI | ||||||||
| DISTANZA | TEMPO | DATA | DISTANZA | TEMPO | DATA | DISTANZA | TEMPO | DATA |
| 100 m | 12”9 | 800 m | 2’03”6 | 1983 | 10˙000 m | 31’59”2 | 1988 | |
| 200 m | 27”9 | 1˙500 m | 4’12”89 | 1990 | 21,097 km | 1h09’24” | 1988 | |
| 300 m | 3˙000 sp | 9’45” | 1988 | 42,195 km | 2h28’53” | 1988 | ||
| 400 m | 57”7 | 5˙000 m | 15’23” | 1988 | 100 km | 7h27’42” | 2002 | |
L’ATLETA
- Gare portate a termine 1˙272, di cui 61 all’estero e in 29 nazioni diverse, sulle distanze che variano dai 100 m ai 150 km; di queste, 77 vinte.
- Corse 318 gare fra maratone e ultramaratone (86 ultramaratone) (145 maratone in meno di 3 ore in 172 mesi consecutivi, dal 03-03-1996 al 02-07-2010).
- Chilometri percorsi fin ora tra allenamenti e gare: circa 138˙000.
- Ha vestito la maglia Azzurra 8 volte sempre nella specialità di 100 km, Europeo 2000 a Belves (FRA), Mondiale 2000 a Winschoten (OLA), Mondiale 2001 a Cleder (FRA), Europeo 2001 a Winschoten, Mondiale 2002 a Torhout (BEL), Europeo 2002 a Winschoten, Europeo 2003 a Chernogolovka (Russia) e Mondiale 2003 a Tainan (Taiwan).
- Medaglia di bronzo a squadre nel Mondiale della 100 km nel 2002.
- Medaglia di bronzo a squadre nell’Europeo della 100 km nel 2002.
- Medaglia di bronzo a squadre nell’Europeo della 100 km nel 2003.
- Medaglia d’oro a squadre nel Mondiale della 100 km nel 2003.
- 50 km indoor 3h29’29” (Brno –CZ- 2001) m.p. Italiana Assoluta indoor.
- 2 titoli italiani Senior-Master AM35 di corsa in montagna e Maratona 2000.
- 1 titolo italiano assoluto UISP di corsa campestre 1988.
- 1 titolo italiano di categoria CSA di maratona estrema 1998.
- 1 titolo italiano di categoria IUTA di ultramaratona estrema 2001.
- 1 titolo italiano di categoria IUTA di 6 ore su strada 2008.
- 1 titolo italiano di categoria IUTA di ultratrail 2009.
- 1 titolo italiano a squadre (GS Lamone Russi) UISP di maratona 2009;
L’INTERVISTA
Quando hai cominciato a praticare l’atletica leggera? Nel 1976.
Quali motivazioni ti hanno spinto a iniziare? Seguendo un ragazzo del paese dove vivevo da piccolo.
Preferisci allenarti in compagnia o da solo? In compagnia anche se a volte preferisco stare da solo.
Cosa pensi quando corri? Attualmente alla mia giornata lavorativa.
L’allenamento che preferisci. Perché. Collinari, perché sto bene all’aria aperta
Quante volti ti alleni a settimana? Se possibile tutti i giorni, magari con piccole sedute ma si esce.
Com’è il tuo allenamento? Attualmente corro poco, perché non ho stimoli, ma quando avevo degli obiettivi, mi allenavo per raggiungerli.
Quanti chilometri percorri a settimana? Attualmente circa 75/80; anni addietro arrivavo anche a 100.
Quante gare fai ogni anno? Circa 30/35.
Il tuo rapporto con l’allenatore. Sono allenatore di me stesso.
Hai un diario in cui annotare programmi, allenamenti, gare, test? Dal 1982 ho la mia agendina dove segno tutti i km corsi in allenamento e gara, una volta anche le sensazioni.
Il successo che più ti ha gratificato. La prima medaglia con la Nazionale Italiana della 100 km ai Mondiali del 2002 (dove ho anche ottenuto il personale); medaglia di bronzo, la prima in assoluto a livello maschile italiana; il gruppo era composto da veri amici e non ci aspettavamo una simile prestazione.
Quante e quali scarpe possiedi per allenamento e gare? Durante l’anno consumo circa 4 paia di scarpe, di solito 2-3 di quelli d’allenamento e 1-2 quelle da gara. Uso diversi modelli e marchi, non faccio differenze, l’importante e che appena infilo la scarpa, il piede lo riconosce come buona.
Come ti alimenti abitualmente? La classica cucina italiana, con pasta in abbondanza, poi verdura e frutta e quando posso carne o pesce.
Assumi integratori alimentari? In gare lunghe (dalla maratona in su) assumo un po’ di aminoacidi.
Sai distinguere la vera fame dalla falsa fame? Una volta si, ora no.
In caso di problemi fisici a chi/che cosa ricorri? Da un bravo fisioterapista.
Ti fai massaggiare abitualmente o solo in caso di infortuni? Purtroppo non frequentemente.
Sai gestire l’ansia pregara? Si.
Ti sei mai sottoposto a un esame baropodometrico? A una valutazione posturale? No.
Hai mai effettuato test di valutazione? Quali e con che frequenza? Nel periodo “d’oro” ho effettuato dei test Conconi, ora vado molto a sensazione.
Leggi libri e riviste di atletica leggera? Quali? Leggo tutti i libri che parlano e vengono scritti da chi corre.
Segui trasmissioni televisive su questo sport? Si, anche se purtroppo sono poche.
Quale sito frequenti maggiormente? Tutti quelli che parlano di ultramaratone, il più cliccato è il DUV, il sito tedesco dove trovi la maggior parte dei risultati di gare e www.clubsupermarathon.it
Nella tua società sportiva ci sono atleti con disabilità? Non ritieni cheil settore disabilità andrebbe maggiormente preso in considerazione anche nell’atletica leggera? Nella mia società no, ma ne conosco e sono d’accordo con te.
Lo sportivo che preferisci e perché. Ivan Cudin, perché è UMILISSIMO ed è un grande amico.
«L’importante non è vincere, ma partecipare con il massimo impegno e al limite delle proprie possibilità» (De Coubertin). Sei d’accordo oppure? Sono stato competitivo e anche rispettando le regole, una volta che ci si attacca il pettorale, ci si trasforma. Comunque ho sempre aiutato un atleta in difficoltà anche a costo di perdere la gara, perché ritengo che questo sia fondamentale per il nostro sport.
I tuoi obiettivi sportivi. Gli obiettivi li ho raggiunti, ora mi godo tutto quello che viene fuori.
Il mondo dell’ultra è in ascesa numerica, vista la partecipazione a due classiche di quest’anno: Nove Colli Running e 100 km del Passatore. Qual è la tipologia dell’ultramaratoneta di medio livello? Allenando degli ultramaratoneti, posso affermare che adesso ci sono sempre più atleti che hanno alzato la propria asticella, vogliono correre sempre distanze più lunghe. A volte solo per dire «io c’ero». Va bene così, però a mio avviso si è perso la ricerca dell’obiettivo e non si riesce a preparare bene un paio di obiettivi all’anno, ma ci si accontenta di 5-6 appuntamenti all’anno corsi all’80% delle proprie capacità.
In genere il corridore corre e basta e partecipa alle gare domenicali. Poi c’è chi fa dei lavori più specifici, tipo ripetute, fartlek, interval training. È importante anche inserire esercizi di tecnica di corsa, andature per l’atleta ultra? Magari, ma questo si ricollega al punto precedente, non c’è tempo.
Il calendario è sempre più fitto: tante gare, tanti atleti partecipanti. In fondo gli episodi drammatici di incidenti, infortuni, morti sono ridotti. Cosa ne pensi? Anche questo si ricollega a due punti precedenti, ora è diventato una moda correre più a lungo degli altri, ma con calma, l’importante è arrivare.
L’ultramaratoneta deve sottoporsi a esami del sangue periodici per controllare la salute del proprio organismo con quale frequenza? Consiglierei almeno due volte all’anno di farsi un bel controllo con esami del sangue e naturalmente la visita d’idoneità sportiva di inizio anno.
Nella maratona ci sono 12’ e più di differenza tra il record maschile e quello femminile. Allungando la distanza il divario aumenta. Ma la donna possiede delle qualità di resistenza e di predisposizione alla fatica non certo inferiori all’uomo. Allora influisce in ciò il fattore che l’universo femminile si è dedicato più tardi dell’uomo oppure? Direi che influisce maggiormente che le donne si siano avvicinate più tardi nell’ultramaratona e quindi hanno bisogno di altro tempo per ricucire il gap. Comunque la differenza in percentuale fra donna e uomo è questa: Maratona + 10,14%; 100Km +6,27%; 24 ore + 17,46%; 6 giorni +17,33%. Quindi non molto distante dai valori sulla maratona. Teniamo presente che la Miglior Prestazione Mondiale sulla 24 ore e della 6 giorni sono state ottenute da un extraterrestre come il greco Yannis Kouros. Così come potrebbero essere delle extraterrestri la Paula Radcliffe sulla maratona e la Tomoe Abe sulla 100km.
Per fare una 100 km quante volte occorre allenarsi a settimana per terminare la prova senza accusare malori e comunque essere in grado nel giro di pochi giorni di ritornare a correre? Direi che bisogna allenarsi almeno 4 volte a settimana.
Giorgio Calcaterra lo scorso 30 maggio ha vinto per la decima volta il Passatore. Significa che è troppo forte o che la concorrenza non è all’altezza della situazione? Giorgio è forte sia fisicamente che psicologicamente, anzi direi che psicologicamente lo è ancor di più e quindi non mi meraviglierei che anche il prossimo anno vincesse la 100 km del Passatore.
Ti è piaciuto questo questionario/intervista? Si.
Alcune note da aggiungere? No, grazie, va bene così.



