Entusiasmante Beaujolais, deludente Torino

Allora, la RAI faceva uno sceneggiato tv chiamato “Una mamma nel Beaujolais”, che parlava di un ragazzino che vagava tra mille avventure per questi villaggi in cerca della famiglia che aveva perduto…….Atmosfere in bianco e nero, stradine magiche, colline misteriose, bella gente col “cor in man”.

Tre anni fa, ho fatto una “recherche” con bici e sacco a pelo, malinconica rievocazione su due ruote del passato perduto tra queste colline.

La moda del Beaujolais nouveau, alimentata da imponenti campagne di marketing, ha da tempo oltrepassato i confini francesi. A partire dalla mezzanotte del terzo mercoledì di novembre di ogni anno, il Beaujolais nouveau viene spedito in tutto il mondo per accontentare tutti coloro che vogliono togliersi il capriccio di bere questo vino nuovo. Si attende questa data per dare il via a cinque giorni di festeggiamenti.

Da 12 anni, fa parte anche la Maratona del Beaujolais. Si attraversano 11 villaggi, 9 ristori con vino novello e passaggi in castelli prestigiosi (Courcelles, Pizay, Ravatys …). La partenza avviene a Fleurie alle 10:30, l’arrivo a Vil.

foto 2La storia racconta che, al ritorno dalla Maratona di New York – alla fine del 1995 -, tre runner locali hanno avuto l’idea di creare una maratona nel Beaujolais. Il principio fondante: “Saper dare agli altri ciò che si riceve quando si va a correre altrove”. Ed hanno organizzato una maratona in linea con questa filosofia: una bella festa costruita intorno ai valori su cui poggia la loro regione: il senso di ospitalità, la convivialità, la solidarietà. “Dalla primavera 1996”, edizione “0” con 40 amici, s’è giunti agli 8000 della edizione 2012. Si comincia con un bel pasta party, la sera prima, con musica dal vivo, balli e tanto, tanto vino nuovo.

Fleurie, sabato 17 novembre 2012  

Nel Palazzetto, dove ci si cambia, assisto a una sfilata di costumi, pirotecnica! Una banda di 20 cavalieri con mago Merlino e spada nella Roccia; Hannibal the Cannibal che correrà i 42 km con la camicia di forza; Asterix e la sua Corte con Obelix e un bel Menhir. E centinaia di altri costumi: Elvis, Blues Brothers, SuperMario, Batman, Hippies, Cavernicoli ecc.

Noi, però, non siamo da meno. Roberto con la storica maglia anni 40 del Grande Torino; Carla con un gonnellino patriottico tricolore; Alessio, il serpente ammaliante “Sorciere” (strega); il grande Piero con la maglia rosa shocking di una vecchia maratona di Milano; io con la mia amata maglia di Quebec City e il tricolore.

Ore 10:30 di sabato, 17 novembre, si parte .

Seguo Obelix con il suo Menhir alto due metri, curioso di vedere se lo mollerà, e corro con Gilbert, il mio amico vestito da Gesù Cristo con tanto di croce a spalla che, in mezzo a tutti questi matti, non si nota neanche.

Si arriva al Castello di Courcelles. Jean Cocteau avrebbe disegnato la rampa di scale del castello di Courcelles… In questo alazzo, Racine, La Fontaine e Dumas soggiornarono a lungo. Poi attraverso un bel vialone alberato, eccoci, forse, al posto più magico: il Château de Pizay. Fin dal Medioevo, i vini di Château de Pizay affascinarono gli amanti più esigenti del Beaujolais. Nel 1030, per la prima volta, il nome di Pizay apparve nelle carte dell’Abbazia di Cluny. Nel 1070, vi sono notizie di fortificazioni erette dai signori di Pizay. Nel XIV secolo, vi costruirono una torre e 100 stanze con l’aggiunta di un giardino. Nel castello vi è un albergo a 4 stelle con 64 camere, un ristorante da gourmet, posto ideale per scoprire il fascino dei piaceri del Beaujolais, anche per chi le gambe le usa solo per metterle sotto il tavolo. La proprietà si estende per 100 ettari intorno al castello, ove vi sono piantate 50 tipi di viti. Si corre e si beve nei sotterranei; attenti alle scale buie, se farete la maratona….

foto 3Dopo due colline, si arriva al Castello di Ravatys, ai piedi della famosa collina di Brouilly, acquistato da un ingegnere originario della Lorena, Auguste Solet, alla metà del XIX secolo, che aveva fatto fortuna in Algeria, dove aveva costruito i viadotti della linea ferroviaria Algeri-Costantine. Le sue mura divennero un ospedale militare, durante la guerra del 1914-1918, che ha ospitato 400 feriti. Il Castello di Ravatys venne donato all’Istituto Pasteur di Parigi nel 1937, con i suoi 30 ettari di vigneto. Nel 1990, il castello e l’Orangerie sono stati completamente ristrutturati per accogliere il pubblico: seminari nelle sale e nelle cantine; cene di gala, matrimoni, conferenze, mostre e concerti nell’orangerie; balli nel parco. Tutti i profitti derivanti dalla vendita dei vini e delle attività del castello vengono donati all’Istituto Pasteur per sostenere la ricerca.

E poi ancora Chateau de la Brassee, Chateau de Sermezy. All’arrivo al municipio di Villafranche, ti aspetta una bottiglia nouveau e la medaglia a forma di tastevin, lo scodellino d’argento dei somellier.

Bellissimo ed indimenticabile Beaujoulais, da rifare 100 volte

TURIN MARATHON

Domenica, 18 novembre 2012

Squallidina Torino, a parte l’arrivo e partenza, per il resto niente di bello. Quasi subito ci hanno mandato in una periferia grigia, al cui confronto Quarto Oggiaro sembra Central Park. Quando torniamo su Corso Francia, un mucchio di insulti dagli affaccendati torinesi.

Davano sei ore che a noi, in doppietta, facevano comode ed io me le sarei prese tutte; ma strada facendo, nelle retroguardie si sente mormorare: stamani hanno deciso 5,30!

Al trentesimo hanno aperto le strade, mezz’ora prima. Ho corso 12 km in mezzo ad un traffico di spostati, navigando a vista per non esserci nessuna indicazione. Chiedevo ai lavavetri. Sono arrivato saltando le transenne e strisciando sotto i gonfiabili smontati. Arrivato, mi hanno fatto pure storie per ritirare la borsa in fretta. Che sportivoni!!! “Piemontesi falsi e cortesi”, verrebbe da dire (e io son di Novara!).

La chicca è stata che, tornato con super Piero al pulmino, lo troviamo bucato. Ci mettiamo a cambiar la ruota. Quando ripartiamo è sparito il mio giubbotto con iI Phone  e la macchina fotografica con tutto il cospicuo carnet di foto della trasferta francese (tristezza). L’indomani, il  gommista mi ha fatto vedere il foro di punteruolo sul lato del pneumatico.

A parte queste impressioni personali negative, che non vorrei più condividere, la doppiettina è riuscita!

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