Eroica Running (Gaiole in Chianti). La vera storia “hard” del Gallo Nero

002Le dolci colline, i castelli, i vigneti e gli uliveti alternati a boschi e altre coltivazioni, gli antichi casali chiantigiani sapientemente ristrutturati, come ad esempio il suggestivo borgo di San Sano caratterizzato da una fontana di bronzo con una rana che scola un fiasco di vino ..…; ma anche i ristori forniti di ogni ben di Dio, l’ospitalità squisita, l’ottimo pasta party e le docce calde: questa è l’Eroica Running, insieme a quella del Chianti una ecomaratona facile, non trail, con salite a misura d’uomo e discese dove ci si può lasciare andare senza tema di mettere il piede in fallo. Il tempo limite di dieci ore permette a chiunque, con un po’ di pratica podistica, di portarla a termine senza difficoltà. È come una passeggiata liberatoria, dove predominano gli spazi aperti e la sensazione profonda di essere immersi in un ambiente incontaminato. A differenza del tracciato del Chianti, qui le distese di vigneti ci accompagneranno lungo quasi tutto il percorso. La giornata è splendida e me la godo. Corro poco e cammino molto scattando foto ricordo per meglio assaporare la bellezza dei luoghi.

003Tralascio di elencare le altre eccellenze che caratterizzano l’Eroica. In omaggio al vino che ha fatto la fortuna di queste terre e al monumento di 800 kg in ferro battuto che campeggia nel centro di Gaiole, mi soffermerò sulla storia del Gallo Nero, storico simbolo del Consorzio del Chianti che rappresenta la maggior parte dei produttori. La storia risale al Medioevo, quando il territorio del Chianti era oggetto di sanguinose dispute pressoché continue fra le repubbliche di Firenze e Siena. Per porre fine alla contesa e stabilire un confine definitivo, si convenne di far partire dai rispettivi capoluoghi due cavalieri e di fissare il confine nel loro punto d’incontro. La partenza doveva avvenire al primo canto del gallo. I senesi allevarono e rimpinzarono di cibo il loro gallo bianco, convinti che all’alba questo avrebbe cantato più forte, mentre i fiorentini scelsero un gallo nero che tennero a digiuno per molti giorni rinchiuso in una buia stia. Il giorno fatidico il gallo nero fiorentino, finalmente libero e morso dalla fame, cominciò a cantare anche se l’alba era ancora lontana, mentre quello bianco senese, gonfio di cibo, dormiva ancora tranquillo. Il cavaliere fiorentino si mise così subito al galoppo percorrendo più strada del suo rivale. Quasi tutto il territorio del Chianti passò quindi sotto il controllo di Firenze e il Gallo Nero in campo oro diventò il simbolo del Consorzio Chianti Classico, ancora oggi stampato sulle bottiglie a testimoniarne l’autenticità.

004Questa è per sommi capi la vicenda che si legge curiosando in rete. Un maratoneta senese degno di fede incontrato durante il percorso mi svela che in internet circola solo la versione “soft”. La vera storia è tutt’altra, una vicenda “hard” dalle tinte boccaccesche. L’inizio e la fine sono le stesse, mentre la parte centrale del racconto è la seguente: nonostante la contesa del territorio avesse provocato morti e feriti, per rispetto delle consuetudini cavalleresche medioevali si stabilì che tre giorni prima del via i galli dovessero essere donati dai contendenti ai rispettivi avversari. Gli onesti ed ingenui senesi scelsero per i fiorentini un bellissimo gallo nero. Gli scaltri fiorentini regalarono invece ai senesi uno splendido gallo bianco che avevano segretamente tenuto lontano dalle pollastrelle per alcune settimane. Quando tre giorni prima della tenzone fu inserito nel pollaio, successe l’inevitabile: dopo settimane di astinenza forzata, il gallo bianco fece strage delle gallinelle “coprendole” a ripetizione. Senza concedersi un’ora di sonno, dopo 60 ore di frenetica attività, il gallo bianco, ormai spompato, si addormentò secco. Accadde così quanto i fiorentini avevano meticolosamente pianificato. All’alba del giorno fatidico, il gallo nero cantò. Due ore dopo il sorger del sole quello bianco riuscì faticosamente ad aprire un occhio, emettere un debole chicchirichì e ripiombare nel sonno ristoratore. Le ore di vantaggio permisero quindi ai fiorentini di aggiudicarsi la maggior parte del territorio chiantigiano.

Questa è la vera storia del Gallo Nero che mi racconta il maratoneta podista senese degno di fede e che qui trascrivo colorendola solo un po’. Se poi trattasi di storia o leggenda, il dibattito è in corso .….

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