A promuovere l’evento sportivo l’Asd Etnatrail di Linguaglossa con il patrocinio del comune etneo e dell’ente “Parco dell’Etna”, ma a fare gli onori di casa, oltre al presidente dell’Etnatrail ASD Carmelo Santoro e il suo staff, anche due mostri sacri dell’ultra-trail, la palermitana Luisa Balsamo e il piemontese Marco Olmo, tra i più grandi specialisti delle corse estreme; due atleti da sempre campioni dentro e fuori dai “campi di gara”.
Oltre all’Italia, le nazioni rappresentate sono state: Belgio, Francia, Olanda, Stati Uniti, Lettonia e anche da Israele. A vincere sono stati in 400, tutti quelli che hanno preso il via da Piano Provenzana,.
Alle 5.30 circa del 24 luglio 2015, ha preso il via l’EtnaTrail 2015 sulla distanza di 64 km per 3200 m di dislivello positivo. L’ascesa notturna in verità è iniziata già alle quattro da Linguaglossa, piccolo paese dove la maggior parte degli atleti hanno risieduto, imbarcati su due pullman che attraversando la tortuosa strada in salita li hanno trasferiti a Piana Provenzana da dove e’ stato dato il via dall’Etna Trail e, successivamente, alle gare di contorno su distanza più brevi (24 e 16 km).
Una grande emozione, dunque, dalla quale non erano immuni i circa 160 runner che dalle 4.30 hanno preso a radunarsi, consapevoli di essere “pionieri” di un ultratrail pressocchè unico, visto che si sarebbe corso sulle balze e sulle chine lunari di nera sabbia lavica del vulcano attivo più alto d’Europa.
Si è corso in larga parte sulla sabbia lavica passando appena sotto il cratere di sud est attraversando luoghi straordinari come i Monti Sartorius, i sette conetti vulcanici allineati nella tipica formazione detta “bottoniera” scovando quella suggestiva nata dall’eruzione del 1923 e quella più recente del 2002. Il percorso ha attraversato anche il Sentiero di Serracozzo regalando l’incredibile panorama della Valle del Bove.
A concludere per primo l’interminabile 64 km, valevole 2 punti per le qualificazioni per il North Face Ultra Trail Du Mont Blanc 2016, è stato l’ennese Vito Massimo Catania dell’Atletica Amatori Regalbuto, che ha bissato il successo della passata edizione con il tempo di 7h03’37’’. Dietro di lui l’ungherese Tamàs Karlowits-Juhàsz
dell’Msvi Miskoc (7h26’06’’) e il francese Paul Kettle del Team Bock Du Mont Bian (7h46’25’’).
Tra le donne ha trionfato la messinese Lara La Pera dell’Asd Marathon Misilmeri fermando il cronometro a 9h26’10’’ e superando se stessa dopo la vittoria nella 24 km dell’anno scorso. A seguirla Luisa Balsamo dell’Asd PalermoH13,30 (9h27’42’’) e la tedesca Basilia Foerster del Team Erdinger Alkoholfrei (9h28’29’’).
Per la 24 km giunge primo tra gli uomini e primo assoluto Vincenzo Schembari dell’Atletica Padua Ragusa transitando in 2h14’04’’ mentre tra le donne la spunta la francese Francoise Kerbaol del Team Sport 2000 Tregueux in 2h44’17’’.
A sostenere l’Asd Etnatrail nell’organizzazione e nella logistica, oltre a vari sponsor privati, anche più di 100 volontari tra uomini della forestale, del soccorso alpino e del Cai, che hanno assistito gli atleti lungo il percorso. Appuntamento al 2016 quando la sfida per il gruppo linguaglossese Etnatrail sarà l’organizzazione della nuova Ultra Trail di 85 km, già in cantiere.
Aver corso l’Etna Trail e’ significato respirare al ritmo di una natura prorompente che sa adattarsi e cambiare aspetto, seguendo i dettami del vulcano. Sono stati affrontati diversi tipi di terreno: consistenti e sconnessi campi lavici, che una volta furono lava fluida ed incandescente, ed ora appaiono appena colonizzati dai licheni; le frastagliate creste della Valle del Bove, testimone di antichi centri eruttivi ed accogliente conca per infinite colate di lava; le lunghe discese tecniche su materiali incoerenti frutto delle esplosioni; i sentieri che si snodano attraverso il bosco per arrivare, infine, all’indimenticabile salita che porta in cima al vulcano attivo più alto d’Europa. Correre l’Etna Trail è stato molto emozionante poiché il percorso si snoda dove la natura regna sovrana. Anche la vista e’ stata appagata dai meravigliosi scorci paesaggistici della costa ionica da Catania alla splendida Taormina, della costa tirrenica con l’Arcipelago Eoliano e della Calabria. Impeccabile e’ stato l’assetto tecnico ed organizzativo della manifestazione nella sua interezza. C’è stato ben poco da biasimare e si è potuto soltanto apprezzare lo sforzo compiuto dagli organizzatori per garantire il massimo confort agli atleti in gara. Il rigore tecnico, d’altra parte comporta le sue durezze, come l’applicazione dei criteri enunciati sulle porte cronometriche e – come del resto specificato a chiare lettere nel regolamento (il cui stralcio è stato incluso nel pacco-gara di ciascun atleta) coloro che all’arrivo non presentavano il pettorale in assetto corretto e ben visibile sono stati penalizzati di 10′ nella graduatoria generale.
Clicca qui per le foto (Paolo Reali)


