Come dicevo in precedenza, vivo ad Ancona con mia moglie Paola, che è anche una assidua accompagnatrice nelle mie trasferte domenicali, sia in Italia che all’estero, per disputare le maratone. Viaggio in camper, in perfetta autonomia, generalmente ogni uscita dura tre o quattro giorni, all’estero anche dieci giorni. Per me è diventato uno stile di vita che mi permette di fare, oltre alle maratone in cui sono un accanito praticante, vacanza e cultura. Tutto questo, mi è permesso perché sono in pensione dal 2003, dopo aver lavorato per trentotto anni. Negli ultimi trent’anni sono stato rappresentante di calzature.
Ogni tanto, lascio questo bellissimo ambiente di maratone, per dedicarmi a qualche cammino, che generalmente faccio in Spagna, percorrendo il cammino verso Santiago di Compostela, che io chiamo riposo attivo. Sono passeggiate di circa mille chilometri. Inoltre, ho anche la passione della numismatica, cioè raccolgo monete di tutto il mondo, una per tipo. Questa passione la porto avanti da quando avevo dieci anni.
Prima di dedicarmi al podismo, ho giocato per circa quindici anni a tennis. Ricordo che, quando praticavo il tennis, pensavo che correre era solo fatica, senza divertimento. Ma il caso della vita mi ha fatto cambiare idea. Mi ha portato con la mia famiglia a conoscere questo ambiente, in cui c’era aggregazione con altre famiglie in un gruppo podistico chiamato CIFRA, e ogni domenica con mia moglie e figli andavamo a queste gare domenicali.
La mia prima maratona, con pochi allenamenti, nel 1990 a Porto Recanati, è stata una sfida con me stesso. Una grande gioia il primo traguardo raggiunto, anche se ero dolorante. Da allora non ho smesso più. L’anno successivo sono andato a correre la Maratona di New York, che io considero la più bella, dove mi sono emozionato all’arrivo, quasi mi scendevano le lacrime dalla gioia.
Dopo la maratona di New York, ho iniziato a fare degli allenamenti specifici per migliorare le mie prestazioni; la migliore l’ho ottenuta a Reggio Emilia nel 1998 con 3:23:27. Oggi, non mi prefisso più la qualità delle prestazioni ma la quantità, e ogni anno mi programmo le maratone da fare, aggiungendo una maratona in più dell’anno precedente, in modo da darmi uno stimolo. Penso che, per essere stimolati a correre, bisogna crearsi un meta personale da raggiungere. Inoltre, cerco sempre di trovare le maratone più stravaganti, come quella corsa l’anno scorso in Germania a SONDERSHAUSEN in una vecchia miniera di sale a 700 metri sotto terra, e la 100 miglia di Berlino, lungo il muro abbattuto nel 1989: ho avuto la sensazione di aver corso nella storia.
Un’altra maratona che mi piacerebbe fare è quella sulla Muraglia Cinese, precisamente la GREAT WALL MARATHON, che è considerata la maratona più dura al mondo, con circa 5000 scalini.
Tutte queste informazioni le acquisisco girovagando su internet e da qualche rivista.
Ho conosciuto il Club Supermarathon tramite il mio amico Giovanni Tamburini, anche lui camperista. Fu proprio lui a presentarmi e farmi entrare come socio nel 2004. E’ un bellissimo ambiente e, con il nuovo direttivo e il vulcanico presidente, è migliorato ulteriormente e vorrei che tutto procedesse in armonia.



