Ferrara: La Maratona Degli Estensi

Arrivando in centro dalla stazione mi accorgo che una gran quantità di locali fanno sfoggio di svariate qualità e quantità di manicaretti, ma d’altronde siamo in Emilia e si sa la cucina è una delle cose per cui vanno fieri.

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Ed io? Nulla di tutto questo ben di Dio? Come Pinocchio, non sto a sentire il Grillo Parlante che rappresenta la voce della coscienza che mi ripete “Sei un runner ed hai un obiettivo da raggiungere” e mi mette in guardia dal farmi incantare dalle distrazioni gastronomiche. Come il grillo è così fragile da poter essere subito zittito, così la voce della coscienza si propone ma non si impone. Siamo liberi di decidere anche contro di essa e contro il nostro bene.

003Con questo “mantra” in testa mi infilo nell’Hostaria Savonarola proprio all’entrata del cortile del Castello: è un trionfo di ogni ben di dio, cappellacci di zucca al ragù, pasticcio ferrarese, salame e torta di tagliatelle. L’interesse alle prelibatezze culinarie di Ferrara è soddisfatto.

Arriva velocemente la mattina, esco dalla camera a tastare l’aria e guardare il cielo, mi dicono che farà caldo: si correrà con abbigliamento leggero.

Mi preparo e mi avvio nella centralissima zona della partenza: il solito fantastico mondo multicolore di noi runners. Dopo le note dell’ormai consolidata “We are the Campions” BANG, si parte!

004Il percorso si snoda tra le vie cittadine per avviarsi poi verso il parco delle mura di cinta. Il ritmo è buono e in proiezione mi illudo di poter fare il personale, ma cosi’ non sarà in quanto, già dopo esser passato alla mezza in meno di 2 ore avverto una certa stanchezza a gambe e polpacci complice forse la velocità un po’ più sostenuta del solito, il caldo, ma soprattutto la fatica accumulata nelle ultime 3 ultra corse a marzo.

Tra paesaggi piatti di campagna aperta e qualche chilometro sull’argine del Po si torna verso Ferrara, si costeggiano di nuovo le mura medievali della città e si arriva all’ultimo chilometro sul Corso della Giovecca. Giriamo a sinistra verso il Castello ed eccoci arrivati.

005La fatica è tanta, le gambe sono doloranti, ma la mente è lucida e gode del fatto di aver portato a termine una ulteriore maratona. Finalmente taglio il traguardo e guadagno anche questa medaglia.

Giornata e risultati da incorniciare, in primis un’ottima organizzazione da parte dell’ASD Corriferrara, che ha avuto complimenti e ringraziamenti da un numero enorme di partecipanti, soprattutto da quella parte che chiude la propria prova senza velleità agonistiche o di cronometro, ovvero da coloro che, nonostante in molti li definiscano “tapascioni”, vengono trattati alla pari degli altri in ogni frangente.

006La giornata è stata gratificata dal record d’iscritti nella maratonina, circa 1.700, per poi chiudere con 1.519 classificati, che migliora i 1.414 del 2016.

Altro record della giornata quello della maratona femminile grazie alla croata Bojana Bjeljac con il crono di 2h41’12”

007In campo maschile bella prova sui 42 km del veneto Michael Casolin del G.S. Gabbi Bologna che ha vinto con una gara quasi tutta solitaria in 2h30’24”, suo personale. Sperava di chiudere sotto il limite delle due ore e trenta, ma nel finale le forze gli sono mancate.

Ristori in gara e all’arrivo molto generosi, con acqua, succhi, dolci, piadine e via dicendo. Forse avrei preferito correre di più all’interno della città e del centro storico per poter ammirare tutti gli aspetti architettonici che questa meravigliosa città offre.

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Clicca qui per le foto (di Mario Liccardi)

 

 

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