Erano presenti il Vicesindaco Vittorio Fata, l’Assessore allo Sport Vittoria Sasso, il Presidente Regionale Fidal Angelo Giliberto, il Responsabile Coni della BAT Isidoro Alvisi, i Promoter Iuta Regione Puglia Angela Gargano e Michele Rizzitelli.
Inoltre, carta stampata, fotografi, televisioni locali, podisti e curiosi a rendere omaggio all’ultramaratoneta schivo e di poche parole, che su un circuito ostico in piena calura estiva ha realizzato una delle migliori prestazioni italiane della specialità: 228,920 km.
Veloci e sintetici i discorsi di rito. Michele Rizzitelli ha portato i saluti del Presidente IUTA Gregorio Zucchinali e del Segretario Stefano Scevaroli e, inoltre, ha consegnato al Campione il pettorale della 6 ore di Barletta in programma il 25 luglio.
La serata è entrata nel vivo quando il conduttore ha rivolto domande all’ultramaratoneta, che hanno permesso di approfondire la conoscenza dell’uomo e dell’atleta; nel frattempo, il verde del Residence, l’ora serotina e la brezza marina avevano reso più sopportabile la canicola.
Fino al 2003, aveva dato calci al pallone, e “per caso” aveva cominciato a correre. All’inizio, non era entusiasta, troppo monotono gli era apparso quel gesto ripetitivo, così tecnicamente povero rispetto al calcio. Con i primi risultati, il suo atteggiamento è andato progressivamente cambiando, approdando dalle gare brevi alla maratona e sconfinando, nel 2010, nell’ultramaratona con la 6 ore di Banzi (PZ). Dei risultati ottenuti negli ultimi 5 anni nelle gare di lunga distanza, tutti sanno.
Nicolangelo si è dimostrato a suo agio con il microfono in mano. Il suo eloquio sincero, chiaro e privo di fronzoli, permeato di modestia e umiltà, ha avvinto l’uditorio. Nessuna parola sulla gioia del successo post-gara, ha posto l’accento sui sacrifici che comportano queste gare al limite del fisiologico. Le ultramaratone, per lui, rimangono un hobby, anche se portano via molto tempo, complementari alla vita affettiva e lavorativa.
Un breve filmato sui momenti salienti della sua carriera ha concluso la parte “parlata”.
Poi torta e tintinnio di calici, mentre il sole tramontava sull’Adriatico. “A Nicolangelo D’Avanzo, Campione per caso”, vi era impresso.
Oltre che un tributo meritato al Campione, la cerimonia è stata un momento di condivisione e occasione per mettere insieme autorità sportive e amministrative onde progettare iniziative a beneficio del podismo.



