Final Party Quinta Three Livigno

Più 70 presenti alla sera finale delle Three Liviigno 2026 nella sala Convegni del Alpen Village. IL Direttivo Club Super Marathon al Completo ha dato il via a un vero e proprio Direttivo Open che ha toccato i più svariati argomenti dalle Convenzioni al Sito CSMI alla situazione Societaria giunta a 1722 Soci alla gestione dei 21 Eventi 2026.  La serata è stata allietata da numerosi interventi tra cui quello del Socio Ambrosioni con le sue gag e quella del dott Ceresa che ci ha riportato indietro nel tempo quando Livigno viveva di pastorizia e Contrabbando con questo bel racconto……….

Molti anni fa, quando Livigno e Trepalle rimanevano isolati per mesi durante i lunghi
engo diei, con in camerio sociol di prodati saprauto vera, risambio
di cioccolato, sigarette o prodotti vari.
Questi scambi in natura venivano anche controllati alla Dogana Italiana al Passo del
Gallo.
Il Racconto riguarda un bambino di otto anni che praticava anche lui, nel giorno di riposo dalla Scuola, questo piccolo commercio.
Anche in paese non sempre oggetti o prodotti vari erano pagati in moneta da chi li comprava a volte in cambio di qualche uovo, burro o altro per gli acquisti nei negozi.
In Livigno allora non c’era una Banca e la moneta era una cosa rara.
Tutto mi è stato narrato da quel bimbo, che ora è un adulto di una certa età.

Andava con il fidato cavallo per la via del commercio spicciolo, essenziale e indispensabile per poter sopravvivere in questo paese enclave tra i monti:
“alti e terribili”, come ebbe a descriverli ai tempi suoi Leonardo da Vinci di passaggio in Valtellina.
Tutti i giovedi, che era il giorno di riposo scolastico, l’impegno di quel bambino era quello di andare con il cavallo e la slitta da neve o il carretto se la neve non c’era più, al valico della Dogana, con il carico di riso, uova, vino o merci gradite ai vicini della Engadina Svizzera.
I guanti: le “manucce”
‘, la berretta di lana pesante e una mantellina di panno in cui
avvolgersi contro la bufera; il nostro aveva otto anni, non viaggiava da solo e la carovana di qualche cavallo con gli uomini alla guida gli dava sicurezza.
Doganieri italiani e svizzeri conoscevano il bimbo che valicava regolarmente ogni giovedi i confini in andata e ritorno alla guida di un cavallo; non erano molto severi con lui.
Tra i muri delle loro caserme sicure si scambiavano parole di curiosita e comprensione per quel piccolo condottiero di slitta e carretto.
Lui al ritorno consegnava i soldi del suo commercio ai genitori che dovevano pensare al mantenimento di tanti altri suoi fratelli e sorelle: non aveva una ricompensa dedicata, quello era il suo lavoro di ogni giovedi in ogni stagione.
Ma anche il piccolo frequentava la scuola con il dovuto: il sussidiario, un quaderno e una penna.
Non c’erano soldi per queste cose. Come fare?
La mamma diede al bambino un uovo ed egli con l’uovo fresco in mano andò dal cartolaio del paese per avere in cambio almeno un quaderno.
Niente da fare, inflessibile il cartolaio voleva soldi e non un uovo di gallina.
Usci’ per tornarsene a casa piangendo sommessamente; una buona donna lo vide e gli chiese perché piangesse. Il bambino spiegò la sua intenzione di scambiare un uovo fresco di gallina con un quaderno nuovo, intenzione andata a vuoto e non capiva perché; spesso con tre uova scambiava un chilo di pane nel negozio del panettiere.
La buona donna, che pure era una sorella del cartolaio lo rincuorò e gli disse:
“aspettami qui”.
Tornò poco dopo con un quaderno e accettò la moneta di scambio di un uovo di gallina.
Non è più così e non solo perché quella buona donna non c’è più…

LINK VIDEO EVENTO SERATA: https://youtu.be/9uNP3yYOmj0

LINK FOTO SERATA: https://www.facebook.com/media/set/?set=a.1455271273301542&type=3

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