Anche nelle altre grandi città il copione è stato recitato come ogni anno, da Wellington in Nuova Zelanda muovendosi verso ovest un meridiano per volta fino ad arrivare al meridiano di Calderara di Reno. Noi eravamo qui nella nostra Times Square, a Calderara City, nella caotica festa danzante in palestra con pìù di 400 persone e un cenone industriale dal menù “Schif-Tec” in allo mezzo allo Skyline dei capannoni. C’è chi va in luogo esotico, o in una città alla moda o in una sconosciuta, chi lo festeggia in un agriturismo o in una baita in montagna, noi l’abbiam fatto in mezzo alle fabbriche nella pianura denuclearizzata.
Il cenone di San Silvestro è stato l’anello di congiunzione tra le due Maratone di Calderara. Ringrazio Gianfranco Gozzi per averci fatto questo bel regalo. Il primo mattino del 2015 è stato bellissimo. Cielo terso e meno sei gradi. 46 iscritti e 36 arrivati. Si gira al contrario rispetto a ieri facendo 12 giri corti da 3.5 km. Siamo in pochi ma sul circuito breve ci si sente meno soli rispetto a ieri. Il pezzettino di ciclabile al sole in mezzo al frutteto dà qualche speranza per un mondo migliore senza tutti questi capannoni.
Gran finale con i francesi Pierre e Daniel, che ha festeggiato 150 maratone, e Oggie il Nord Irlandese, che ha festeggiato le 100 mettendo le candeline sopra una brioche.
Dopo otto giorni di maratone e bei momenti, tutto finisce cantando insieme gli inni nazionali. La Marsigliese, Fratelli d’Italia e il malinconico “Danny Boy”, l’inno Nord Irlandese. Scende qualche lacrima ma è di felicità… .
Buon 2015!
“Anno nuovo” di Gianni Rodari/Paolo Gino
Indovinami, indovino
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto, o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo del lunedì
avrà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.
Andremo tutti a Crevalcore
Aspettando il Passatore.
Bagnacavallo o Ragusa
L’opinione è assai confusa.
Castellaneta sulla sabbia
o Monteforte che s’arrabbia.
Il venticinque dice il calendario
si va in Canaria con Supermario.
Giunge Febbraio e fa marameo
a una doppia Incoronata da Faleo.
Poi Capecci là ci aspetta
sulla sabbia senza fretta
e una cena niente male
col direttivo nazionale.
Il quindici scegliere è un casino
Tra Napoli e San Valentino.
Il ventidue vi faccio una domandina
Lucera, Busseto, Carignani o Messina?
Il primo marzo la botte è piena
si può andà a Treviso oppure a Siena.
Per la festa della donna tutti andremo
al Firenze/Trail o alla Strasimeno.
Mentre alle idi di Marzo si sposta la gara
a Brescia da Togni oppure a Ferrara.
Il Ventinove invece c’è solo Palmanova
e poi arriva Pasqua e si spaccan le ova:
meglio una quartina sul Lago d’Orta
o tenere il Lamone di Scorta?
Sabato 11 si va al Gargano da Pasquale
ma a Torino v’è un criterium internazionale
facciamo uno sforzo ma non invano
poiché la domenica c’è Milano.
Il diciannove ci chiama il Santo
ma ad Hannover Hottas ha il vanto
di festeggiare con tutti quanti
2300 traguardi che sono tanti.
Per la Liberazione chi va in Romagna
chi va sull’Adda e chi in campagna.
Mentre a Rimini la primavera incalza
il 26 d’Aprile a Siracusa si danza.
Chi vuole una paniscia si faccia coraggio
E venga a cuocere il riso il Primo Maggio.
Poi Trieste e Annibale che si combattono
Dalle guerre puniche ma non si abbattono.
E poi giunge il Passatore, Suviana e l’Abetone
l’estate è piena zeppa di maratone.
Nel calendario dell’anno novo
Di gare scritte ora non trovo
per il resto anche quest’anno
sarà come i maratoneti lo correranno
con l’augurio più sincero
di poter dir: “Io c’ero!”.
Clicca qui per foto (di Paolo Gino)


