Forte DAY 4.  CUORE DEL FORTE ARRIVEDERCI AL 2025

di Paolo Gino

AL FORTE SI LASCIA IL CUORE. Ho scritto t’amo sulla sabbia e li resterà fino 3 gennaio 2025 quando torneremo. Grazie a tutti della folta partecipazione il Forte vi da appuntamento al 3.4.5.6. gennaio 2025 per la Quarta Edizione Iscrizioni già aperte.  Ringraziamento particolare al Direttivo del Club e a tutti i 30 volontari che hanno supportato la manifestazione lavorando 24 ore per cinque giorni e animando anche le serate.

 Se vogliamo trovare una parola che ha contraddistinto il 2023 del Club Super Marathon Italia, non ho difficoltà a scegliere crescita

Centinaia di nuovi soci sono entrati a far parte della grande famiglia del “Popolo delle lunghe” e insieme a loro è anche aumentato il numero di eventi organizzati dal Club, che hanno avuto come ciliegina sulla torta, l’organizzazione del campionato italiano di 100 km corso lo scorso settembre a Torino.

Il 2024 appena iniziato sembra però non voglia essere da meno visto i 10 nuovi soci iscritti in occasione di Forte Sea Front, che a sua volta ha segnato una crescita, rispetto all’edizione precedente, del 20%.

Tanti volti di vecchi e nuovi amici, hanno caratterizzato questi quattro giorni di sport sì ma anche di festa, come quelle andate in scena ogni sera presso l’hotel Eco del mare, quartier generale dell’evento, dove alla ricca cena accompagnata ogni sera da musica dal vivo, è sempre seguito lo spettacolo offerto dalla voglia di divertimento dei nostri soci.

Come se non bastasse, anche in ambito sportivo abbiamo avuto delle sorprese.

Un po’ meno bella quella per Giorgio Calcaterra che dopo due anni di dominio assoluto ha dovuto abdicare sulla distanza regina, mentre abbiamo avuto protagonisti nuovi soci, nella gara breve.

Facendo un po’ d’ordine, la classifica finale dei 4 giorni ha visto nella gara breve un podio femminile composto da: Odetti Elena salita sul gradino più alto, seguita da Arrighi Paola, mentre questa volta, fra le gemelle Carlini, per il terzo posto, l’ha spuntata Valentina, sopravanzando di qualche minuto la sorella Ilaria.

Tra gli uomini, vittoria per Balla Mattia che ha preceduto nell’ordine: Fissore Marco e Guastini Davide.

Nella gara più lunga, mentre tra le donne si è avuta la conferma di Sara Pastore, la corona di “Re” di Forte dei Marmi, è andata quest’anno a Coniglio Gianluca che ha saputo mettere in fila il secondo classificato Grillini Alessio e come detto il grande Giorgio Calcaterra.

A completare il podio delle donne, seconda piazza per Cerchiari Morena e medaglia di bronzo alla francese Lamer Marie Noel.

Cala così il sipario sulla terza edizione di Forte Sea Front, un evento che ancora una volta ha mostrato tutto il suo potenziale

E’ piovuto ma poco poi il sole ha baciato la premiazione e abbiamo provato le due anime l’estate e l’inverno che come diceva Ruggeri Il mare d’inverno è un concetto che il pensiero non considera. Le due stagioni sono come le due anime diversissime e insieme molto definite di questo litorale incastrato tra la Liguria, Massa e Viareggio. Da un lato gli abitanti, burberi all’ennesima potenza, e dall’altro i nobili e gli industriali chic che ci venivano in vacanza, i “signori”.

Ma IL NOSTRO CUORE E’ RIMASTO QUI TRA LA SPIAGGIA E I SURFISTI TUTTO PER NOI IL FORTE QUANDO PIOVE. Distaccato e riottosoper chè la cultura del luogo ha prodotto un pensiero anarchico, ribelle, grazie a scrittori un po’ outsider come sono stati Enrico Pea e Manlio Cancogni e come oggi è Genovesi, Forte dei Marmi è famoso quasi solo per la ricchezza dei suoi frequentatori. Personaggi indimenticabili come il Moscardino di Pea e gli antieroi sfigati di Genovesi non hanno davvero nulla di borghese. “Pea era un grandissimo, tradotto da Ezra Pound! Oggi è un dimenticato. Eppure il fatto di essere un outsider o anche solo un povero a Forte dei Marmi è ancora più interessante dal punto di vista letterario, il contrasto è più forte che altrove”.

Resta un mistero: il carattere respingente e assai poco incline all’accoglienza dei locali. Com’è possibile che questo dettaglio non abbia ostacolato il turismo? Che anzi lo abbia aiutato? Scrive Fabio Genovesi in Morte dei Marmi:

Siamo gente poco abituata alle vie di mezzo, siamo nati in mezzo agli estremi, stretti tra il mare e le vette di duemila metri, in un paese che d’estate è Disneyland e per il resto dell’anno somiglia alla Transilvania. Gente costituzionalmente incapace di accogliere il turista, ospitandolo e condividendo gli stessi spazi, il popolo di Forte dei Marmi ha sempre preferito consegnargli il paese, inginocchiandosi e servendolo a testa bassa. E questo mica per un sentimento di inferiorità o devozione, no, questo solo perché inginocchiandosi e abbassando lo sguardo si può evitare di guardare l’altro negli occhi, di parlarci e avviare un rapporto umano.

Ma comunque ha un suo fascino tutto cool correre qui la domenica mattina mentre piove con nessuno in giro soprattutto la in fondo verso la Capannina isolata e che sembra alla fine del mondo nella pioggia

All’inizio del novecento la Capannina era un capanno degli attrezzi in riva al mare, dove s’incontravano Ungaretti, Montale, Primo Levi e naturalmente lo scrittore Enrico Pea, nato a Serravezza, che era un po’ il riferimento culturale dell’epoca in Versilia. Manlio Cancogni, nato anche lui in Versilia era negli Stati Uniti a fare il giornalista. Italo Balbo si dice che arrivasse alla Capannina in aliante. Si beveva Negroni.

Poi vennero le star internazionali: Edith Piaf nella sua unica apparizione in Italia, Paul Anka, Maurice Chevalier, Pérez Prado. Poi l’incendio. La ricostruzione. “In quella zona della Versilia scoprii, insieme ad altri ragazzi, il jazz hot”, ha scritto Attilio Bertolucci, che aveva casa ai Ronchi. “Ascoltavamo all’interno della piccolissima Capannina di allora i dischi di Armstrong, di Ellington. Ricordo ancora il vecchio grammofono”.

Dedicherei il cuore lasciato sulla spiaggia a Montale. C’è un famoso questionario del quotidiano La Nazione del 1951 rivolto a Eugenio Montale e le domande riguardano il soggiorno del poeta in Versilia: “Vorrei che gli svaghi e le attrezzature fossero proibiti. Si stava meglio vent’anni fa”, esordisce Montale, che soggiornava all’hotel Alpe Mare che oggi è la villa di Andrea Bocelli al secondo semaforo della corsa KM 0,8. E aggiunge che, fosse per lui, “sopprimerebbe tutti i rumori”. Quando gli chiedono cosa preferisce tra le attrattive del Forte lui appunta: “Il mare, le pinete, e i platani del caffè Roma”.

Arrivederci Forte Solitario bello Correre come diceva il poeta “mare infinito, di creta e di mondiglia”, che non è cambiato tanto, quello no, da quando Eugenio Montale lo evocava nella Bufera.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Leggi anche