
A perfect First Day in Forte dei Marmi, Versilia, Toscana, Italia, South Europe. Un giorno Perfetto 18 gradi e un sole primaverile che di un gennaio lascia solo il nome. Nel cuore della controversia, di quell’interrogativo costante che ci insegue accompagnandoci negli anni che aumentano: se sia meglio ciò che è stato o ciò che è. Eran meglio le vecchie edizioni o questa? Oltre alla sorpresa che per un giorno Re Giorgio ha perso il trono la sorpresa più grande è la presenza di un 20 per cento di stranieri da tutto il mondo 35 su 161 totali al momento
| Nation.IOCName | 17k | 42k | 8.5k | Totale |
| AUT | 0 | 3 | 0 | 3 |
| BEL | 0 | 2 | 0 | 2 |
| FRA | 0 | 8 | 0 | 8 |
| GBR | 0 | 2 | 0 | 2 |
| IND | 0 | 2 | 0 | 2 |
| ITA | 11 | 101 | 22 | 135 |
| LTU | 0 | 1 | 0 | 1 |
| NED | 0 | 1 | 0 | 1 |
| POL | 1 | 0 | 0 | 1 |
| SUI | 1 | 1 | 0 | 2 |
| SVK | 0 | 2 | 0 | 2 |
| USA | 0 | 2 | 0 | 2 |
| Totale | 13 | 125 | 22 | 161 |
Vincono i Francesi dopo gli Italiani. Presenza prestigiosa il Professor Leo Lundy che se vi ricordate redasse quella statistica per i Trinty College di Dublino. Forse perché questo luogo il Bagno le Dune è Paradigmatico tra tanti ricordi e passioni, è il luogo che obbliga a questo confronto cosa c’era di meglio prima che ci aiuterebbe a migliorare adesso?




Di questo posto, o meglio delle sue caratteristiche e dei suoi difetti, è già stato detto tutto nel nostro articolo “Vestivamo alla Marinara”. Ma proprio qui al primo km tra Bocelli e l’autostrada vive Fabio Genovesi ha scritto tutto o quasi in Morte dei Marmi. Ma forse non è vano ricordare che in questo paese, sorto intorno a un fortino fatto costruire a difesa dell’approdo dal granduca Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena ai piedi delle Apuane, da cui discendevano i marmi che dal pontile venivano imbarcati per abbellire chissà quali dimore patrizie, sono transitati grandi personaggi e molta storia. Chissà in quanti tra gli attuali runner tornati per la terza volta a queste spiagge ne conoscono le leggende e i dintorni. In quanti sanno per esempio che Michelangelo sceglieva su queste montagne i blocchi di marmo da scolpire, che Ariosto fu governatore degli Estensi in Garfagnana, poco distante: boschi e paesaggi bellissimi tra le Alpi Apuane e gli Appennini. O che Byron si bagnò in queste acque, che Böcklin e Hildebrand dipinsero in questi luoghi, come più tardi fece Carrà… E che D’Annunzio andava nudo a cavallo nella sua Versiliana, la pineta ormai tristemente impoverita dei suoi alberi secolari dal devastante uragano del marzo 2015, come del resto molte non più ombrose strade (e case) del Forte. Che Pascoli trascorse i suoi anni più tranquilli vicino a Barga, dove ancora si può visitare la sua casa la cui spoglia e linda cucina resta impressa nella memoria come una poesia. Che a Torre del Lago, frazione di Viareggio, dimorava Puccini che lì è sepolto e che ogni anno viene celebrato dall’ormai noto Festival a lui intitolato, una total immersion nelle sue melodie. E che da Seravezza, dove c’è una bellissima villa Medicea che ospita ogni estate belle mostre (quest’anno Primo Conti), partì un giovane Enrico Pea analfabeta per raggiungere Alessandria d’Egitto, dove incontrò l’amico della vita Ungaretti, e dove imparò a scrivere quel tanto che gli consentì di diventare uno dei più grandi del Novecento.
Adesso al Quarto Platano andiamo noi dello staff a far colazione nella guazza delle sei di mattina, una volta c’era anche lui il famoso “Quarto Platano”, il caffè dove si riunivano i letterati e dove si potevano incontrare oltre a Carrà, Soffici, De Robertis, Montale, Gadda, Ungaretti, Carlo Bo, Roberto Longhi e Anna Banti, Piero Bigongiari… E dove andava Leone Piccioni, mio padre, talvolta portando con sé i figli piccoli. E poi c’è Pietrasanta, la città in cui convergono gli artisti per i laboratori di marmi e per le fonderie, i quali poi trovano ristoro sulle spiagge del litorale: in anni recenti Mitoraj, Folon, Botero, ma anche Cascella e Pomodoro.
E’ un po’ sacrilego correre dove Henry Moore viene ritratto sotto la sua tenda a un bagno del Forte, coi capelli bianchi e il fedele riporto. Correre proprio tra i bagni: “bagno” e non “stabilimento”, le tipiche cabine a forma di casetta da affittare come personale spogliatoio e le mitiche tende, nate assai prima degli ombrelloni, generose d’ombra e oggi costose quanto un mese di affitto di una casa, chessò a Fregene? o forse anche a Sabaudia? Sicuramente di certi luoghi meno battuti della Sardegna). Anche Marino Marini passava qui le estati nella sua casa di vacanza. E c’era Mina, la “Bussola” di Sergio Bernardini alle Focette, dove si esibivano dei grandissimi – Ray Charles, Aretha Franklin, Miriam Makeba – e la “Capannina” di Franceschi. E il Premio Viareggio, che si sussegue dagli anni d’oro del 1929 fino al 2023 dove per la Narrativa ha vinto Niccolò Ammati con La vita intima
E qui c’è anche poi la vita poco intima e durissima dei cavatori, la guerra, la linea gotica che seguiva un fronte di oltre 300 chilometri sui rilievi delle Apuane, l’orrore dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, compiuto nel 1944, di questi tempi, il 12 agosto, da una divisione nazista delle SS e da elementi della 36° brigata Mussolini con l’aiuto di collaborazionisti fascisti: 560 morti di cui 130 bambini. Una memoria che pesa su certe asperità del paesaggio montano e sui suoi habitant che in questa giornata cartolina mentre corriamo vediamo di lontano. Tante le sollecitazioni, tanti i pensieri. I “vu’ cumprà” che inesausti li vediamo al pontile mentre passiamo e pensiamo a casa loro la tragedia che travolge e li spinge a scappare.




A noi basta correre ma I falsi moralisti non credono alla Magia del Forte e dicono che il luogo sembra rappresentare alla perfezione la tanto nominata ma sempre più tragicamente vera caduta di valori che sta travolgendo, e non da oggi, questa nostra Italia. Una tragedia degli equivoci che continuamente si rappresenta in ogni aspetto della vita pubblica e privata. Disvalori elevati a valori. E non solo la cultura al Forte sembra aver gettato la spugna, anche il genius loci ormai preferisce il silenzio, non parla più. Sparite le attività commerciali caratteristiche, in cui si amava tornare per ritrovare colori, sapori, insomma il gusto locale. Il vero Fortemarmino resta, resiste, segue l’onda, misura il guadagno e si adegua. Inutile proclamare di non essere un pollo da spennare, anche perché le penne ormai son quel che sono. E tanti si gloriano di ricordarsi dei suoi nonni, che si son fatti dal nulla, si sono guadagnati e sudati ogni pietra delle case che figli e nipoti si sono ritrovati, o che addirittura hanno contribuito alla bonifica di strade ancora paludose.
Dove facciamo il giro di Boa al Bagno Piero c’è ancora la leggenda della famiglia Agnelli. Qui regna la storia come racconta la proprietaria di un bagno rimasta legata alla sobrietà e per niente desiderosa di seguire l’esempio dei colleghi che hanno trasformato i loro stabilimenti in set per i big dei rotocalchi e della politica spettacolo… il fatto è che una volta i signori erano signori davvero. Dalla loro sobrietà, dalla non ostentazione, dalla naturale buona educazione c’era da imparare, e volentieri. E ricorda Malaparte che amoreggiava con Virginia Agnelli su una barca a vela condotta da suo nonno bagnino… Una volta ai “signorini” la buona educazione la si insegnava, si insegnava la consapevolezza del privilegio, la percezione dell’altro,
Ma torniamo dagli Agnelli alla terza edizione della Forte Seafront, la serie di 4 maratone si apre con una sorpresa. Tutti si attendevano, nella prima maratona del 2024, l’acuto di Giorgio Calcaterra, l’ex iridato di ultramaratona vincitore delle prime due edizione, ma il popolare tassista romano si è dovuto accontentare della seconda piazza, a 5’55” dal vincitore Gian Luca Coniglio (Boves Run).
Il corridore piemontese non è uno sconosciuto: lo scorso anno si era già messo in luce aggiudicandosi la terza delle 4 tappe della Quadrortathon di Gozzano (NO), sempre ai danni di Calcaterra. In terra toscana Coniglio ha chiuso in 2h57’43” seguito da Calcaterra arrivato con lo stesso tempo di Alessio Grillini (Liferunner). Quarta piazza per Gabriele Grassi a 16’58” e quinta per la prima donna, Sara Pastore compagna di colori di Calcaterra nel team intitolato a suo nome. 3h35’09” il tempo della vincitrice che ha staccato di 24’04” la ceka Zuzana Stolicna e di 28’21” Morena Cerchiari.
Altre due le distanze previste per la Forte Seafront. Nella 17 km primo Ivano Rugani in 1h14’33”, nella 8,5 km Mattia Balla (Let’s Run for Solidarity) in 34’46” e fra le donne di Valentina Menicacci (Atl.Alta Toscana) in 48’29”.



Domani seconda delle quattro tappe con le stesse modalità della prima: partenza alle ore 9:00 presso la località Le Due, per affrontare il circuito di 8,5 km da ripetere quattro volte per completare la distanza di maratona. Ricordiamo che è possibile ancora aderire alla manifestazione nella versione giornaliera, andando quindi a competere con tutti coloro, anche stranieri in buon numero, che si daranno battaglia fino a domenica vivendo poi il resto della giornata tra turismo e festa.
Per informazioni: Club Super Marathon Italia, www.clubsupermarathon.it
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