Correre, è immaginare “ one man alone” in canotta, tra fulmini traccianti e tuoni rombanti, nel mentre rincorre, con rabbia, i restanti 52 Km per Faenza. Tale era il Luperto in cima al Passo della Colla.
Correre è la serenità espressa da un atleta di 38 anni, guarito da un linfoma. Partenza maratona di Bari, tra una nuvola di pioggia.
Correre è specchiarsi nella felicità di Diego, dopo le 3 ore e 36 minuti della Maratona D’Annunziana.
Correre è ricordare i cruenti improperi di Raffaele ad Adriano, che s’involava, furbescamente, al sedicesimo chilometro della mezza di Otranto, nel corso di una sosta forzata del Raffaele, colto da impellenti necessità fisiologiche.
Correre è il meraviglioso scenario del fievole lampeggio di innumerevoli lucciole, in una notte stellata di fine maggio, in quel del Mugello.
Correre, significa anche vedere gli sguardi di essere umani in quattro lamiere con cellulari, sigarette, sfreccianti sulle strade, con espressioni spiritate da far invidia al grande Alberto Sordi. Ma questo è altro tipo di corsa.
Correre è rivolgere il saluto, di sera, al buon Adriano – mi scuso con Raffaele – quando torna dall’allenamento, dopo una dura giornata di lavoro trascorsa in macchina.
Correre è, soprattutto, la santa pazienza delle nostre consorti nel sopportare e cercare, a volte vanamente, di capire tali mariti, a dir poco balzani.
Correre è questo e tanto ancora. Spero di non aver procurato noia.
Grazie al suggerimento di Antonello, credo di avere trasmesso a Voi tutti un messaggio positivo.
Vi auguro tante soddisfazioni, spero che tra venti anni rileggiate assieme questi scarni pensieri sgorgati dal cuore.
Buona corsa a tutti Voi. Ai “ ballerini”, permeati da eccessivo entusiasmo, per poi, all’ultimo momento, costretti a rinunciare alla gara, come risvegliati, bruscamente, da un sogno.
Buona corsa ai “ cardilli” Cosimo, Diego, Andrea in volo dall’ultimo allevatore Ronzino, che non si da per vinto. Li vede scappare, nell’ascolto melanconico del canto: “ se nanu ulati li cardilli, anu rimaste le cargiule”*.
Naturalmente, ballerini, cardilli, cargiule non sono farina del mio sacco. A disposizione degli interessati fornire la fonte informativa relativa, senza dubbio, ad un figlio di buona mamma.
Nell’augurare buon 2013, mi piace ricordare Fabrizio De Andre’:
“ Gli arcobaleni d’altri mondi hanno colori che non so. Lungo i ruscelli d’altri mondi nascono fiori che non ho” dal recitativo Il Cantico dei Drogati, anno 1969.
*Sono volati gli uccelli (cardilli), sono rimaste le gabbie vuote (NDR).


