Arrivo all’aeroporto di Frankfurt sabato mattina alle 07:35, con un volo di linea da Bologna prenotato low cost con Germanwings, compagnia aerea della flotta Lufthansa. Per andare a Francoforte non scegliete Ryanair che atterra a Frankfurt Hahn, distante oltre 120 km dal centro città. Dall’aeroporto principale invece, con meno di 4,00 €, le linee S8 e S9 della metropolitana arrivano in 16 minuti alla Stazione Centrale, una vera pacchia. L’aeroporto di Francoforte è il maggior datore di lavoro della regione (Assia) ed il terzo d’Europa per grandezza, con un traffico di circa 53 milioni di passeggeri ogni anno.
Quel che è riuscita a fare Francoforte negli ultimi 50 anni ha del miracoloso. Praticamente rasa al suolo dai bombardamenti dell’ultima guerra mondiale, è diventata la capitale della finanza e dell’economia tedesca, sede di una delle borse valori più grandi del mondo e della BCE (Banca Centrale Europea), che nel bene e nel male decide i destini di tutti noi. Ospita alcune delle fiere commerciali più prestigiose d’Europa, fra cui la più importante è La Fiera del Libro (Buchmesse). Si differenzia dalle altre città tedesche per l’elevata concentrazione di grattacieli che disegnano un skyline che si specchia sul Meno, secondo per bellezza solo a quello di New York. Ciononostante, Francoforte è una delle città più vivibili al mondo, con un ricco patrimonio di musei, parchi e aree verdi, università, eccellenti trasporti pubblici e piste ciclabili.
Una simile Supercittà non poteva non avere una maratona all’altezza, con una “location” unica al mondo per efficienza. Ospitata nei padiglioni del quartiere fieristico, vanta un piano terra (Halle 1.0) riservato a docce e spogliatoi, un primo piano (Halle 1.1) adibito a deposito borse e massaggi e un secondo piano (Halle 1.2) per la consegna pettorali e gli stand dell’Expo. Qui incontro Mauro Firmani, a Francoforte già da qualche giorno anche per promuovere la Roma Marathon. Taglierà il traguardo, beato lui, in 3.32.28. Saluti e baci all’amico Klaus Duwe, 200 maratone ed ultra ultimate in carri
era, grande Herr Direktor di www.marathon4you.de, un ottimo sito sulle maratone dell’area tedesca e non solo, con tanti articoli e belle foto di ogni gara. Mentre scrivo, già 21 cronache sulla Frankfurt 2014 pubblicate al seguente link: www.marathon4you.de/laufberichte/marathon/176. Aprendo il link, compare in alto una moneta d’argento e di bronzo, risultato di un sondaggio condotto fra migliaia di maratoneti: nel 2013 la maratona di Francoforte è arrivata seconda fra quelle tedesche e terza nell’area tedesca (Austria, Svizzera, Germania). Ancora una volta prima la Jungfrau, perla svizzera delle maratone alpine. Le varie classifiche sono visibili al sito: www.marathon4you.de/voting e le prime 100 al seguente link: www.marathon4you.de/pdf/umfrage/2013/13_Top100.pdf.
Dalla stazione di Ostendstrasse, situata a 100 m dall’Hotel Diplomat dove alloggio, raggiungo con la S-Bahn il quartiere fieristico in 10 minuti. Attenzione a viaggiare senza biglietto. Anche alle 8:30 di domenica mattina, una coppia di corpulenti ed inflessibili controllori pattuglia i vagoni della metropolitana alla ricerca di eventuali portoghesi. La partenza è alle 10:10, dieci minuti dopo i primi della classe. Le condizioni meteorologiche sono ideali, 16 gradi la temperatura e cielo parzialmente nuvoloso. Dopo la doppietta warm-up pescarese del weekend scorso, un’abb
ondante spaghettata al pasta party di ieri sera e una profonda dormita, anche le mie condizioni fisiche sono niente male. Il tempo passa veloce correndo, scattando foto agli arditi grattacieli e allo skyline, e arraffando i gel supercalorici che dal 20^ chilometro tappezzano i banchetti di ogni ristoro. Mezzora dopo la partenza, in un tratto di strada avanti e indrè, incrocio il velocissimo Gerhard Wally che non faccio in tempo a fotografare. Sorrido, osservando un maratoneta in veste di galeotto scortato dal poliziotto e dal giudice che l’ha condannato ai lavori forzati. Molti i tedeschi con indosso magliette sulle quali campeggiano scritte consolatorie “Niemals Erster, aber immer ein Sieger” (mai primo, ma sempre vincitore) e esortazioni preventive “Laufen gegen Leiden” (correre contro i dolori). Ogni 10 km ci superano atleti che corrono velocissimi: sono i partecipanti alla staffetta (Staffenwechsel) che, preso al volo il testimone e con la smania di recuperare, rischiano di travolgere gli incolpevoli maratoneti. Del finale ho già detto: i più bei 100 metri corsi finora.
Torno a casa lunedì sera, dopo un’altra maratona turistica per Francoforte.
Per finire una considerazione. Nel 1945 la Germania era a terra. Anche noi lo eravamo, ma in misura minore. Settant’anni dopo, la Germania è un mondo a parte. Non molto lontana però da Inghilterra, Europa del Nord, Austria, Francia e Spagna. Lontanissima invece da noi. I tedeschi hanno investito con l’obiettivo primario del bene comune. I servizi funzionano tutti, e il welfare pure. Anche noi abbiamo investito. Ma i nostri sudati quattrini sono finiti solo in minima parte nella costruzione di nuovi asili, scuole, ospedali, strade, metropolitane, ferrovie, piste ciclabili, servizi, ristrutturazione e pulizia delle città. Da noi l’appalto è ancora troppo spesso una scusa per riempire le tasche di mafie, politici e burocrati corrotti, imprenditori corruttori. Regole e bene comune? Pernacchie.
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Alcuni numeri della Franfurt Marathon. Primo il keniano Mark Kosgei Kipto 02.06.49, 8.945esimo un 75enne tedesco in 06.34.03. Prima l’etiope Aberu Kabede in 02.22.21, 2.181esima una 35enne neozelandese in 06.17.43. 235 italiani, fra cui quattro soci del Club Super Marathon Italia: Mauro Firmani, Carlo Remonato, Gerhard Wally e Mario Liccardi, evidenziati nella classifica allegata. |
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