Gian Paolo Sobrino. Questionario Atletica Leggera

Peso: 73 kg

Frequenza Cardiaca: 42

Società: Lbm Sport Team

Specialità: ultra-distanze

Allenatore: Giovanni Volontè

Titolo di studio: laurea

Professione: impiegato

Stato civile: coniugato

 

 RECORD PERSONALI

Distanza Tempo Data
10˙000 m 39’19” 03/2007
21,097 km 1h26’55 03/2007
42,195 km 3h07’52 03/2007
100 km 10h17’17 05/2014

 

ATLETICA LEGGERA

Quando hai cominciato a praticare l’atletica leggera?

Nel 2006 per caso. Purtroppo vengo da una famiglia che mi ha inculcato la repulsione per ogni tipo di sport praticato; quando ero a scuola, non mi era consentito di andare il pomeriggio (una volta a settimana) alla classica partita di calcio; e mi veniva spesso vietato anche di giocare a pallone in cortile nei 15 minuti di ricreazione; purtroppo questa situazione non ha sviluppato alcune caratteristiche fisiche che si sviluppano soltanto in età scolare; ho iniziato a fare sport in maniera soft ed a correre lentamente una volta a settimana dopo i 18 anni. Poi dopo un po’ di anni tra vita sedentaria, palestra, tennis, ecc …. Nel 2006 conosco il mondo dell’atletica amatoriale.

Quali motivazioni ti hanno spinto a iniziare?

Uno sport facile da conciliare con famiglia e, soprattutto, pesantissimo impegno lavorativo.

Preferisci allenarti in compagnia o da solo?

In compagnia, ma il tipo di allenamento è il mio, la mia velocità, il mio allenamento.

Quando corri ti concentri: a) sul gesto atletico; b) sull’immagine interna; c) sull’ambiente circostante?

Dipende.

L’allenamento che preferisci e perché.

Il medio variato; durissimo, e in poco tempo è un mix di effetti.

Quante volti ti alleni a settimana?

7-8 (non solo corsa).

Com’è il tuo allenamento?

Breve ma sempre abbastanza intenso; purtroppo ho poco tempo e mi piace sfruttarlo; quando devo uscire a fare una corsetta lenta, resto a riposare o lavorare.

Quanti chilometri percorri a settimana?

Dipende dal periodo; da 90 a 170; poi dipende dalle gare.

Quante gare fai ogni anno?

Divido in gare che mi interessano, gare di test e gare di allenamento; quelle che mi interessano sono 4 o 5 all’anno.

Esegui esercizi di stretching, ginnastica, circuit training, yoga o altro e con quale frequenza?

Circa 3 volte a settimana.

Il tuo rapporto con l’allenatore.

Lo seguo …Ma fino a un certo punto .

Hai un diario in cui annotare programmi, allenamenti, gare, test?

Certo; file excel, dal 2007.

Il successo che più ti ha gratificato.

Completare la Spartathlon.

Quante e quali scarpe possiedi per allenamento e gare?

Ne uso molte paia contemporaneamente, alternandole in base al tipo di uscita. Quasi tutte A3. Ritengo inoltre che vadano alternate per non far abituare piede e fisico alla stessa scarpa, quindi vanno anche usate marche diverse; scarpe molto vecchie per scarichi lenti e per andature tecniche; scarpe vecchie per scarichi e per lunghi (dove cerco di controllare l’appoggio); scarpe più nuove (meno di 700 km) per lavori e gare; scarpe Newton e scarpe Altra (drop 0 con beneficio metatarsale) per alcune uscite di scarico ma allenanti proprio per il tipo di scarpa.

 

NUTRIZIONE E SALUTE

Come ti alimenti abitualmente?

Mangio troppo per il nervosismo lavorativo; mangio soprattutto frutta e verdure, quasi per niente pasta, pane, pizza, che non digerisco facilmente; inoltre, a differenza dei patiti del pasta party, mangio pochissimo il giorno prima delle gare lunghe; e in gara, soprattutto quelle su asfalto, quindi dove vado più veloce, prendo quasi esclusivamente integratori, in quanto non digerisco facilmente i cibi tradizionali (soprattutto quelli che contengono cereali); unici cibi che digerisco: frutta a guscio, come mandorle o noci, uva passita e coca cola.

Assumi integratori alimentari?

Sì quando necessario; non per moda tutti i giorni.

Le tue scelte dietetiche sono suggerite dal medico, dal dietologo, da riviste o altro?

Sì dal coach nutrizionista.

Oltre alla tradizionale visita per certificato medico sportivo agonistico, ti sottoponi ad altri indagini come esami del sangue periodici e con quale frequenza?

002Almeno un altro esame all’anno. Almeno 2 controlli all’anno dal fisioterapista/osteopata.

In genere i corridori, specialmente quelli di lunghe distanze, incorrono nel problema dell’anemia. È anche il tuo caso o accusi altri disturbi?

Non particolarmente, anche se lotto con l’ematocrito sempre basso.

In caso di problemi fisici a chi/che cosa ricorri?

Dipende dal problema; per i classici piccoli infortuni, in prima battuta dal fisioterapista.

Ti fai massaggiare abitualmente o solo in caso di infortuni?

Anche per recuperare.

Sai gestire l’ansia pregara?

Non sempre; mi capita negli appuntamenti dove sono atteso di non riuscire a dare quello che vorrei e potrei.

Ti sei mai sottoposto a un esame baropodometrico?

A una valutazione posturale? Sì.

Hai mai effettuato test di valutazione? Quali e con che frequenza?

No.

 

SPORT

Leggi libri e riviste di atletica leggera? Quali?

Saltuariamente Correre e Runner’s World.

Segui trasmissioni televisive su questo sport?

Molto saltuariamente.

Quale sito frequenti maggiormente?

Giro soprattutto da facebook e sulle varie pagine facebook.

Nella tua società sportiva ci sono atleti con disabilità?

Non lo so; frequento molto poco la mia società

Non ritieni che il settore disabilità andrebbe maggiormente preso in considerazione anche nell’atletica leggera?

Essendo la mamma di tutti gli sport, direi di sì.

Lo sportivo che preferisci e perché.

Sarebbe scontato dire Giorgio Calcaterra; senza assolutamente volergli fare torto, dico allora Ivan Cudin (se non altro perché è collega di titolo di studio); un grandissimo, una bravissima persona, un campione di umiltà, che coniuga un lavoro impegnativo che lo porta a viaggiare molto (all’estero) con allenamenti e vita privata

Un giudizio sulla tua società sportiva e i motivi della scelta.

L’ho scelta per caso, era una società in crescita; ora che sono passato alle ultra e la società è diventata uno squadrone, non c’è più feeling per restarci.

«L’importante non è vincere, ma partecipare con il massimo impegno e al limite delle proprie possibilità» (De Coubertin). Sei d’accordo, oppure?

Innanzi tutto aggiungerei “con onestà”, che purtroppo spesso manca; poi direi che non sempre io rispetto questa descrizione; spesso non partecipo “al limite” ma per allenarmi, quindi a velocità predefinita e controllata …. Ma credo non era questo il senso della frase.

I tuoi obiettivi sportivi.

Continuare così per tanti anni

La tua famiglia condivide la tua passione sportiva?

La compagna sì; i figli non sono sicuro ….

Nel tempo libero cosa c’è oltre all’atletica?

Il lavoro purtroppo assorbe tantissimo tempo …. Mi piacerebbe guardare ogni tanto qualche film in TV, ma ormai i film li guardo soltanto durante i viaggi di lavoro in aereo.

 

ESSERE ULTRAMARATONETA

Cosa ti ha spinto a diventare “ultramaratoneta”?

La consapevolezza di essere a mio agio con distanze ultra, che me sembra facile quello che agli altri è difficile.

Qual è la gara estrema che più ti affascina e perché?

Di quelle che ho fatto sicuramente la Spartathlon, bella, nella storia, durissima. Di quelle che non ho fatto il Tor de Geants, una sfida vera alla montagna.

Il risultato ripaga sempre lo sforzo profuso in allenamento e gara?

Non sempre; possono spesso accadere eventi imprevisti che mandano a monte una gara (tattica sbagliata, clima inaspettato, infortunio o affaticamento, congestione, ecc…) e mentre una 10 km la ripianifichi la settimana dopo, una ultra non è facile da ripianificare, sia come disponibilità di gare, sia come follow-up di preparazione.

Ti piace il trail running e perché?

Si corre nella natura; si può interpretare anche senza l’assillo del risultato cronometrico, ma solo per il piacere di essere in bei posti.

Per fare una 100 km quante volte occorre allenarsi a settimana per terminare la prova senza accusare malori e comunque essere in grado nel giro di pochi giorni di ritornare a correre?

Io direi 7-8 allenamenti a settimana, ovviamente non tutti di corsa, alternando con alcune sedute di soli esercizi o di bici (o spin-bike).

003In genere il corridore corre e basta e partecipa alle gare domenicali. Poi c’è chi fa dei lavori più specifici, tipo ripetute, fartlek, interval training. È importante anche inserire esercizi di tecnica di corsa, andature per l’atleta ultra?

Assolutamente si.

Conta più la mente, il fisico o il cuore nella sportiva vita di un ultramaratoneta?

Fisico e mente allo stesso piano.

In famiglia altri condividono la tua passione o in questo senso vivi isolato?

Sì, la compagna.

 

IL MONDO ULTRA

Il mondo ultra è in ascesa numerica, vista la partecipazione a due classiche di quest’anno: Nove Colli Running e 100 km del Passatore. Qual è la tipologia dell’ultramaratoneta di medio livello?

Non saprei. Innanzi tutto vorrei escludere tutti i disonesti e tagliatori che vanno in auto ecc … Direi che “MEDIO” livello è quello che affronta le ultra senza particolare paura, convinto che le può chiudere; quindi con un allenamento adeguato alla gara.

Il calendario è sempre più fitto: tante gare, tanti atleti partecipanti. In fondo gli episodi drammatici di incidenti, infortuni, morti sono ridotti. Cosa ne pensi? L’ultramaratoneta deve sottoporsi a esami del sangue periodici per controllare la salute del proprio organismo con quale frequenza?

Una volta l’anno dovrebbe andare bene.

La Fidal tempo fa informava di un progetto per regolamentare le gare outdoor? A tuo giudizio cosa andrebbe modificato e comunque rivisto?

Massima attenzione e pugno duro con tagliatori e disonesti. Inoltre regolamentare le corse assistite; gli esempi UTMB e Spartathlon andrebbero seguiti: assistenza esclusivamente in punti specifici da chi è stato autorizzato; fuori da quei punti squalifica immediata

Ogni manifestazione ha un suo Regolamento, ma non sempre viene rispettato cosa in esso contemplato; per esempio, ristori, spugnaggio, segnaletica percorso a volte lasciano alquanto a desiderare. Come operare al fine di rendere maggiormente fruibile l’evento?

Andrebbe visto da caso a caso; la cosa importante comunque è informare adeguatamente e per tempo

Su 100 atleti ultra, secondo te quanti assumono sostanze illecite per andare più forte?

Spererei nessuno. In fondo al Tor de Geants 2014 ci furono controlli a tappeto e nessuno caso riscontrato. Se posso dire la mia opinione, credo sia più alta la percentuale nelle gare brevi (massimo maratona) che nelle ultra.

Non ritieni che quella degli integratori sia una moda? L’atleta deve cercare di prendere energia con cibi e liquidi oltre che dalla sua forza interiore. Esprimi il tuo giudizio.

La mia opinione: se diciamo della persona che dopo una decina di km di jogging prende il Gatorade, è una moda inutile e basta, alimentata dalla società consumista. Se parliamo di chi fa allenamenti di un certo livello, alcuni integratori sono importanti quanto l’alimentazione; io non raggiungerei mai certi risultati e non avrei certi recuperi senza avvalermi di qualche integratore come barrette o gel o BCAA per recuperare e integratori liquidi facilmente assimilabili in gara.

Nel nostro Paese è ancora poco considerato il valore formativo dell’attività sportiva. Cosa fare per migliorare la situazione?

Purtroppo non c’è cultura; a scuola è ancora visto come un limite se non si è fatto i compiti perché si fa sport. Tutto deve partire dalle scuole, ma anche dai genitori, che devono essere consapevoli che giova molto di più associare allo studio una sana ma intensa attività sportiva, piuttosto che spendere ore tra libri e videogiochi. In realtà fino a 40 anni fa (almeno per i maschi) c’era l’oratorio; inconsapevolmente aiutava a dare valore formativo all’attività sportiva.

Nel mondo dell’atletica leggera stiamo assistendo all’”onda africana”: nel settore velocità c’è un dominio di atleti giamaicani; nel mezzofondo di atleti keniani ed etiopi. Motivi: vivono in altura – la corsa è per loro possibilità di elevazione sociale ed economica – abitudine sin da piccoli a muoversi correndo o al limite camminando – migliore capacità di gestire il senso della fatica durante lo sforzo – scarsa incidenza di infortuni – ecc. Ma allora perché gli africani ancora non sono riusciti a eccellere pure  nel mondo ultra?  Quando ciò potrà realizzarsi?

Ritengo ci sono 2 motivi: 1 (il principale) nel mondo ultra non girano soldi. Atleti africani, a livelli top, ma anche a livello di gara di quartiere (che fanno 32’ sui 10 km) vanno dove fanno soldi. Ma vorrei credere anche un motivo fisico; l’atleta ultra (oltre le 100 km) ha caratteristiche fisiche diverse dal maratoneta (che può arrivare anche a 100 km); è spesso di muscolatura imponente, a differenza delle caratteristiche fisiche degli atleti keniani ed etiopi.

Giorgio Calcaterra lo scorso 30 maggio ha vinto per la decima volta il Passatore. Significa che è troppo forte o che la concorrenza non è all’altezza della situazione?

Giorgio è un grandissimo, e lo dimostra il piazzamento ai mondiali; c’è da dire che gli ultimissimi anni non ha ottenuto un grandissimo crono al Passatore, ma gli è andata bene ….. e ha vinto.

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