Prima della gara, tante foto di rito e sincere congratulazione da parte di Michele e tutti noi. La manifestazione è stata nobilitata dalla presenza di Alberico Di Cecco che ha corso in scioltezza la mezza, doppiandomi decine di volte. In rappresentanza del 100 Marathon Club Deutschland, il forte atleta altoatesino Hartmann Stampfer socio anche del nostro Club: così come Paganini, famoso per non aver mai concesso bis di brani appena suonati, Hartmann è conosciuto nell’ambiente per non ripetere le sue maratone: 212 diverse finora, corse in 51 nazioni. Anche se non si è padroni della lingua tedesca, è interessante visitare il suo sito (www.stampfer.org), molto tecnico, che rivaleggia in bellezza con il nostro.
La sera prima, grande abbuffata offerta dal generoso Paolo. Abbiamo mangiato, bevuto, cantato e ballato fino a notte fonda. Scatenati i presenti in sala, Giusi Romanazzi e Angela Gargano fra tutti.
Come gli addetti ai lavori ben sanno, il passaggio di consegne riguarda il record maschile di maratone ed ultra corse in un anno: 100 nel lontano 2002, ora 101 o giù di lì che arriveranno a circa 110 a fine 2014. I due competitori hanno in comune alcune “doti”, senza le quali l’impresa sarebbe stata impossibile. Oltre ad un “fisico bestiale”, entrambi hanno la fortuna di essere imprenditori con qualche soldino in saccoccia che male non fa. Sono riusciti a stabilire il proprio record senza trascurare l’attività lavorativa, portando avanti l’una cosa e l’altra, dimostrando determinazione, spirito di adattamento, capacità di darsi obiettivi complessi e intelligenza nel raggiungerli.
Alcuni hanno sottolineato che il nuovo primato è limitato alla sola quantità, perché i tempi del tapascione Paolo non valgono quelli del top runner Michele. In realtà i due record, raggiunti in condizioni e tempi diversi, non sono paragonabili fra loro. Rispetto a Michele, Paolo ha avuto maggiori possibilità di scelta, in quanto oggi in Europa le maratone si contano a migliaia. Inoltre, l’impresa di Paolo è stata agevolata dall’era internet, che consente infinite informazioni fruibili in tempo reale e migliore facilità di spostamenti.
Anche Michele si è avvalso di alcune circostanze favorevoli non alla portata di tutti. Innanzitutto, il suo essere medico ortopedico, che l’ha aiutato a prevenire traumi e infortuni e mantenere condizioni fisiche ideali per le lunghe distanze. Ma l’asso nella manica che ha reso più facile il raggiungimento degli obiettivi è l’aver corso il suo magico 2002 in compagnia di Angela, alla ricerca dell’impresa non tanto per se stesso ma per la sua dolce metà.
Paolo ha potuto contare su due fidati compagni di viaggio che l’hanno spesso seguito durante gli interminabili spostamenti da un luogo e l’altro del pianeta. Vito Piero Ancora, come Paolo interessato a conquistare punti maratona con l’obiettivo di scalare le classifiche italiane di tutti i tempi; e il piè veloce avv. Giuseppe Tundo, prezioso nell’alleviare le fatiche del nostro: novello Eta Beta (*), al momento opportuno ha sempre tirato fuori dalle tasche tutto ciò che serviva, i giusti CD con buona musica da ascoltare, birra fresca per combattere la sete, wafers atti a reintegrare le calorie consumate, e una guida sicura al volante per concedere a Paolo qualche ora di sonno.
Ma la maggior parte delle volte Paolo ha viaggiato in estrema solitudine, capace di sorbettarsi nella notte migliaia di chilometri per partecipare a due o più maratone consecutive. Rischiando noia, depressione, colpi di sonno. Nell’essere riuscito a raggiungere il primato contando soprattutto su se stesso, sta tutta la sua grandezza.
(*) Per chi non lo conoscesse, Eta Beta è un personaggio disneyano dalle infinite risorse, che indossa un piccolo gonnellino contenente una gran quantità di oggetti.
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Clicca qui sotto per foto, articolo, percorso, ecc. (di Hartmann Stampfer)
http://www.stampfer.org/marathons/1-paolo-gino-marathon-lavello/


