Giorgio Saracini e Cristina Terenziani, bravi, belli e forti

Di seguito, il reportage a loro dedicato.

 

Le medaglie appese al muro sono così tante che si aggrovigliano. Si scambiano i riflessi, specchiandosi le une sulle altre, mentre tintinnano fra di loro, quando Giorgio e Cristina vi passano le mani in mezzo. Ognuna racconta la sua storia, rievoca emozioni, fatica e gioia. Ricordi, rigorosamente appaiati, due a due. Che si mischiano e si fondono, proprio come le medaglie, sempre in coppia. Un po’ come Giorgio Saracini e Cristina Terenziani, podisti tosti, tesserati storici del Circolo Cittanova di Modena.

La loro storia è curiosa e romantica. Corre a braccetto sul filo dei 42 chilometri e 195 metri, spesso scollina e finisce per doppiarne la distanza, ma finisce sempre per raccontare di due sportivi veri. Uniti nella vita e nella passione per quel gesto atletico che riempie l’orgoglio personale e completa, quando si fa condivisione di coppia. Ci hanno costruito sopra la loro vita su questo assunto, Giorgio e Cristina, lasciando che lo sport intrecciasse le loro strade sin dall’inizio.

L’INIZIO, PER CASO

Era la fine degli anni sessanta, quando Giorgio arrivava sul parquet della sua città natale, La Spezia, ogni sera una decina di minuti prima delle nove, quando aveva inizio il suo allenamento. La palla a spicchi rimbalzava già, sospinta da Cristina, che il suo, di allenamento, lo stava invece portando a termine su quello stesso parquet. Si sono conosciuti così, sul campo da pallacanestro, che ha calamitato le rispettive carriere giovanili: Giorgio ha giocato fino alla serie B, quella che oggi si chiamerebbe Legadue, prima nello Spezia e poi a Livorno. Cristina è giunta fino alla serie C

L’INCONTRO

«Ci siamo conosciuti grazie al basket – sorride Giorgio – da subito, l’aspetto sportivo ha rivestito una parte importante nella nostra storia. Siamo entrambi originari di La Spezia, anche se ormai risiediamo a Castellarano da tanti anni. Siamo arrivati alle porte di Reggio nel 1975, dopo qualche anno trascorso fra Livorno e Sassuolo. Avevo 28 anni allora ed i miei spostamenti sono stati dettati dal lavoro. Cristina mi ha seguito ed a Castellarano abbiamo trovato la nostra dimensione».

LA MOLLA

E, si sa, quando l’adrenalina da corsa entra in circolo, non si torna più indietro. Il fascino di quella strana idea del correre una maratona, così, per provare. Poi arriva la seconda e la terza e, senza accorgersene, finisce che ci si svegli un bel giorno con il traguardo della centesima lì davanti, pronto da tagliare.

IL CONTAGIO

«E’ bastato poco per lasciarsi contagiare dalla corsa – ammette Saracini – qualche uscita in solitaria, poi, nelle prime garette domenicali, mi ha colpito l’intraprendenza del gruppo podistico Cittanova. Organizzavano allenamenti, gite sociali per correre le maratone ed erano tutti ragazzi simpatici. Ho finito per tesserarmi anch’io e non ho dovuto faticare troppo per coinvolgere Cristina». Anche grazie alla presenza di un’altra coppia speciale con cui hanno finito per stringere una solida amicizia: Assunta Fava e Nunzio Pellicelli, che il traguardo delle 100 maratone lo hanno tagliato di recente, nel 2014.

LA PRIMA VOLTA

Il cammino di Giorgio in maratona inizia a Reggio Emilia, esattamente 16 anni fa. In quel lontano dicembre 1998, l’atleta della podistica Cittanova, corre la sua prima 42 chilometri. Un bel disegno astrale vuole che lo scorso dicembre, proprio sulle stesse strade di Reggio Emilia, Giorgio abbia chiuso un cerchio, anzi due. Quelli che vanno a formare il doppio zero della sua 100esima maratona in carriera. Nel mezzo, l’atleta classe 1949 ha costruito un palmares di tutto rispetto, gara dopo gara: 84 maratone in Italia e 16 all’estero, dove Giorgio ha inanellato due volte Berlino (che nel 2003 gli ha regalato anche il suo personal best, 3h33’45”), oltre a New York, Parigi, Londra, Madrid e tante altre affascinanti mete in giro per il vecchio continente.

LA VOGLIA

«Una bella soddisfazione, non posso negarlo – commenta soddisfatto – mi guardo indietro e rivedo tante soddisfazioni. Certo, senza Cristina al fianco, maratona dopo maratona, non credo che oggi mi troverei con questo stesso entusiasmo. Il mio palmares, di fatto, coincide con il suo, visto che abbiamo corso le stesse gare!». «Siamo diventati maratoneti in età matura – lo supporta Cristina – e ben presto abbiamo sposato l’idea di correre insieme, approfittandone per visitare posti nuovi e luoghi affascinanti. Abbiamo corso gare a braccetto, ma spesso e volentieri ognuno segue il suo passo. Perché quel che conta è sapere di trovarsi sempre lì, alla fine, sul traguardo e soprattutto dopo. Quando resta il gusto di condividere lo stesso entusiasmo, quando resta la voglia di raccontarsi le sensazioni sapendo che l’altro sa di cosa parli».

E Cristina non l’avrebbe di certo detto, in quel lontano novembre del 1999, quando si stava imbarcando sull’aereo per New York, che in appena 16 anni avrebbe messo insieme 100 maratone. Lei, che era partita dall’Italia per seguire Giorgio, che alla New York City Marathon prendeva invece parte con l’entusiasmo della prima volta, alla sua terza maratona totale. Il pettorale la avevano convinta a prenderlo solo perché nella maratona più affascinante del mondo, il tempo limite è di 10 ore. L’accordo era di farla di passo e corsetta, insieme alla moglie di un altro atleta amico di Giorgio.

L’ANEDDOTO

«Faceva un gran freddo quella mattina – è Cristina stessa che racconta con enfasi quel suo straordinario battesimo – ed io sentivo le gambe fremere. Un po’ per il bisogno di scaldarmi, un po’ perché avevo attorno una marea di persone che correva. Così ci siamo separate, “Provo a correre, così vedo di scaldarmi” le ho detto. Ero inebriata, da New York, dalla gente, dall’atmosfera.

«Gli accordi erano che ci saremmo rivisti sul traguardo – completa il racconto Giorgio – quando ho finito la mia corsa, mi sono diretto verso l’albergo. Avevo il tempo per una doccia e per tornare in Central Park ad attendere Cristina. Da programma, ci avrebbe messo oltre le 8 ore per arrivare. Quando, ancora in accappatoio, ho aperto la porta della camera trovandomela davanti sorridente, è stata una sorpresa indescrivibile». Per la cronaca, un battesimo da 5h45′.

SENZA FINE

L’11 gennaio scorso, Cristina ha firmato a Ragusa, nella Hybla Barocco Marathon, la 99esima maratona dopo quella prima, indimenticabile, newyorchese. E fanno 100 anche per lei, ad un mese di distanza dall’impresa del marito.

E intanto sono lì, entrambi, con quel mostruoso traguardo di cento maratone, dieci 100 chilometri e dieci 50 già tagliato insieme. Entrambi già pronti al prossimo cadeau del destino, che il prossimo 22 marzo riserverà a Giorgio un compleanno speciale: il 66esimo, da festeggiare a Roma, proprio nel giorno della maratona cittadina.

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