“Gli eventi veramente grandi sono l’ultimo pezzo del puzzle, quindi dobbiamo davvero riflettere attentamente su ogni grande incontro e penso che sia sicuro dire che ci vorrà un po’ prima di sentirci a nostro agio nell’organizzare un grande evento – ha proseguito – Alla luce della crisi di alcune organizzazioni, come il New York Road Runners club, è stato avviato un programma di maratone virtuali come viatico per far andare avanti i grandi eventi mantenendo le distanze sociali dopo aver annullato tutte le gare fino al 15 agosto. Le maratone portano milioni di dollari nelle più grandi città americane. L’analisi più recente della TCS New York City Marathon ha rilevato che la gara del 2019 ha iniettato 415 milioni di dollari nell’economia locale(fonte CNBC). Gli organizzatori della maratona non hanno ancora rilasciato dichiarazioni sul futuro della gara. Si recuperà in primavera o no?
E in Italia? Nell’articolo si dice qualcosa di nuovo:
Fabio Pagliara, segretario della Federatletica, coordina la task force che dovrà dare il via libera. «Lavoriamo su due ipotesi di ripresa — spiega Pagliara — ma temo che nel 2020 ci sarà spazio solo per piccoli eventi che testeranno i protocolli di sicurezza, come le corse in montagna. Non siamo nemici dei runner: i problemi sono tanti, dal via libera del governo alle norme regionali, a chi si assumerà la responsabilità in caso di contagio. Immaginare 2, 5 o 10 mila persone che partono assieme oggi non è realistico. Certo, chi organizza va aiutato: in settimana valuteremo l’abolizione delle tasse gara e aiuti alle società. Ma qualcosa dovrà cambiare. Non si può correre con la mascherina ma la si può indossare fino al via per poi distribuirsi responsabilmente sul percorso. Il governo dovrebbe concedere crediti di imposta agli sponsor, gli enti locali ridurre le pretese».



