Gran Canaria Maratòn, Grande Sbarco di Super Maratoneti Italiani. 22/01/2017

Quella mattina siamo stati graziati in quanto, in barba alle previsioni, la pioggia della notte si è attenuata, per lasciare il posto ad un inaspettato sole, che ha fatto gradevole capolino nelle ultime ore di gara.

Il percorso di maratona, che constava di un unico giro, attraversava in lungo e in largo la città, discendendola per poi risalirla ed incrociando più volte gli altri partecipanti, motivo per incitarsi vicendevolmente e trovare in questa distrazione un po’ di beneficio alla contingente fatica.

La prima metà di gara si è svolta a fianco del largo “paseo maritimo”, il lungomare, dove abbiamo avuto il piacere di calpestare un’imponente strada statale a due sensi di marcia, ciascuno dei quali costituito da quattro corsie. Nel vicino oceano si affacciavano una grande quantità di navi mercantili, nei pressi del vasto porto commerciale, mentre dall’altro lato della strada alti palazzi rendevano il paesaggio simile alla più vicina e raggiungibile Costa Azzurra, alle spalle dei quali spiccavano eleganti e curati giardini dall’aspetto tipicamente inglese ed oltre ancora colorate casette, appoggiate alla collina come in un presepio, a far da cornice alla massiccia e minacciosa cattedrale di Sant’Anna.

Procedendo verso sud, si correva a favore di vento, per poi ritrovarsi, ripercorrendo la stessa strada in senso inverso, colpiti da raffiche contrarie di sufficiente intensità da far risultare alquanto difficoltoso il procedere.

La seconda mezza maratona si è svolta invece all’interno e nel calore della città, che si attraversava tutta, in lungo ed in largo. Seguendo le principali vie, affiancando eleganti negozi dalle griffe più prestigiose, non riuscivo tuttavia a distogliere il pensiero dal fatto di trovarmi nel luogo in cui tal Cristoforo Colombo fece sosta per riparare la sua Pinta, prima di procedere verso il Nuovo continente. Giunta poi nell’antico quartiere di Vegueta, toccato ben due volte dal percorso di gara, l’inquietante piazza dedicata a sant’Anna dapprima mi tratteneva con il naso all’insù, a cercar di indovinare i secondari stili architettonici della cattedrale, mescolati all’evidente gotico, e successivamente mi costringeva a spostare la mia attenzione ed a posare lo sguardo sulle numerose statue di cani dalla posa signorile, che sembrano fare da circospetta guardia all’attigua importante chiesa. In un siffatto misterioso contesto, una folla acclamante, calorosa ma composta, che incitava i maratoneti a suon di “Animo”, in luogo dei più chiassosi battiti di “cinque” ai quali siamo ben abituati, ben presto mi riconduceva alla realtà.

002Accanto alla ricca partecipazione di pubblico cittadino, in questa seconda parte di gara, sono intervenuti altri stimoli a ridarmi forza e coraggio, come le orecchiabili canzoni nella melodica lingua spagnola dai ritmi prettamente sudamericani che invadevano l’aria, tanto per citarne solo due per tutte, le conosciutissime “Macarena” e “Guantanamera”.

Gli ultimi chilometri, infine, svolti sul lungoceano, a fianco dell’interminabile Playa di Las Canteras, costellata da turisti intenti a rifarsi la tintarella sotto uno splendido alto sole, hanno offerto forti stimoli rivolti ad aumentare l’andatura ed a tentare una progressione finale. Non ho potuto non notare come la larga passeggiata sia stata suddivisa in maniera apparentemente poco equa: gran parte dello spazio è stato dedicato ai maratoneti, mentre soltanto una sottile striscia è stata riservata ai passanti, che procedevano secondo una fila ordinata e silenziosa, accanto ad un fitto cordone di folla impegnata a fare accanito tifo per noi.

La gara è stata a mio avviso organizzata in maniera pressoché perfetta: tantissimi volontari, nelle loro giacche a vento arancioni, non mancavano di incitarci a calda voce; i rifornimenti, anche se minimali, hanno soddisfatto ampiamente le richieste dei partecipanti, offrendo banane, frutta secca e cioccolato, oltre ad acqua e sali minerali, tutti nutrienti necessari a restituirci il fabbisogno energetico di cui scarseggiavamo; i ragazzini impegnati nel deposito borse, infine, si sono dimostrati efficientissimi ed in taluni casi si sono prodigati oltremodo nel restituirle, precipitandosi giù dalle scale incontro ai maratoneti visibilmente stanchi.

Il viaggio, anche se di pochi giorni, è risultato per me una full immersion di estate e di vacanza, in cui mi sono ritrovata trasportata in un solo istante nella bella stagione, come per un magico schiocco di dita: spiagge e bagni, ricche colazioni ed altrettante cene, lunghe passeggiate, vino, birra e sangria a fare da piacevole contorno. Correre non è stata che una piccola porzione della villeggiatura, ove la compagnia, calorosa ma mai forzata, ha fatto da padrone. La comunione e la condivisione che hanno regnato in queste ore non sono state pure sensazioni, ma profondi elementi di coesione mai avvertiti prima, nelle diverse occasioni di vita sociale del Club a cui ho avuto occasione di partecipare.

Ci tengo a precisare che la vacanza è cominciata per me e per Roby in maniera del tutto positiva, con un’accoglienza calorosissima quanto inaspettata, da parte di una massiccia rappresentanza di Super Maratoneti ad attenderci all’aeroporto, tutti allineati dietro ad un lungo e ben disteso striscione riportante il logo del Club, fieri di appartenervi, ed a cui va tutta la nostra gratitudine.

Un ringraziamento particolare, infine, a Mario Ferri, da qualche anno di casa in Gran Canaria, ed agli amici Gianni Scapato ed Ugo Fabbri, residenti in loco, oltre a Silvano Melani, titolare del negozio di running “Il campione” di Prato, che hanno saputo regalarci una piacevolissima, rilassante ed economica vacanza, di cui sentivamo tanto il bisogno.

La nostra avventura, di per sé già così importante, è stata insignita dalla stampa e dalla tv locale, che hanno dedicato ampio spazio alla grande partecipazione di italiani che ha scelto come meta di relax e di sport la bella ed ospitale isola tropicale; di questa fetta di italiani, noi del Club Super Marathon Italia andiamo orgogliosi di rivestire il numero più ragguardevole.

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