Gran Sasso 29/7/2018

Colpita da atroci, tragiche, devastanti calamità. Dotata di incommensurabile forza, coraggio, carattere nell’affrontarle, superarle. Convivere, coesistere, nel bene e nel male, con l’avverso ambiente, la natura sovente nemica, ha portato ad un vivere essenziale. La transumanza, vera immigrazione di intere comunità di uomini, mezzi, animali lungo tratturi che da Castel Del Monte, Campo Imperatore o da Scanno, Campo Felice itineravano sino al Tavoliere, sino a Manfredonia, giù da settembre per oltre 300 km, a svernare. Risalire alla buona stagione. Far West nel silenzio montano, fatto per secoli. Anche se oggi, tutto è mutato in meglio, con tragitti brevi tra Abruzzo e Molise in camion pieni di armenti, resta la forte tempra degli attori agenti, intrisa da profonda umanità. Umanità trasfusa in cordiale, educata accoglienza dell’ospite. Domenica, dopo la gara, a Santo Stefano pioveva. In riparo, con i familiari, sotto un portico, una signora si ferma, mi accompagna con unico ombrello al vicino ristorante. Attende alla porta sino al vedermi con due ombrelli a riparare i miei familiari. Che dire del 40esimo km: il ristoro simile a mini festival, un drappo bicolore di oltre 10 metri ad ondeggiare in cima. Per forza, obbligato a mangiare un arrosticino, innaffiato da un sorso di vino. Lo staff era da sette ore impegnato gioiosamente a far festa agli atleti, spesso al limite della resistenza atletica. Che dire un totale, più che piacevole incontro, spero si ripeta.

 

http://www.lecceprima.it/sport/correndo-nel-piccolo-tibet-50-chilometri-nel-cuore-dell-abruzzo.htm

 

IMG 20180729 WA00071

IMG 20180730 WA00431

IMG 20180728 1826551

IMG 20180730 0721311

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Leggi anche