GRAN SASSO 31 LUGLIO 2022

DI VITO CARIGNANI

Tra Sulmona e Scanno, incavata la Valle del Sagittario, l’eremo ove dimorò il benedettino San Domenico di Sora, intorno l’anno 1000. Appresso Rocca di Mezzo, il lago ove mi allenavo, girandone la circonferenza di 3 km, al far dell’aurora. Campo Felice, le piste di sci da fondo; in alto Frattura Vecchia, spettrale borgo distrutto dal terremoto del 1915.

Confusi ricordi, rinvenuti sabato vigilia della XI Ultramaratona del Gran Sasso, alla vista della lirica dannunziana “I Pastori” impressa a muro ad inizio dell’incavo in Piazza Medicea di Santo Stefano.

            Settembre, andiamo: E’ tempo di migrare,

            Ora in terra d’ Abruzzi i miei pastori

            lascian gli stazzi e vanno e vanno verso il mare:

scendono all’ Adriatico selvaggio

che verde è come i pascoli dei monti

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            O voce di colui che primamente

            Conosce il tremolar della marina

……………………………………………………………

            Il sole imbionda sì la viva lana

            Che quasi della sabbia non divaria.

            Isciacquio, calpestio, dolci rumori

            Ah perchè non son io co’ miei pastori?

Santo Stefano, transito di quella migrazione di pastori, che conducevano le greggi dai pascoli montani alla pianura, sino a Manfredonia, appendice del Gargano, dopo più di 300 km di percorrenza. Bere alle fonti alpestri, fermarsi, riprendere il cammino sino a veder il lontano luccichio del mare. La transumanza.

Abbruzzo, Molise, il tempo sembra essersi fermato, vita di pace, legata alla terra e alle stagioni. Vita che si svolge quasi con le forme antiche di un rito.

Tempo, storia, presente, confusi, quasi storditi da visione immutabile, integra in prospettiva perenne.

Visione d’incanto il Centro Storico di Termoli. “A Rejecelle”, vicolo più stretto d’ Italia in piena Rocca federiciana. A Rejecelle, termine riveniente da maccheronico francesismo di “rue”. Largo 41 cm, lungo 7,88 metri.

Al passarvi, si ricorreva al galateo: il meno nobile lasciava passare il più altolocato.                                                                                                                                                                                                                                  Tuttavia, si poteva arrivare anche la duello per pari lignaggio.

Tra partenze da Castel del Monte e Santo Stefano, questa è la nona edizione da me conclusa. Simil alla nostalgia di D’ Annunzio per i suoi pastori, mi sono lasciato alle spalle Campo Imperatore delle prime edizioni. Le mucche, quasi puntini all’orizzonte, poi maestose, giacenti in ampie, naturali chiazze d’acqua stagnante. Oggi, costrette a trovar pascolo al limite di vorticosi strapiombi. L’improvvidenza umana intacca il verginale ambiente. Si vendica la natura.

D’ estate, inverno, tra muraglie di neve, indomabile Franco Schiazza a percorrere, in bici, centinaia di km a studiare il percorso per noi.

Grazie alla U.I.S.P. per aver ufficializzato la mia partenza da Calascio.

Nel mio studio resta incorniciato l’Attestato dei 45 km fatti in 7 ore ed 8 minuti. Non mesta nostalgia dannunziana dei pastori, ma positiva realtà dell’impresa.

Per oltre mezz’ora “solo al comando” dal Calascio alla vista di Castel Del Monte, parimenti spettatore/attore. Affetto, calore, tanta umanità. Incoraggiato, scortato dalla pattuglia dei carabinieri, frastornato dal saluto dalle Harley Davidson di scorta, Protezione Civile. Di poi, superato dal primo, correva quasi annullando la forza di gravità, credo il vincitore Visintini Marco. Appresso la prima donna Moroni Federica, scortata da cinque baldi maschietti. Organizzatori in macchina a gridarmi “Vito di aspettiamo all’ arrivo”. Nei pressi di Castel del Monte, superato da moltitudine, che chiuderà tra le 4/5 ore.

35esimo in compagnia di due giovani veneziane; a destra l’imponenza del Massiccio; una a dire alla compagna: “Questo ci rimane, esiste, ci appartiene”. Riferito al Gran Sasso d’ Italia.

Due giovani sposi romani, un caloroso saluto, ricordarmi degli arrosticini lasciatigli nel 2019, ultimo spiedo rimasto al 40esimo km.

Il miglior complimento fattomi al traguardo, quello di Franco Schiazza : ” Vito, ti sei fermato…..” Troppo poche 7 ore e 8 minuti a coprire 45 km!

Il venirmi incontro di Michele Rizzitelli, darmi “il cinque” con un sorriso sincero.

Ogni Gara ha il suo fascino. Il Gran Sasso è qualcosa che sento, mi appartiene. Non so spiegarne il motivo.

Meritano menzione:

            Canuti Antonio         media     7,50                6.39.30

            De Carlo Raffaele          ”          8,11                6.49.12

            Giannone Antonio         ”         8,16                6.53.26

            Preite Piero                     ”         8,05                6.44.24

I soli salentini alla Ultra Maratona del Gran Sasso.

Unica      Angela Gargano                8,41                  7.14.51

Con l’aiuto di Dio, ci sarò il prossimo anno.

 

Aggiornamento…

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