Gran Sasso. Alla ricerca del fresco perduto

Punto di riferimento e partenza dell’ultramaratona é Santo Stefano di Sessanio all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Dopo il ritiro pettorali e pacchi gara andiamo a visitare il centro storico quasi completamente restaurato dopo il terremoto dell’Aquila del 2011. Il borgo è un autentico gioiellino; abitazioni in pietra, vicoli stretti, archi, palazzi con caratteristiche corti interne e scalinate; mentre ammiriamo estasiati udiamo una musica e ne siamo come magicamente attratti, così arriviamo in Piazza Medicea dove si sta svolgendo un concerto di musica classica. Proseguendo la nostra visita notiamo cartelli con ordinanza del 2011 indicanti “zona rossa” per alcune aree ancora con accesso interdetto dovuto al terremoto.

002 SantoStefanoLa serata prosegue con la cena in un ristorante in compagnia di maratoneti “illustri”; la coppia d’oro del podismo italiano, Angela Gargano e Michele Rizzitelli, festeggia le 1500 maratone complessive, al loro tavolo anche la simpatica ed elegante Carla Gavazzeni e l’irraggiungibile Piero Ancora per un totale di circa 3000 maratone. Nel mio tavolo, io insieme ai compagni di viaggio Michele Giammanco e Michele Sisto collezioniamo 400 maratone; siamo proprio dei pivellini.

Domenica 30 luglio, con qualche minuto di ritardo rispetto alle ore 8:30 previste, si parte da una stracolma Piazza Medicea, animata, colorata e festante. Per l’occasione io e Michele Sisto, mio compagno di società del Crispiano Marathon Club, indossiamo le nuove canotte; sulla mia ho fatto scrivere “ANDY SLOW FOOT” (Andrea dal piede lento) che rappresenta il mio modo di vivere la corsa, non un agonismo esagerato, ma a passo lento per godermi al massimo tutte le emozioni. Motto particolarmente azzeccato oggi in questa 50 km dai panorami mozzafiato e da prendere a passo lento per le notevoli difficoltà altimetriche e climatiche.

003 ConcertoUn breve giro iniziale attraverso le strette viuzze del borgo e poi via a tutta birra in discesa per circa 5 km verso Calascio; sembra un percorso agevole ma è solo un’illusione, infatti superato il paese arrivano le prime salite. Inizialmente mi trovo a disagio perché non sono indicati i km e non riesco a regolare il ritmo di corsa, poi provvederò prendendo come riferimento le postazioni dei ristori. Inoltre dopo circa un’ora di gara armeggiando sul cronometro azzero anche il tempo di gara, ma va bene così; senza precisi riferimenti kilometrici e temporali mi dedico ancora di più ad ammirare i panorami suggestivi. La veduta successiva é davvero impressionante: dal fondo valle si scorge in alto Castel del Monte, il prossimo paese da raggiungere “scalando” i ripidi tornanti della strada su cui si vedono lontani, piccoli come formichine in fila i tanti podisti che mi precedono. La salita é pesante e sono più i tratti in cui cammino rispetto a quelli di corsa. Giunto a Castel del Monte, ora le parti si sono invertite e guardando dall’alto verso il basso compatisco tutti gli amici runner che debbono ancora sorbirsi la salita. Attraversiamo il paese ed uscendo inizia il tratto più impegnativo. Il sole inizia a picchiare forte, il percorso é in salita e senza nessuna zona d’ombra.

004 WonderWomanQuando mi affianca e supera Wonder Woman penso che per me é giunta la “FINE”, ma dopo un attimo di smarrimento mi rendo conto che non é una visione mistica ma una bella runner della Amatori Podistica Terni con diadema, bracciali e cavigliere “d’oro” e pantacollant rossi. Cerco di alleviare la calura saccheggiando i ristori ben forniti: fetta d’anguria e 5 o 6 bicchieri tra acqua, sali e tè e mi bagno sempre la testa; nonostante tutto ho un attimo di debolezza, mi tolgo la canotta in modo da avere una sensazione di fresco procurata dal seppur debole vento che colpisce la pelle bagnata dal sudore. Mi sono permesso questa licenza solo perché da qui in avanti si corre fuori dai centri abitati. Intorno al km 22 arrivo nel punto più alto del percorso nell’altopiano di Campo Imperatore che viene definito “il Piccolo Tibet”. Da qui fino al km 40 si trova il panorama più affascinante e caratteristico di questa gara; un’ampia spianata di origine carsica, quasi totale l’assenza di alberi, pascoli con mandrie di bovini, greggi e cavalli in una zona selvaggia ed incontaminata racchiusa tra i monti del Gran Sasso; qui sono stati girati diversi film tra cui “Continuavano a chiamarlo Trinità”.

005 Continuavano a chiamarlo TrinitàNote stonate che rovinano questa atmosfera suggestiva sono il transito di numerosi e rumorosi gruppi di motociclisti e la presenza di bancarelle kitsch in un piccolo mercato che sono di cattivo gusto in questo tipo di ambiente. Al km 35 si lascia la strada principale e da qui fino all’arrivo saremo solo noi podisti, le auto si conteranno sulle dita di una mano. Ultima salita fino al ristoro del km 40 dove vengono offerti anche gli arrosticini, spiedini di carne di pecora tipici dell’Abruzzo. Dopo il ristoro inizia una discesa continua fino all’arrivo, interrotta da una breve ma impegnativa salita in corrispondenza del ristoro del km 45. Al km 46 riconosco giù in basso il paese di Santo Stefano, si ha l’impressione di toccarlo allungando la mano, ma é solo un’illusione perché anche se vicino in linea d’aria la strada tutta tornanti ci allontana dal traguardo senza pietà e anche gli ultimi 4 km in discesa sono tutti da soffrire. Poco prima dell’ingresso in paese indosso di nuovo la canotta, raccolgo le ultime forze e taglio il traguardo sprintando. Al collo una bella ed originale medaglia, tempo finale 6 ore 14 minuti e 50 secondi

La mia missione alla ricerca del fresco é miseramente fallita, al termine della gara con i miei compagni di viaggio ci guardiamo in faccia e nel resto del corpo; sembriamo delle aragoste completamente arrostiti dal sole. Invece Franco Schiazza e gli amici della Manoppello Sogeda non hanno fallito nella loro missione: è stato un successo totale sotto tutti i punti di vista ed anche i numeri parlano chiaro. In un paese di poco più di 100 abitanti sono riusciti ad attrarre 400 partecipanti con un trend sempre in crescita negli ultimi anni ed il successo più grande lo si legge nei volti dei podisti al traguardo, stanchi ma pienamente soddisfatti.

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011

012 Campo Imperatore

013 Medaglia

 

 

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