Piove al ristorante Leon d’oro all’imbarcadero d’Iseo. Si vedon nebbie e scie che svaniscono tra le nebbie del drago. Non sembra che qui in giro qualcuno abbia corso per 12 ore, si sta meglio al calduccio a vedere le papere, i cigni e i battelli solcare gli anelli della pioggia nel lago.
Da qui si gode tutto il paesaggio e la natura del Sebino come chiamavano il lago i Romani felice punto d’incontro fra nord e sud. Il nord porta una corona di monti innevati, l’acqua copiosa di un fiume, le piogge che rendono le alture verdeggianti, la fresca brezza che attenua la calura estiva. Il sud dona il clima mite, la luce brillante del cielo, la flora mediterranea di cui la vite è il simbolo. Il paesaggio è anche segnato dall’incontro tra terra ed acqua: incontro drammatico, quando alte pareti rocciose cadono a picco nel lago; incontro dolce, quando monti e colli digradano verso la costa.
Qui a Sud oltre torbiere ricche di ninfee si vede una Croce Bianca e una chiesetta proprio sopra Provaglio d’Iseo dove i “matti” ha girato per 12 ore e hanno continuato a fissarle per dodici. Saliamo a piedi tra la pioggia battente e il selciato scivoloso. Dura umida salita, ma dalla croce la vista delle nebbie si mescola con le acque del Lago in modo commovente. Dopo la madonnina del Disperso ecco la chiesetta della Madonna del Corno che domina Provaglio e il suo circuito. Davanti alla chiesa c’è una vecchia foto di esattamente 100 anni fa, gente felice di quassù con il vestito della festa fiaschi di vino chitarre e mandolini. Ma dopo 100 anni cambia il modo di festeggiare e ce lo hanno insegnato Sandro Boglioni e Omar Guarini alla terza edizione della 12 ore di Provaglio. Tutto perfetto come un bicchiere di Satèn Mosnel che ha la cantina proprio in fondo alla strada che si gira, potremmo paragonare la corsa a un bicchere di questo vino dall’aroma intenso, fruttato e vanigliato; sapore pieno, complesso di frutta e pasticceria; spuma tipicamente sottile e persistente che avvolge il palato con grande garbo.
Si un grande garbo che avvolge tutti e tutti ridanno, sotto alla croce bianca e la chiesetta, grandi prestazioni e addirittura un record italiano. Arrivederci Lunga di Franciacorta.






