La maratona, ad personam, può essere assieme di immagini, luoghi, fatti, memoria nel tempo. Siracusa l’Ortigia, il Teatro Greco. Corina D’ Ampezzo il cimitero dai variopinti colori, sembiante giardino in fiore; attiguo a Piazza Angelo Dibona in pieno centro. Parte del percorso a lato del fiume Boite, con i piedi danzanti su candido, levigato selciato. Spettacolo dolomitico d’ incanto.
1998, la prima delle mie sei maratone a New York. Impunemente non scendo alla 72esima street, fermata monumento Giuseppe Verdi. Nel prosieguo metrò sosta solo qualche minuto. Alla seconda fermata mi accorgo essere su un rialzo a decine di metri dal piano stradale, scendo, incontro una signora, mi affido a Lei sbiascicando termini in inglese, dopo 50 minuti sono, di ritorno, alla 42esima street, Nasdaq, tra “color che pur, son vivi”. Nemmeno Belzebù, demone, mi avrebbe salvato in caso di incontro con male intenzionato, lontano 40km dal centro metropoli.
Vi annoierei continuando ad enumerare fiabe veraci nel tempo trascorso ad inseguire 42,195 km tra le strade del mondo. Sempre presenti, vivi nella mente, per ricordi di particolari vissuti. Ad ogni ritorno è come essere a casa. Il Passatore 21 volte, 50 km del Gran Sasso 11, i Luoghi Verdiani col tragitto da Salsomaggiore a Busseto diffuso dal pentagramma operistico dell’immortale Verdi. Roma (29 anni), la prima nel 1994. Storica la partenza da Piazza San Pietro alle 12,30 del 1° gennaio 2000 con planetaria benedizione, dalla finestra della Basilica, di Giovanni Paolo Secondo. Il Suo impareggiabile acume comunicativo: “Se sbaglio, mi corrigerete”. La quinta edizione della “Grecia Salentina” del caro Cristian Bergamo fa capitolo a se. D’istinto è mia, quasi evento che mi appartiene. Paesi, genti, contrade, natura: fascino di un ventennio vissuto in totale empatica corrispondenza.
Negli anni ’90, in provincia, un rifiorire d’ interesse al ballo, apertura di scuole e sale. Appresi le fondamenta “del ballare” alla “Victoria Dance di Lucia Petracca di Botrugno”. Raul Casadei e l’Orchestra in concerto all’ Altro Mondo, dancing di Lequile; locale ricolmo di 2.500 persone.
Nel contempo, negli anni ’70 e ’80, si esaurì l’ancestrale, arcaico fenomeno del tarantismo in rapporto secolare con la civiltà contadina di sfruttamento. Si affermò, tra le nuove generazioni la pizzica salentina, culminata col primo Concertone della Notte della Taranta, al largo convento dei basiliani di Melpignano, il 24 agosto 1998.
Ebbi notizia di un corso base di pizzica semestrale al Fondo Verri- Lecce, diretto da Lamberto Probo e Raffaella Aprile. Cominciò un percorso ventennale comunitario con quasi cinquanta miei pari a frequentare, nelle serate estive, piazze da Alessano sino a San Donaci.
Le piazze, nei paesi della Grecia conservano remoti principi comunitari, civiche facoltà intellettive di stima, condivisione, interessi. Piazza del Sole Calimera, della Repubblica Martignano, della Vittoria Corigliano con le rispettive Ville comunali, punti d’ incontro, umana, attiva compartecipazione. Non esagerato il raffronto con l’Agorà, piazza centrale della polis greca, dove si svolgeva la vita politica, commerciale e sociale della città. Spazio pubblico morale e sacro. La Chiesa Parrocchiale di Calimera di San Brizio, col suo frontale, quasi a proteggere l’intera Piazza del Sole.
Zollino, la sua “Festa Te Lu Focu” in pieno inverno. Infinità di bidoni in ferro pieni di fascine brucianti, il complesso sul palco, tamburelli battenti al ritmo intenso di pizzica indiavolata, frammezzata da melodiosi stornelli. Piatto di piselli fumanti cotti in pignatta da fiamma fumante, gustati in “paiara”- piccolo rustico in pietra viva , simile a trulli e nuraghi. Zollino, centro della Grecia dove si producono il fagiolo bianco, cicerchia detta Tolica in loco, il summenzionato pisello nano.
Oltre il 30esimo km della maratona, ecco a Zollino Le Pozzelle. Prima degli impianti di irrigazione, pompe idrauliche, pozzi artesiani, per sopravvivere nell’ arido Salento si è ricorso a fatica ed ingegno. Costruzioni ipogee in terra a secco, in avvallamenti naturali per avere acqua fresca e pura durante l’estate: Le Pozzelle. Storie di uomini stressati dalla fatica. Le Pozzelle, situate lungo storici tracciati, che univano casali e borghi, testimonianza di storie, leggende. A Zollino, chiamate: Pozzelle di Pirro, il Re dell’Epiro abbeverava l’esercito e gli elefanti.
Tramite Euterpe, musa del canto e degli strumenti a fiato, amata dai Greci perché portava allegria, ho avuto contezza, piena conoscenza del trapasso generazionale, civico, socio economico che ha caratterizzato il Salento, tutto il meridione nel ventesimo secolo.
Caterina, abbreviato Rina Durante scrittrice e giornalista con il suo capolavoro “La Malapianta “espresse”: fame, miseria, stenti quotidiani, condizione sociale della gente del sud. Creò il Gruppo musicale “Il Canzoniere Grecanico Salentino” diretto da Daniele Durante (suo cugino), che ebbe diretto contatto col lavoro duro dei campi, tradotto in musica popolare per oltre 40 anni.
Tra i fondatori del Gruppo (costituito nel 1974) Luigi Chiriatti, musicista, direttore artistico della Notte della Taranta, fondatore della casa editrice Kurumuny.
Conosciuto negli anni ’90, entrato in istintivo rapporto confidenziale, fui partecipe del Suo l’impegno costante per la diffusione del processo storico di cambiamento socio esistenziale del nostro Salento.
Nel libro “Il Male di San Donato”, edito da Kurumuny, Luigi Chiriatti intervista Luigi Di Gianni, regista, antropologo, sceneggiatore e documentarista. Alla domanda: “che cosa significa per te la perdita della civiltà contadina?” Luigi Di Gianni risponde: “La perdita dell’identità. Non c’è di peggio che la perdita dell’identità. Significa diventare nulla. Perdere il senso del passato, della tradizione. Vuol dire perdere il senso di appartenenza. La civiltà contadina ha dovuto subire condizioni di vita durissime, sfruttamenti e oppressioni. Pur tuttavia si articolava una profonda umanità”. KURUMUNY
Termino con l’annosa, abituale citazione/saluto del caro Lorenzo Gemma, mio conterraneo, con Lui maratone da oltre trent’anni: “Ciao Vito, Lu Salientu, lu sule, lu mare….. lu ientu. “
Non proprio così!
Vi aspetto Tutti alla partenza da Piazza del Sole di Calimera della Mia Maratona della Grecia Salentina, quinta edizione, alle 8,30 del 3 novembre 2024.
Saluti a tutti.


















