Il fiume Neckar, che l’attraversa, è un’oasi di parchi e fontane con padiglioni destinati a concerti e feste; c’è addirittura una nave teatro, l’unico palcoscenico sull’acqua di tutta la Germania. La città vive sul fiume e proprio sul fiume parte e arriva la maratona. Oltre all’acqua, c’è dell’ottimo vino offerto nel pacco gara, il Trollingen. Con oltre 500 ettari di terreno coperti da vigne, Heilbronn è uno dei centri vinicoli più importanti della Germania.
Infatti, la maratona si chiama Heilbronn Trollinger. 57 euro l’iscrizione e si può fare anche la mattina prima del via all’interno dell’expo organizzato in modo militare. 538 i finisher della maratona e quasi 5000 quelli della mezza. Il percorso si snoda lungo la strada del vino del Württemberg, con qualche bel saliscendi. Punti di degustazione pochi, bisognava proprio rubare il bicchiere. Abbiamo avuto mezza gara con il vento contro. Poi, dopo la mezza, si è bordeggiato un’immensa collina di viti che ci ha riparato. Nessun tempo limite per la gioia degli slow runner. Pasta party a pagamento. In complesso, una gara rilassante per i paesaggi, ma molto nervosa per il vento e le salite. Veramente esemplare e, come dicevo prima, “l’organizzazione militare”.
Finita la gara, io e Piero abbiamo fatto un giretto sul fiume Neckar in cerca di Caterina, non la nostra gioiosa segretaria, ma la protagonista del dramma cavalleresco di Heinrich von Kleist, che è la passione degli abitanti di Heilbronn. Non è ben chiaro il legame della città con il dramma “Caterina di Heilbronn”, ma non è poi così importante. Gli abitanti rendono omaggio alla “loro” Caterina perché la città è diventata famosa proprio grazie alla storia di cui è protagonista. Ogni due anni si rinnova l’appuntamento con l’elezione della “Caterina” e delle sue due rappresentanti. C’è anche l’edificio Käthchenhaus (letteralmente, la casa di Caterina), un’imponente costruzione gotica in pietra del quattordicesimo secolo, ha assunto il suo nome attuale solo nel 1843, quando una guida la battezzò così. Vicino c’è il municipio cittadino che merita una visita non solo perché è uno splendido esempio dell’architettura del periodo moderno, ma anche per il suo straordinario orologio astronomico. Realizzato nel 1580 da Isaak Habrecht, nel cerchio interno mostra i giorni della settimana e i pianeti Sole, Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere e Saturno. I mesi, visibili nel cerchio intermedio, sono raffigurati mediante i dodici segni dello zodiaco. Nel cerchio più esterno è possibile leggere giorno, settimana e mese, grazie ad un meraviglioso meccanismo meccanico che si aggiorna ogni ora. Gli angeli che girano su sé stessi suonando la tromba e contando i rintocchi dell’orologio, gli arieti dorati che incrociano le corna e il gallo che canta da una piccola nicchia danno vita ad uno spettacolo indimenticabile.
Qui, vicino a Lauffen am Neckar, nel 1770, nacque Friedrich Hölderlin. Come non fare un giretto anche qui, sulla via del ritorno, in cerca dei luoghi citati dal grande poeta tedesco?
Al dio Sole (Friedrich Holderlin)
Dove sei ? Ebbra l’anima mi s’invèspera
di tutta la tua delizia. Perché, ora, questo
ho veduto, come stanco del suo
corso, l’estasiato giovinetto dio
le giovani ciocche bagnava nel nuvolato d’oro:
e anche adesso l’occhio dietro di lui si affisa.
Ma lontano a devoti popoli
che ancora l’onorano se n’è andato.
Ti amo, Terra! Tu pure con me sei triste:
e la tristezza nostra si muta come dolore
di fanciulli in sopore: e come i venti
aliano e sussurrano nella cetra
finchè le dita dell’aedo un suono più dolce
ne traggano, così nuvole e sogni intorno
a noi vibrano finchè torni l’amato
e vita e spirito in noi accenda.
Clicca qui per le foto (di Paolo Gino)


