Ho fatto visita a Beppe Togni

L’interno della struttura appare ammodernata di recente. Attraverso un lungo corridoio, raggiungo la 5^ scala, salgo al 2° piano e, nel reparto Radio, nella stanza n° 17, trovo Beppe Togni in felice conversazione con Emanuela Pagan e Simone Lamacchi.

Nella superaccessoriata camera a due letti, il nostro leone appare in buona forma: colorito roseo, pizzetto ben curato, capelli un po’ lunghi, viso sorridente che evidenzia la forte dentatura.

Lucidissimo, ben orientato nello spazio e nel tempo, chiede notizie di tutti noi, in modo particolare di William Govi, mettendo in evidenza una memoria di ferro.

Poi il discorso cade su Vito Piero Ancora e, con il suo fiuto felino, si rende conto che la marcia lenta e sicura del brindisino, che lavora a Milano e difende i colori della Pro Patria, sarà inarrestabile e proseguirà ben oltre il numero 761.

E’ naturale che il discorso cada sulla sua salute. L’unico vero disturbo lamentato è la perdita dell’appetito. Data l’ora, non ho potuto scambiare qualche parola con i medici del reparto, per cui non sono in grado di fornire una diagnosi. La mia personale impressione è che si trovi nel reparto Radio per non aver trovato posto in Medicina.

Alle ore 20:00, una graziosa infermiera, gentile e decisa, ci informa che è il tempo è scaduto.

Emanuela Pagan, Angela Gargano, Simone Lamacchi e il sottoscritto, ripercorrono il lungo corridoio in senso inverso, sicuri di aver lasciato Beppe in buone mani. Fuori continua a piovigginare, ma domani il sole splenderà sulla 11^ Brescia Art Marathon.

 

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