
storia lunga: un anno fa sono diventato ultramaratoneta dopo aver concluso la 8h di Torino così quest’anno sono tornato sul luogo del delitto e ho chiuso il cerchio.
Gara organizzarata dal Club Super Marathon Italia in un clima di relax e amicizia. Infatti il clima pregara ci vede condividere idee, consigli e opinioni senza malizia, questa è ultramaratona.
Alle 10 in punto siamo partiti.
Per la prima volta vestivo i colori dell’Atletica Moretta anche se, podisticamente parlando, sono nato, cresciuto e corro ancora a Torino con gli amici del Girasole Sportivo.
Ho corso i primi 50k in compagnia di Lorenzo e Luca Picco (eravamo in posizione 2, 3 e 4) dietro a Amedeo.
Ogni tanto ci si incrociava con i 24oristi Michela Ruzza (prima donna) e Davide Giribaldi (secondo assoluto) e con il futuro ultramaratoneta Marino Difino. Ogni tanto scendeva qualche goccia di pioggia. Ogni tanto appariva qualche amico venuto a vedere quanto c’era di piacere e quanto di sofferenza.
Dopo 6 ore ero secondo, con un paio di giri di ritardo da Amedeo.
Ero stanco ma meno dei miei compani di avventura, pensavo che avrei alternato corsa e cammino come nel ’24 ed ero contento, poi ho incrociato Amedeo e mi ha detto che stava faticando a causa di un dolore al piede.
Ho proseguito con un occhio al tabellone per 10k ed ero sempre secondo.
Alla fine della settima ora ho rivisto Amedeo e mi sono sdoppiato.
Ero partito per provare a fare qualcosa di importante e ho provato a mantenere il passo lento ma costante. Dopo circa mezz’ora ho rivisto Amedeo e sono passato in testa.
Lui era probabilmente più forte (ho poi scoperto che ha concluso 100 maratone sotto le 3h) però era la mia occasione, era casa mia e stavo bene.
L’ultima mezz’ora è stato un continuo guardare a terra per evitare storte, poi alle 17.55 ho concluso il 91esimo giro e sapevo che nessun altro avrebbe fatto altrettanto.
Sabato 1325 è stato il mio turno
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